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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 15 Agosto - ore 15.53

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"Il piano sanitario è un affronto alla nostra provincia"

All'Urban Center il gruppo regionale Pd critica le scelte della Viale: "Derubricato l'ospedale, trincerandosi dietro il decreto Balduzzi. Alisa gestisce tutto, le Asl non hanno più competenza. Le fughe sono diminuite quando c'eravamo noi".

"Il piano sanitario è un affronto alla nostra provincia"

La Spezia - Il Pd torna in mezzo alla gente e già questo farebbe notizia dopo le bacchettate inferte dal Ministro Orlando, nell’intervista pubblica di Tommaso Labate in occasione della recente calata in città. Aveva criticato aspramente la federazione spezzina, rea di non aver programmato alcunché per riprendere i contatti con l'elettorato, all'indomani dell'ennesima sconfitta che ha visto perdere il comune capoluogo da sempre governato. E così in Via Lunigiana si tenta così di riallacciare il filo del discorso innanzitutto con la base storica, falcidiata dalle diaspore, dal disamore per la politica e dalla crisi del concetto stesso di "sinistra" ben sottolineato questa mattina da Ezio Mauro su La Repubblica. Provare insomma a costruire dalle viscere una credibile ripartenza dopo mesi, anzi anni, di fratture, nazionali e locali, senza distinzione e soluzione di continuità. Fratture che si sono rivelate poi in buona parte acclaratamente insanabili con uscite eccellenti e la leadership di Matteo Renzi messa ogni giorno di più in discussione. Tocca a Federica Pecunia, segretaria provinciale dei ‘dem’ spezzini, introdurre il senso di un incontro che vorrebbe non essere l’ultimo ma la prima pietra per una volontà di rinascita che comunque non potrà non fare i conti con il voto delle politiche del 2018, vero e proprio point break per il partito fondato da Veltroni: “Il nostro deve essere un impegno. L’impegno di stare fra la gente, fare proposte ed ascoltare. Sanità alla Spezia vuol dire in questo momento soprattutto i destini del nuovo ospedale del Felettino. La Regione ha rinunciato alla possibilità di un dea di secondo livello”.

All’Urban Center tante persone, forse un po’ a sorpresa dalle facce degli stessi dirigenti. Con la Pecunia, i consiglieri regionali Raffaella Paita, Juri Michelucci e Pippo Rossetti. Non mancano seduti in platea anche Guido Melley, il candidato sindaco a Sarzana per il M5S Walter Chiappini, amministratori dalla provincia e diversi ex assessori e consiglieri comunali del recente passato. A Michelucci tocca fare il punto della situazione, partendo da lontano: “Il Pd quando era al governo della Regione, ha fatto tante cose buone e sicuramente anche degli errori. Ma non siamo stati fermi: abbiamo aperto e fatto funzionare le case della salute e volevamo un dea di secondo livello all’ospedale del Felettino, per acquisire un’autonomia gestionale. Nel piano sanitario proposto da Viale ci sono dichiarazioni generali invece di indicazioni precise. Pensano ai bilanci ma sono aumentati in realtà i costi, ormai fuori controllo come quando governava Biasotti”. Il consigliere sarzanese va nel dettaglio e attacca Liguria Digitale: “Alla fine si è occupata di tutto fuorché dell’informatizzazione che secondo la Regione dovrebbe contribuire ad abbassare i costi. Il piano ci penalizza, declassando il costruendo ospedale. Si sono trincerati dietro il decreto Balduzzi senza pensare a strade che potevano essere intraprese anche per come è fatto il nostro territorio. A ponente c’è, a levante no. E si vuole declassare il San Bartolomeo da complessa a struttura semplice. E sulla mobilità passiva la Viale stessa ha ammesso che la riduzione delle fughe e’ merito della gestione Conzi nel 2015 e 2016. Oggi di quelle dinamiche non c’è più traccia, Alisa gestisce tutto e le Asl territoriali non hanno più competenza. Quale sarà nel futuro prossimo il rapporto fra pubblico e privato? Noi non siamo per il modello lombardo”.

Gli fa eco Raffaella Paita che insiste: "Purtroppo, i segnali che arrivano dal Presidente Toti e dall’assessore Viale non sono per nulla rassicuranti, anzi: si va dalle privatizzazioni, alla riduzione dei servizi con le liste di attese sempre più lunghe. Ma ancor più grave è che il Dipartimento Emergenza-Urgenza (DEA) di II livello, che la Giunta regionale di centrosinistra aveva previsto, venga ora cancellato dalla Giunta Toti-Viale e sostituito da un DEA d I livello. Insomma nulla di buono per il futuro della nostra Provincia e anche della Regione. Per questo, con il colleghi del gruppo regionale, promuoveremo iniziative, volte al confronto e all’approfondimento su questo importante e delicato tema, in tutta la Regione".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

Federica Pecunia


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