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"Incapaci, senza coperture finanziarie, disinteressati alla sorte dei cittadini" | Foto

Presidio delle forze della sinistra. Paita: "Usano la politica per agitare la paura, solo degli ignoranti possono sostenere che Mattarella abbia violato la Costituzione". Forcieri: "Promesse irrealizzabili, Salvini voleva far saltare il banco".

sui social anche minacce di morte
"Incapaci, senza coperture finanziarie, disinteressati alla sorte dei cittadini"

La Spezia - Sono scesi in piazza in tutti i capoluoghi regionali per esprimere fedeltà alla Repubblica e alla Costituzione e per dare piena solidarietà al presidente Sergio Mattarella "che non ha fatto altro che applicare scrupolosamente la Carta costituzionale". Il Pd regionale organizza in fretta e furia un presidio davanti alle prefetture liguri che alla Spezia ha visto aderire un centinaio di persone: "Chi grida al colpo di Stato e parla di impeachment non dimostra solo la propria rozza ignoranza costituzionale, ma si scaglia in modo irresponsabile contro l’equilibrio democratico dei poteri su cui si regge la nostra democrazia: non c’è solo da ricordare il dettato dell’articolo 92 ma anche la lettera e il senso dell’articolo 1 che assegna la sovranità al popolo nelle forme e nei limiti della Costituzione. Il bilanciamento dei poteri e, in questo, il ruolo di controllo del Presidente della Repubblica sono una garanzia fondamentale del pieno svolgimento della democrazia nel nostro Paese. Era pieno diritto di Mattarella dire la sua sui ministri e soprattutto impedire che fuori dal cosiddetto “contratto” e dai programmi delle singole forze politiche si inserisse nel quadro del governo in un ruolo chiave una figura che puntava alla fuoriuscita dall’Euro e alla rottura della solidarietà europea, con gravi rischi per gli interessi passivi del nostro debito e per tutti i cittadini risparmiatori. Mattarella ha difeso l’interesse nazionale del Paese". La nota del Pd regionale, porta poi l'attacco a Movimento Cinque Stelle e Lega: "A Salvini del resto interessava solo divincolarsi dalla responsabilità del Governo. Non solo perché governare e parlare a vanvera sono cose incompatibili, ma perché avrebbe dovuto dimostrare concretamente agli italiani come si fanno a realizzare spese per 150 miliardi l’anno a fronte di 500 milioni di coperture: insomma avrebbe dovuto dimostrare al popolo italiano come fosse un raccontatore di balle seriali. Di Maio crediamo non abbia inteso ancora adesso cosa stia succedendo".

"Di fronte al rischio reale che questo paese paghi ulteriormente il prezzo che è avvenuto, la mobilitazione non è soltanto del Pd ma anche di altre forze - dice l'onorevole Raffaella Paita in piazza con l'ex senatore Caleo, i sindaci di Arcola, Bolano e Calice Orlandi, Battilani e Scampelli, il vice sindaco di Castelnuovo Ambrosini e l'ex assessore regionale Renzo Guccinelli, fra gli altri -. Due forze che avevano insieme più del 50% dei voti non possono dare la colpa a Mattarella per non aver voluto governare: un presidente che ha accettato la nomina di Conte, nonostante i limiti di presentazione all'opinione pubblica, ha fatto tre tentativi. Sicuramente solo degli ignoranti possono sostenere che abbia violato la Costituzione. Subirà un impeachment per averla difesa. Un karakiri per il centrosinistra? Io non lo penso affatto, credo che gli italiani siano meglio di quanto si pensa. Di fronte alle proposte di Salvini e Di Maio hanno votato qualcosa che dopo 85 giorni si è dimostrato irrealizzabile. E poi gli italiani hanno anche visto cosa è successo sui mercati in questi giorni: chi paga un mutuo, chi ha problemi sul proprio conto corrente, queste cose le sente. Mettere a rischio questo Paese, con proclami antieuro, alla fine conterà. Non si può non stare nell'euro, è una pia illusione che le problematiche economiche si possano risolvere nell'alveo dello Stato-Nazione. Mi ostino ad aver fiducia nel popolo italiano, so anch'io che ci sono molti cittadini che vogliono la soluzione immediata, ma in 85 giorni non sono riusciti a trovarla. Non c'è stata perché non c'erano le coperture finanziarie, perché sono degli incapaci, perché a loro non interessa niente di ciò che succede ai cittadini. Utilizzano la politica per agitare la paura e allontanare la speranza".

"E' un presidio in difesa dei valori della Costituzione, non è una manifestazione contro - ha aggiunto Federica Pecunia, segretaria provinciale del Pd, presente insieme al segretario dei Giovani Democratici Franchi e a tanti ex amministratori e vari consiglieri comunale in carica -. In maniera coerente crediamo che per noi sia questa la priorità. E' prerogativa del Presidente della Repubblica nominare i ministri, cosa già accaduta in passato. Altri hanno semplicemente trovato altri profili: tutto questo è stato voluto, una forzatura che si andasse al limite, far saltare il banco e liberarsi del problema. Chi detiene la maggioranza in Parlamento deve dirci cosa pensa dell'Europa, e pensiamo che sia responsabilità di tutti porsi il problema. Se torneremo a votare ripresenteremo il nostro programma, il problema sarà di Salvini, decidere se fare una campagna elettorale con Di Maio o se tutto questo è servito per tornare alla casa madre". Fra gli altri anche Lorenzo Forcieri che aderisce come autonomo e consigliere comunale con la sua lista civica: "Il vero problema è avere più Europa e non meno Europa perché i singoli paesi non possono certe condizionare da soli le politiche economiche e ambientali: è un declino lento ma che può accelerarsi. Ci vuole un'Europa unitaria ed unica, difendendo il welfare, i diritti fondamentali: negli Stati Uniti si tiene in piede un sistema di autonomia dei vari stati ed avere comunque un grande senso di appartenenza collettiva al paese. L'Europa però deve occuparsi non dei dettagli, ma di politiche finanziarie e fiscali, bilanciando così le differenze fra paesi come Germania e Italia. E magari il Mediterraneo faccia sistema, ma guai a rimanere da soli: perderemmo ogni ruolo, ogni funzione e se uscissimo pure dall'Euro, la svalutazione sarebbe devastante. Penso che Mattarella è stato costretto da Salvini che ha voluto far saltare il banco, promettendo 100 miliardi di investimenti e nulla dicendo dei 20 miliardi che servono ora per far fronte all'aumento dell'Iva: così possono continuare a parlare di cose irrealizzabili. Ma il popolo italiano, ultimamente un po' distratto, messo di fronte alle scelte importanti ha sempre fatto cose giuste. Ci sono ancora le idee e i valori della sinistra ma c'è una crisi fortissima della rappresentanza politica, frammentata e in sofferenza di concetti, asfittica nella capacità di proposta: un lavoro da fare, una lunga attraversata nel deserto ma il progetto originario del Pd mi pare ormai fallito. Bisogna costruire un nuovo centrosinistra, superando personalismi e paletti: un nuovo, grande e nel futuro vincente centrosinistra".

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