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Ultimo aggiornamento: Venerdì 21 Settembre - ore 22.28

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"Il M5S ha un programma sull'ambiente, chi governa va dalla parte opposta"

I candidati alle elezioni, i consiglieri e i consulenti del Movimento cinque stelle si sono riuniti all'Allende per illustrare problemi e proposte sui temi dell'ambiente e della salute.

Attacchi alla Regione
"Il M5S ha un programma sull'ambiente, chi governa va dalla parte opposta"

La Spezia - Le vertenze ambientali spezzine, le normative regionali e le proposte del programma del Movimento cinque stelle. Sono stati questi i temi cardine del convegno "Ambiente, il caso Spezia", che si è svolto nel corso del pomeriggio al Centro Allende. Dalle discariche lungo l'asta del Magra alla qualità dell'aria, dall'amianto alla messa in sicurezza del territorio sono stati numerosi gli argomenti toccati dai relatori, introdotti dalla consigliera comunale Jessica De Muro, in molti casi protagonisti delle battaglie a livello civico e istituzionale.

Al tavolo, infatti, sedevano le candidate del collegio spezzino alle politiche, Lucia Sommovigo e Fulvia Steardo, ma anche i consiglieri regionali e gli attivisti che maggiormente si impegnano a livello locale e ligure sulle questioni inerenti ambiente e salute.
"L'ambiente - ha esordito il consigliere regionale Marco De Ferrari - è il cuore pulsante del programma del Movimento, a tutti i livelli. In Regione abbiamo portato avanti recentemente un documento sulla qualità dell'aria citando le risultanze delle emissioni legate al comparto cricieristico, ma anche alla centrale termoelettrica e al traffico veicolare. Secondo Ispra dal 2002 al 2012 la presenza di composti di azoto è calata ovunque, ma alla Spezia si sono avuti ugualmente dei picchi, forse attribuibili alla presenza della centrale Enel. In tutto questo, da 25 anni a questa parte, c'è stata l'assenza pressoché totale di attività istituzionali che mirassero al monitoraggio e alla tutela dell'ambiente e della salute. Per questo abbiamo rivolto una interrogazione all'assessore Giacomo Giampedrone per sapere come intende operare, per esempio sul fronte dell'elettrificazione delle banchine portuali, e abbiamo ricevuto le solite risposte, con la promessa dell'avvio di tavoli di monitoraggio. Ma come M5S vogliamo certamente di più, e nel nostro programma nazionale c'è la proposta di attivare una convergenza tra ministero dell'Ambiente e ministero della Salute, proprio perché sono due aspetti che non possono essere visti separatamente".
Una richiesta di sensibilizzazione delle istituzioni e maggiore attenzione generale giunta anche da Fulvia Steardo, candidata nel collegio uninominale per il Senato, anche alla luce della sua attività di avvocato e di fondatrice di una associazione dei consumatori che ha organizzato alcuni convegni sul tema del diritto alla salute.
"Durante uno di questi incontri ai quali hanno partecipato tecnici ambientali e medici - ha raccontato - è emerso che negli ultimi cinque anni i tumori sono aumentati del 25 per cento a causa dell'inquinamento dell'aria. E chi corre i pericoli maggiori sono i nostri bambini, visto che la concentrazione massima delle polveri sottili è al di sotto del metro e mezzo di altezza".

