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"Il decreto sicurezza peggiora anche la vita degli italiani"

Sinistra compatta contro il decreto sicurezza: "Noi non ci stiamo. Oltre 390 richiedenti asilo rischiano di finire in strada nella sola provincia spezzina. E in Italia si perderanno 50mila posti di lavoro, italiani".

I numeri spezzini
"Il decreto sicurezza peggiora anche la vita degli italiani"

La Spezia - La sinistra spezzina, da Rifondazione comunista al Partito democratico, si è ritrovata per la prima volta dopo tanto tempo contro un avversario comune: il decreto sicurezza proposto dal ministro dell'Interno Matteo Salvini.
"Noi non ci stiamo" è il nome dell'iniziativa, promossa dalla lista civica e dal cruppo consiliare LeAli a Spezia, che ha visto sedere al tavolo dell'Uban center alcuni degli esponenti di una galassia che comprende anche: Partito democratico, Spezia bella, forte e unita, Partito socialista, Avantinsieme, Spezia bene comune, Rete a Sinistra, Sinistra italiana, Possibile, Rifondazione comunista, MdP - Articolo 1, Partito comunista italiano, Cgil, Uil, Arci, Anpi e Comitato solidarietà immigrati.

L'impegno comune è quello di sostenere in tutte le sedi un documento che chiede a Salvini, al governo e al parlamento l'abrogazione del decreto e "la possibilità per tutti i sindaci dei Comuni d'Italia, in quanto garanti dell'ordine e della sicurezza pubblica, di conoscere con certezza il numero dei richiedenti asilo effettivamente presenti sul proprio territorio, attraverso l'iscrizione all'anagrafe, e conseguentemente di poter determinare i servizi pubblici e sociali che i Comuni hanno l'obbligo di garantire".
Il documento sarà presentato, sotto forma di mozione urgente, ai prossimi consigli comunali della Spezia (lunedì sera) e di Sarzana, mentre a Luni è già stato presentato (da Andrea Fantini di Ortonovo in movimento) e approvato con i voti di tutto il centrosinistra, dentro e fuori dalla maggioranza (astensione Cinque stelle, assente centrodestra). Seguiranno poi altre iniziative di mobilitazione sul territorio.

"Un decreto - ha esordito Guido Melley - che prefigura non solo un gravissimo attacco ai diritti umani, al senso di civiltà, ai valori fondanti della convivenza e ai migranti, ma che, di fatto, smantellando il sistema di accoglienza diffuso nei territori, farà sprofondare migliaia di richiedenti asilo nell'illegalità e marginalità sociale e provocherà la perdita di migliaia di posti di lavoro di operatori. Altro che sicurezza: un provvedimento che, al contrario, contribuirà a fomentare paure e risentimenti diffusi nella società italiana, e la percezione di insicurezza nella popolazione. Un decreto solo strumentale per mantenere lo stato di campagna elettorale perenne in cui questo governo sta tenendo il Paese. E non sono affatto da trascurare i provvedimenti contro la libera manifestazione di pensiero e dissenso, inseriti ad arte per contrastare l'opposizione sociale e politica. Un decreto da rigettare in toto".

Presente per il gruppo regionale di Rete a sinistra, il consigliere Gianni Pastorino ha rincarato la dose: "Con questa legge insensata il governo prosegue in quel cammino che nasconde la povertà e il disagio delle persone sotto il tappeto, chiude i porti e spera anche che il Paese sia d'accordo. Da questa iniziativa può iniziare un percorso di unione della sinistra per battere la cultura del terrore: facciamo uno sforzo per ritrovarci nei valori comuni".
Federica Pecunia, segretario provinciale Pd e capogruppo in consiglio comunale, sfida la maggioranza di centrodestra: "Abbiamo presentato una mozione urgente: vediamo se per la prima volta a un tema proposto dall'opposizione verrà consentito di essere discusso. Questo è un decreto che sottrae diritti alle categorie più deboli e lega in maniera diretta i concetti di sicurezza e immigrazione, passando dagli slogan alla forma di legge".
"Il questore Di Ruberto si è detto perplesso sulla possibilità di utilizzo taser, vediamo se il centrodestra sarà in grado di ascoltare non noi, ma la prima autorità cittadina in fatto di sicurezza", ha detto Giacomo Pregazzi, segretario provinciale di Sinistra italiana". Ritornando al decreto: "Il Daspo sanitario è una misura grave, inaudita. Il problema abitativo, invece, viene accentuato da una politica di repressione".

Ritorna sul tema specifico dell'immigrazione e dell'accoglienza Stefania Novelli, presidente dell'Arci spezzina: "Questa legge è devastante per tutto quello che di buono è stato attivato in fatto di integrazione grazie allo strumento degli Sprar. Vengono smantellati a favore dei Cas e svuotati dei propri contenuti. Oggi i migranti hanno speranza di integrazione, possono seguire corsi di formazione o di lingua. Con questa norma non accadrà più. La loro permanenza nei centri di accoglienza sarà solo attesa, zero integrazione. Viene eliminato il permesso di soggiorno per motivi umanitari e così molte persone oggi regolari ritorneranno nella clandestinità".
Novelli ha poi snocciolato i dati spezzini: "A fine 2017 c'erano 400 migranti ospitati negli Sprar della Spezia e di Sesta Godano. Oltre a molti altri nei Cas. La prefettura ha emanato bandi per l'accoglienza di altre 391 persone negli Sprar, ma con il decreto sicurezza la loro accoglienza è fortemente a rischio. Dove andranno?".
A tutto questo, ha sostenuto la presidente di Arci, si aggiunge il fatto che senza permesso di soggiorno e tessera sanitaria, ci saranno spese maggiori per chi accoglie, visto che dovrà necessariamente rivolgersi alla sanità privata.
"Non ci sarà più sicurezza - ha concluso -, anzi: quella vasta quantità di migranti che lavorano per la manutenzione del territorio alle Cinque Terre e dei boschi in Val di Vara non potrà più proseguire in questi lavori. Si ritroveranno per strada".
"Questo decreto peggiorerà anche la vita degli italiani. La migrazione non si fermerà e anzi forse aumenterà. Bisognerebbe pensare a come gestire questo fenomeno, non a combatterlo inutilmente. Il contributo di 35 euro al giorno che ricevono i gestori del sistema di accoglienza - e non i migranti - scenderà a una somma che andrà dai 19 ai 26 euro, a seconda delle strutture di accoglienza. Con una riduzione così drastica delle risorse ci sarà una perdita di 50mila posti di lavoro per quegli italiani che lavorano nel settore. Ci saranno meno integrazione, meno occupazione e quindi meno sicurezza".

"Revocare la cittadinanza, abrogare la protezione umanitaria, recludere i richiedenti asilo, condannare a pene pesanti chi occupa un'immobile perché senza casa, espellere chi non è gradito oltre a essere una barbarie giuridica che colpisce le fondamenta umanitarie presenti nella nostra costituzione sono le misure base di uno stato di polizia", ha aggiunto Jacopo Ricciardi, di Rifondazione comunista, rimarcando anche le differenze interne al gruppo dei partecipanti all'iniziativa: "Bene la mozione unitaria contro il decreto sicurezza, ma per amor di verità l'apripista a questo decreto è stato il decreto Minniti con il governo targato Partito democratico e l'introduzione dei daspo urbani".

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