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Ultimo aggiornamento: Martedì 20 Febbraio - ore 23.00

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"Il neofascismo punta dritto ad una base sociale eterogenea"

All'Allende tutta la sinistra presente, Peracchini non c'è ed invia l'assessore Asti. Parla il Partigiano Ferrarini: "Necessario inserire nei programmi lo studio della storia del '900". Pagliarulo: "Consenso Casapound eterogeneo e associazionistico".

"Il neofascismo punta dritto ad una base sociale eterogenea"

La Spezia - Se non ci riescono Renzi, Bersani e compagnia, ci pensa Anpi, almeno per una sera, a compattare le forze della sinistra. Tutti i partiti che compongono la gauche spezzina, dal Pd a Mdp, dai Comunisti Italiani a Rifondazione Comunista, passando per la Cgil e il microcosmo di comitati e movimenti d'area (presente anche Lorenzo Forcieri), si sono ritrovati al centro Allende per il convegno su "Fascismo e nuovo fascismo. La banalità del ma…", tema che alla luce dell'episodio accaduto ad Ostia qualche giorno fa, diventa momento di discussione ed analisi ancor più significativo. In platea non c'è il sindaco Pierluigi Peracchini, per un altro impegno in agenda, e per il Comune della Spezia è presente l'assessore Paolo Asti. Quattro partigiani in prima fila, Guelfi, Sentieri, Ferrarini e Bellavigna, avvolti nel loro inseparabile fazzoletto intorno al collo, salutati da un doppio scrosciante applauso. "L'Anpi sezione centro - spiega la vicepresidente provinciale Oretta Iacopini - riprende la propria attività dopo l'estate, partendo da un momento più che attuale, in una stagione particolarmente drammatica. La memoria, la Resistenza, l'impegno per far rispettare la Costituzione, la democrazia e il lavoro che ne sono gli elementi fondanti. In questi ultimi giorni abbiamo assistito a troppe manifestazioni della destra becera, quel signore che appartiene sia alla mafia che a Casapound che nel frattempo apre una sede a Genova. Per combattere questa destra bisogna rispondere con la realtà dei fatti: non dobbiamo minimizzare, la politica deve farsi sentire. Cesare Pavese diceva che "Chi lascia fare e si accontenta è già un fascista".

Tocca proprio ad Asti dare il la: "Voglio ringraziare perchè ci avete chiesto il patrocinio di questa manifestazione. Solo attraverso i valori della democrazia che voi portate avanti, la cittadinanza può arrivare a condividere. L'amministrazione rappresenta prima di tutti i cittadini, poi ci sono i valori. Fascismo è prima di tutto totalitarismo, disconoscenza dei valori democratici. E quando partecipo a queste iniziative, mi piace sempre ricordare sempre Nello Quartieri, che mi ha insegnato questi valori che poi ho avuto modo di ritrovare sugli scritti di Ignazio Silone. Le dittature non piovono dal cielo, ma si costruiscono in base alle condizioni sociali: bene abbiamo fatto a concedere il patrocinio perchè in questo momento si riconosce una situazione di tensione in cui alcune frange affiliate alla malavita trovano le condizioni per prosperare". Con passi brevi ma sguardo fiero, tocca al Partigiano Ferrarini avvicinarsi al microfono per leggere il suo pensiero: "Confesso di non essere riuscito a definirmi la sottile dicitura della banalità del 'ma'. Sul volantino c'è una doppia firma, assolutamente superflua: perché Anpi La Spezia Centro e Comitato provinciale? Il tema va discusso come si vede: ho vissuto tutto il periodo mussoliniano e basta risalire alla fine della prima guerra mondiali per capire cosa è successo. Non appena iniziarono a nascere le Camere del lavoro, i dominatori dei poteri forti, industriali, feudalisti agrari, alti finanzieri e politici del tempo, provvidero ad instaurare l'autoritarismo repressivo del fascismo. E' stato il sistema capitalistico selvaggio il primo responsabile della dittatura fascista. Il condottiero Mussolini, espulso dal Partito Socialista nel novembre 1914, dopo aver esteso il controllo fascista in tutto il Paese, predisse la Marcia su Roma dell'ottobre del '22. E oggi? Pensano che sia venuto il tempo di rispolverare la matrice fascista, in nome di un antisemitismo ebraico, dell'odio razziale, legato ai fondamentalismi islamici. E' necessario inserire nei programmi scolastici lo studio della storia del '900: devono saperlo che cosa ha significato in morti, distruzioni, fino allo scoppio della Seconda Guerra Mondiale, voluta da due megalomani come Hitler e Mussolini". Continua Ferrarini: "C'è bisogno seriamente di generare nel prossimo il giusto orientamento, saper fondere unità e bisogni. L'Italia e L'Europa devono sapere proteggere i valori fondamentali conquistati nella lotta di Liberazione del nazi-fascismo. Ai nostalgici che cercano di mettere indietro l'orologio della storia, dico che dovrebbero ringraziare il valore della democrazia, raggiunto con la Liberazione".