Da Daniela Marenco, esperta di fiscalità e candidata al plurinominale per Palazzo Madama, le questioni sanitarie e ambientali sono state affrontate attraverso il filtro della locazione delle risorse pubbliche. "I prodotti realizzati con processi inquinanti e provenienti da migliaia di chilometri di distanza spesso costano meno e talvolta hanno un sussidio indiretto, rispetto a prodotti identici che hanno seguito processi di produzione virtuosi e sono a chilometro zero. Bisogna cambiare queste dinamiche. Inoltre, come Movimento proponiamo un punto denominato "Fisco A++" nel quale si propone un tributo unico erariale sul danno ambientale, nell'ambito di una riduzione generale della pressione fiscale".
L'altra candidata al collegio uninominale, ma per la Camera, Lucia Sommovigo ha puntato il dito contro il ritorno alla "cementificazione selvaggia" chiedendo a gran voce l'azzeramento del consumo di suolo e la messa in sicurezza del territorio. "E' necessario riqualificare l'esistente - ha detto - anche per la valorizzazione dei centri storici dei nostri borghi, contribuendo così a renderli più appetibili sotto il profilo turistico. E infine occorre puntare decisamente sulle bonifiche e sulla riqualificazione ambientale, economica e sociale. Questi tre aspetti sono assolutamente fondamentali per la qualità della vita dei nostri cittadini".
Marina Silvestri, avvocato genovese candidata al proporzionale per Montecitorio, ha raccontato alcune delle vicende apprese nel corso del suo impegno in difesa delle famiglie dei camalli della Lanterna morti a causa dell'amianto.
"Gran parte dell'amianto è transitato nei porti ed è stato manipolato dai lavoratori. Sino agli anni '70 veniva trasportato in polvere, in sacchi di juta... nei depositi si accumulava uno strato di polvere di amianto alto anche 20 centimetri. Il tutto con lavoratori ignari del pericolo che correvano e senza alcun dispositivo di protezione individuale. Per decenni quelle persone sono state mandate a morire. E non è vero che le autorità e le aziende non erano a conoscenza del pericolo: la nocività dell'amianto è nota dalla fine dell'800 e le prime leggi che impediscono la manipolazione a donne e bambini sono del 1909. Cose di questo genere non devono più accadere".
Nella stessa lista, quella del proporzionale per la Camera, è iscritto il nome del geometra spezzino Terenzio Dazzini che nel suo intervento ha toccato in particolare i temi legati alla messa in sicurezza del territorio.
"Dopo l'alluvione non vedevamo altro che politici in televisione mentre parlavano dello stanziamento di risorse per le lotta al dissesto idrogeologico. Si stima che servirebbero 44 miliardi di euro per farlo, ma il piano "Italia sicura" del governo Renzi ne ha messi a disposizione solamente 7. Di questa somma solo il dieci per cento è giunto alla progettazione esecutiva e solo il 3 per cento alla richiesta di stanziamento delle risorse. E quel che è peggio è che si tratta quasi esclusivamente di opere costose, che richiedono appalti importanti: non si pensa di agire sul piano più generale e sulla prevenzione. E dire - ha concluso Dazzini - che questi aspetti potrebbero trasformarsi da problema a opportunità, considerando che un miliardo investito nella messa in sicurezza del territorio genera 7mila posti di lavoro".

Grandi preoccupazioni sono state espresse da Marco Grondacci, giurista ambientale e consulente del gruppo regionale del M5S.
"La svolta di colore in Regione e in città sta portando a un disegno di profondo cambiamento delle politiche ambientali, concludendo un lavoro avviato dal centrosinistra. Si mira a derogare le norme ambientali europee e nazionali, a tagliare fuori le comunità locali, secondo una logica di neoaccentralismo. L'atto di indirizzo approvato dalla Regione chiede nuove autonomie anche in campo ambientale per aggirare le norme sui piani, depotenziando le inchieste pubbliche e i percorsi di Via e sottovalutando i rischi di incidente nei porti. Il Movimento ha il suo programma, ma chi ci governa va nel verso opposto - ha sentenziato Grondacci -, sia a livello regionale che locale nelle numerose questioni. Basti pensare ai passi indietro fatti dall'attuale amministrazione comunale su un tema come il futuro dell'area Enel: non si parla più di partecipazione e bonifiche, si cerca di far passare l'idea che l'area non sia poi così inquinata e che possa accogliere un centro per la fusione nucleare. A tal proposito sono rimasto colpito dalle parole dell'assessore Rixi, che ha detto che si ubriacherebbe se il sito venisse scelto da Enea per il centro di ricerca sul nucleare. Non sono qua a dire di essere a favore o contrario, ma rattrista vedere che certe pratiche vanno avanti "a colpi di goti", invece che seguendo i percorsi previsti. Lo vediamo anche sul Prp: la pianificazione viene fatta a colpi di mano e ci si dimentica che i porti non finiscono con le banchine. La fascia di rispetto proposta fa ridere. E su temi come il Puc e la vicenda del grande magazzino nell'area ex Sio, assistiamo allo show di arroganza del sindaco, che dice agli ambientalisti di studiare. Dicano cosa vogliono fare. Sanno che il Puo dell'ex Sio è illegittimo perché manca la Vas? Forse è meglio che studino loro. Infine, Panigaglia: se potenziamo il rigassificatore per accogliere nuovi serbatoi l'impianto diventa di fatto irreversibile. E' vero che c'è una norma europea che illustra la strategicità degli impianti di rifornimento di Gnl, ma impone che gli impianti siano in luoghi con caratteristiche ben precise".

A chiudere il cerchio degli interventi è stata Alice Salvatore, capogruppo del M5S in consiglio regionale, riportando quanto avvenuto all'ombra della Lanterna in risposta a un'altra interpellanza presentata dai pentastellati all'assessore Giampedrone.
"Abbiamo chiesto alla Regione di intervenire per risolvere il problema delle discariche abusive scoperte lungo il Fiume Magra, andando in aiuto dei Comuni sotto i cinquemila abitanti. Ma l'assessore ha svicolato dicendo che la responsabilità delle bonifiche ricade sui Comuni. Approfondendo la questione abbiamo scoperto che alcuni frantoi di inerti non pagano il canone o sono comunque in ritardo nei versamenti, e che il totale del non versato ammonta a 360mila euro, una somma che, se riscossa, può essere un punto di partenza. Ma invece di dare il 'la' a riscossione e bonifiche, Giampedrone ha preferito fare lo scarica barile".

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