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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 24 Maggio - ore 00.24

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"La Spezia che verrà": "Non siamo alternativi al M5S"

Prima assemblea della piattaforma civica affiancata dai partiti di sinistra: un pout pourri di volti noti che chiede soprattutto discontinuità rispetto all'amministrazione attuale.

`La Spezia che verrà`: `Non siamo alternativi al M5S`

La Spezia - L'esito del referendum ha consegnato a chi non vede di buon occhio il Pd di Renzi la palma di protagonista del futuro immediato della politica. In Italia e alla Spezia. La data del referendum era considerata da tutti uno spartiacque, anche nell'ottica delle elezioni amministrative che chiameranno alle urne gli spezzini nel corso della prossima primavera, per decidere il successore di Massimo Federici.

Ed ecco che le mosse della società civile assumono oggi un significato differente, sotto il profilo politico ed elettorale. In particolare, per una città storicamente guidata da amministrazioni di centrosinistra, lo sguardo si posa sul civismo più vicino ai partiti della sinistra e al Movimento cinque stelle locale, motori, seppure con potenze differenti, del risultato del referendum.
Il primo passo di questa "nuova" realtà politica (cinque anni fa le liste civiche non erano molto diverse, ma rimasero divise, mentre oggi potrebbero compattarsi con la regia dei partiti di sinistra) è statol'assemblea pubblica di ieri pomeriggio, al Centro Allende, alla quale hanno preso parte un'ottantina di persone. Tra loro, interessati più o meno da vicino, l'ex segretario provinciale del Pd, Moreno Veschi, il consigliere Giulio Guerri, Marcella Ariodante consigliera comunale ed esponente M5S, Michele Fiore di Possibile, Andrea Ornati, Emiliano Ceretti e Franco Arbasetti, tutti e tre ex Sel appena entrati in Sinista italiana, Edmondo Bucchioni per Rifondazione, Stefano Sarti di Legambiente, Antonio Parrillo di Sinistra dei valori, Roberto Quber per il movimento dei Giacobini del golfo e Nicola De Benedetto, di Sinistra italiana. Assente causa influenza Massimo Baldino, prima linea del comitato Piazza Verdi e di quello per il no.

Ad aprire le danze Loredana Mirra, giacobina: "Non siamo qua come partiti, ma come società civile che vuole scendere in campo - ha chiarito subito -. La città è governata in modo assolutamente negativo. Questioni come Enel, la sanità, Acam, Piazza Verdi e Piazza Europa restano irrisolte e pesano come gravi errori. Il turismo è mosso dalle Cinque Terre, un fenomeno nato con comportamenti che hanno portato a consultare il codice penale, come dimostra la vicenda Parcopoli. Le crociere sono un merito dell'Autorità portuale, che ha esercitato però il potere in maniera feudale e non ha fatto abbastanza per il rispetto dell'ambiente. Vogliamo più trasparenza, partecipazione e legalità. Siamo contro il Pd, contro Federici, Forcieri e Bonanini. Ma anche contro il centrodestra, corresponsabile del disastro Acam e con l'ex senatore Grillo, dell'indebolimento di Carispezia, una banca che oggi è distaccata dal territorio e non più autonoma. Non siamo, invece, alternativi al Movimento cinque stelle, ai quali siamo vicini su temi come la morale politica e l'ambiente. Diciamo loro di non dividerci, ma di fare un movimento civico unito".
Chiarito il posizionamento, Mirra lancia alcune proposte, come la realizzazione di una mappatura del rischio amianto, la creazione di posti di lavoro con l'incremento del turismo, "che non è una manna dal cielo", spingendo sul settore culturale, con un premio letterario nel golfo e la valorizzazione dei musei. Ma anche una raccolta differenziata milgiore e un arsenale che restituisca le aree inutilizzate. "E l'Enel deve andare via prima del 2021, al suo posto deve sorgere un centro di ricerca per l'energia pulita, che garantisca gli stessi posti di lavoro".

Le questioni sanitarie sono state affrontate da Lorenzo Di Alesio: "Il dea di secondo livello è impossibile, da sempre. Oggi è evidente, e si dà la colpa al decreto Balduzzi, ma io lo dissi nel 2008: manca il bacino diutenza e l'edificio enorme richiederà una quantità di personale che non avremo mai a disposizione".
Marco Grondacci, per 24 ore candidato sindaco del Movimento cinque stelle, al quale ha comunque garantito l'appoggio del suo impegno sui temi ambientali, ha fatto notare l'esigenza di una democrazia partecipata. "Una volta le vertenze erano portate avanti dalle associazioni nazionali, ora lo fanno i comitati. Stanno facendo loro la politica, anche se non sono il soggetto politico di riferimento. Non sono loro che bloccano le opere, ma la magistratura. Manca la trasparenza, sui siti dei nostri enti è evidente. Non vengono pubblicati gli atti né sui controlli delle emissioni delle navi, né sulle demolizioni, che sono state avviate senza alcuna counicazione, nonostante siano a poche decine di metri dalle abitazioni". Grondacci ha accusato le istituzioni locali di non rispettare il principio di terzietà e di rimozione delle proprie responsabilità. E sulla vicenda degli appalti in porto: "Il comitato portuale dov'era? Non ha fatto il suo mestiere, è evidente. Per fare un programma - ha concluso - basta fare il contrario di quanto è stato fatto sino ad oggi".

Il giovane Francesco Baruzzo, dell'associazione Libera, è intervenuto per richiamare pubblicamente l'attenzione su alcuni temi legati alla criminalità organizzata presente nel territorio. "In questa zona spesso c'è la tendenza a sottovalutare argomenti come le slot machine e i beni confiscati. Sono temi caldi, soprattutto a Sarzana. Ma tutta la provincia deve fare di più, prendendo a esempio i Comuni più virtuosi. Il gioco d'azzardo, viene utilizzato spesso per riciclare denaro sporco, ed è inoltre una piaga sociale. Si può regolamentare in maniera più stringente. Così come per i beni confiscati - ce ne sono tre in città - si può intervenire per non farli deperire inutilizzati: sono un messaggio, un simbolo di lotta civile contro la criminalità. La legge nazionale è farraginosa, ma anche i Comuni possono fare qualcosa di utile mettendoli subito a bando a favore di associazioni di tipo B al momento del trasferimento".

La discussione è andata avanti e il tema maggiormente ricorrente è stato quello della discontinuità. Il primo passo è compiuto, l'obiettivo comune è superare il governo Pd e i dieci anni di Federici, con un occhio di riguardo verso il Movimento cinque stelle. Ora non resta che vedere come procederà questo percorso e come andrà a finire. Osservati speciali Giulio Guerri, Marco Grondacci e Alessandro Pollio, i nomi ai quali potrebbe essere affidata la guida della piattaforma.

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