Il professor Claudio Vercelli, docente di storia, spiega come è nata questa anatomia neo-fascista di cui si parla un po' in tutta Italia: "Non è un passato che ritorna, ma un qualcosa che non è mai veramente andato via. Il fascismo è un fenomeno fortemente innervato nella nostra città: ha distrutto le libertà, disintegrato i suoi avversari, ma è stato uno strumento che ha forgiato per vent'anni il nostro Paese. Il fascismo è rimasto presente seppur in modo incompiuto e pulviscolare: non è stato solo un fenomeno politico ma qualcosa di più, che sta dentro le incoscienze di molte persone. Libertà sì ma..., democrazia si ma..., è in questo campo di contraddizione che prende vigore". Continua Vercelli: "Non è un'ideologia compiuta come altri fenomeni, ma è semmai la negazione di questo processo, senza offrire alcuna contropartita in nome di un dogma identitario in società in difficoltà. C'è il fascista ideologico che pensa solo a ripetere, ma c'è anche e soprattutto il consenso legato alla cosiddetta banalizzazione della collettività. Che delega qualcuno per risolvere il proprio problema. Per una volta sono d'accordo con la sindaca di Roma Raggi che, a proposito del noto fatto di Ostia, ha marcato attenzione non tanto e non solo sull'accaduto ma sui commenti sotto l'articolo che racconta l'aggressione al giornalista di "Nemo": c'è un tasso di fascistizzazione del linguaggio impressionante. E' il sintomo di come uno pensa, non è una questione di camicie nere ma lo spostamento del baricentro politico verso un estremismo di destra, oggi assolutamente accettato. Razzismo e xenofobia sono all'ordine del giorno, così la volgarizzazione delle comunicazioni, così l'accondiscendenza. Quelli sono territori perduti della repubblica".

"C'è un pericolo che non ha nulla a che fare col neofascismo degli anni '70, quello dei picchiatori, legati ai servizi segreti o a qualche altra piattaforma interessata - continua Gianfranco Pagliarulo, membro della direzione nazionale dell'Anpi e direttore di Patria Indipendente -. Oggi il consenso di Casapound trova corrispondenze in una parte dell'imprenditoria, nei ceti medi delusi e declassati, nel sottoproletariato, oltre alla rappresentanza di alcune delle curve degli stadi che rappresentano una sorta di metafora della guerra. Si sta insomma formando una base sociale eterogenea senza dimenticare la forza dell'associazionismo di destra che sta ampliandosi in tutti i gangli della società civile. E fu così anche nel fascismo e in particolare nel nazismo tedesco che soppiantò l'organizzazione del proletariato. Il video di Ostia è terribile, ma noi quello che è successo lo conosciamo perché c'era una videocamera. Chi sa quante ne sono successe e noi non lo sappiamo. "Io non sono razzista ma è lui che è negro", una delle classiche frasi-modello dei fascisti d'oggi, che non fa che confermare la vigliaccheria di questo signore palestrato che ha picchiato un innocente con una testata che non s'aspettava. Eppure proprio lui e quelli come lui parlano di onore, lealtà e coraggio..."

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