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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20 Febbraio - ore 22.42

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"Il Pd alla Spezia poco battagliero, Zingaretti è l'uomo anti-scissione"

Sono le parole dell'ex ministro Olrando nel corso della riunione per la nascita del coordinamento "Piazza Grande" che sosterrà il presidente della Regione Lazio alle primarie. Barli: "Dobbiamo ripartire dal basso".

il 14 gennaio sarà in città
"Il Pd alla Spezia poco battagliero, Zingaretti è l'uomo anti-scissione"

La Spezia - Da oltre tremila a mille tesseramenti per il Partito democratico spezzino. La crisi del partito e la volontà di ripartire dai circoli per evitarne la scissione, infine una tirata d'orecchie per le battaglie "mancate" nei confronti della giunta Peracchini.

Da questi elementi vuole partire il coordinamento spezzino di Piazza grande" che sosterrà il nominativo di Nicola Zingaretti alle primarie e che sarà alla Spezia il 14 gennaio. Un primo passo il coordinamento lo ha compiuto oggi nella sede provinciale di Via Lungiana che ha avuto come relatori principali l'onorevole ed ex ministro Andrea Orlando e Federico Barli. In platea una quarantina di persone tra ex assessori, consiglieri comunali della passata giunta, amministratori in carica e militanti.
"Nicola Zingaretti - ha spiegato Orlando - non è stato coinvolto nei gruppi dirigenti che ci hanno portato alla sconfitta è stato un ottimo amministratore locale e ha vinto in Lazio in un momento delicatissimo dove dalle altri parti si perdeva. E' una persona dotata dell'equilibrio e della misura per ricostruire un partito che al momento rischia di non esserci più. Sono convinto che Zingaretti sia la condizione necessaria e non sarà solo un fatto di farlo vincere".
"Nel Pd spezzino - ha spiegato l'onorevole - c'è un deficit di iniziativa e una serie difficoltà a svolgere il ruolo di opposizione alla giunta di destra della città, di denunciare i limiti della Regione sulla questione del nuovo ospedale, sono presenti vuoti strategici su temi come quanto avvenuto a Leonardo, al destino del Porto e sulla dismissione di Vallegrande. Io penso che ci sia uno spazio che dobbiamo già iniziare a riempire dal Congresso non solo per dire che candidato vogliamo ma per dire che vogliamo anche usare al forza che ci verrà riconosciuta per riprendere un'iniziativa politica e parlare ai cittadini. Il distacco con i cittadini è forte, i tesseramenti sono passati da oltre tremila a mille".

"Il nome di Zingaretti - ha concluso Orlando - può evitare la scissione del Partito perché a lui interessa un partito unito in vista delle Europee. Non ha mai manifestato l'interesse di uscire dal Pse e non ha mai interloquito con figure esterne allo stesso. Vuole rinnovare il socialismo europeo e nessuno ha mai associato il suo nome a una scissione. Tra i candidati che sostengono Martina c'è qualcuno che in qualche modo è stato ricondotto a questa possibilità".

Tra i sostenitori e fondatori del coordinamento pro Zingaretti, anche Federico Barli che nella seduto ha fatto appello a un partito che sappia ricominciare dal basso.
"Dobbiamo fare un grande percorso di coinvolgimento e nei territori - ha detto Barli - , nei luoghi di lavoro. I circoli ormai sono in una condizione di scarsa militanza e partecipazione. Aprirsi non serve solo per la fase congressuale ma anche per quella successiva che sarà quella della gestione del partito. A gennaio cominceremo con le elezioni nei circoli, alle quali succederanno le primarie aperte a tutti i cittadini del centro sinistra per trovare una nuova spinta dal basso di un processo che sicuramente dovrà investire per un periodo medio lungo il nostro paese. La rigenerazione della sinistra è una necessità, in questo paese più di altri con un governo populista e di centro destra può sperimentare una sinistra nuova. Un modello che dalla radicalità serve nuove formule di nuova gestione dei beni comuni".

© RIPRODUZIONE RISERVATA

La platea per la presentazione del coordinamento di Piazza Grande


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