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Ultimo aggiornamento: Domenica 21 Aprile - ore 11.40

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"I presidenti delle commissioni II e V dovrebbero dimettersi"

La minoranza furiosa in commissione ribalta l'ordine del giorno dopo uno scambio di mail riguardo alle convocazioni su bilancio e waterfront. Per l'opposizione: "Totale mancanza di rispetto nei nostri confronti".

dibattito aperto
"I presidenti delle commissioni II e V dovrebbero dimettersi"

La Spezia - “Se ci se ne fotte”. “Una commissione buttata nel gabinetto”. “Sveltina”. Tre espressioni fuori dalle righe e pronunciate dal consigliere di Leali a Spezia Guido Melley nella seduta congiunta delle Commissioni II e V, presiedute da Giacomo Peserico e Marco Tarabugi, dove all'ordine del giorno si sarebbe dovuto discutere di tariffa puntuale con l'assessore Kristopher Casati.
Non è andata proprio così perché a prendere la scena è stata la fase delle comunicazioni al presidente. In questa circostanza il consigliere Melley ha subito precisato le sue intenzioni e che solo in un secondo momento avrebbe illustrato le motivazioni che lo avevano spinto a chiedere una relazione dell'assessore all'ambiente sulla tariffa puntuale.
L'oggetto del contendere era legato a due commissioni richieste dalla minoranza relativamente al bilancio e al waterfront. Per la prima, la minoranza (Melley, Manfredini e Pecunia) trattandosi di un tema delicatissimo non volevano tappe forzate ma più riunioni per permettere approfondimenti anche con i cittadini. La seconda era attesa da circa sette mesi e nonostante fosse stata convocata, all'ultimo è stata fatta slittare nel mese di marzo (con tutta probabilità se ne riparlerà il 4 marzo) per dare spazio alla prima.

Ma la rabbia di Melley e Pecunia non è per una mera questione di date bensì in un diritto, a loro dire, negato.
“In questi giorni - ha detto Melley - avevamo chiesto come gruppi di minoranza di organizzare un percorso sul bilancio che consentisse di avere i tempi adeguati per prendere coscienza di quello che ci sarà all'interno del bilancio. E avevamo chiesto di non costringere a tappe forzate questo percorso. Abbiamo dunque scritto al presidente Peserico e per conoscenza anche a Guerri in quanto presidente del consiglio comunale. Non abbiamo nemmeno ricevuto una risposta. E' un atteggiamento offensivo e che mi fa pensare che non si voglia affrontare l'argomento del bilancio con serenità e attenzione. In tutto questo si inserisce la commissione sul waterfront che il presidente Tarabugi ha chiesto da mesi (7, ndr) e con estrema fatica era riuscito a trovare la data del 27. Quello stesso giorno invece si terrà la seduta sul bilancio perché avete deciso così. Letteralmente quella commissione è stata buttata nel gabinetto. Se non ho capito male anche La Spezia popolare aveva chiesto una commissione sul bilancio, rimasta inascoltata. Tutto questo mi fa pensare che sia maturato un atteggiamento intollerabile nei confronti sia per la maggioranza che per la minoranza. che se fossimo in altri tempi vi dovreste dimettere perché non state rispettando il ruolo dei consiglieri comunali”.

“Sul bilancio - ha aggiunto Melley - anche se facessimo un percorso di dieci giorni di approfondimento non mancherebbe mai la maggioranza. Se ogni volta che si chiede una cosa, non si risponde, ma ci se ne fotte ampiamente mi viene da dire che questo atteggiamento deve finire. Ero perfino tentato di non presentarmi per protesta, ma questa commissione l'ho chiesta io e sarebbe stato poco corretto nei confronti dell'assessore”.

“Sono stufo di questo atteggiamento offensivo - ha aggiunto Melley - nei confronti di tutto il consiglio comunale. Avevamo semplicemente chiesto che si parlasse del bilancio, per tempo e non a discapito di una commissione importante che attendiamo da mesi. Sul bilancio ci si sta quanto ci si deve stare perché è l'atto programmatico più importante che va approfondito e non affrontato come, una sveltina”.

I presidenti Peserico e Tarabugi hanno difeso il loro operato. In particolare Peserico ha letto la risposta fornita ai consiglieri di minoranza che chiedevano di non avere date troppo ravvicinate.
Tarabugi ha aggiunto: “La commissione sul waterfront non è stata 'buttata' è stata solo rinviata, ora c'è anche il materiale per parlarne”.
Pecunia ha aggiunto: “Nella riunione dei capi gruppo alla quale ho partecipato a qualcuno è scappato detto che avete già deciso quando portare in consiglio comunale il bilancio. Non prendeteci più in giro. Il 27 verrete qui e a colpi di maggioranza licenzierete la pratica per farla andare al primo consiglio comunale utile che potrebbe essere quello del 4 marzo oppure dell'11 marzo. Non può più funzionare più così. Oggi poteva fissare solo la commissione del 25 febbraio se avesse voluto rispondere all'opposizione. Invece le ha fissate con l'intento di licenziarla il prima possibile. Non c'è altra spiegazione”.

“E' un'eventualità – ha risposto Peserico a Pecunia - che il 27 possa essere licenziata la pratica. Io vi ho dato la disponibilità agli approfondimenti. Non deve mancare il rispetto”.

Cenerini e Costantini hanno espresso solidarietà nei confronti di Peserico e hanno fatto appello a ritrovare una mediazione.

Una riflessione è arrivata anche dal consigliere Manfredini: “La protesta è stata avanzata perché per almeno due volte che sia stata licenziata una pratica per poi ritornare ad un approfondimento. Mi ricordo anche di aver detto che mi sarei rivolto al prefetto anche se non l'ho fatto. Nella mail vi abbiamo chiesto solo un po' più di tempo. Chiediamo con forza al presidente di creare dei rapporti istituzionali più seri e fondati sul rispetto reciproco”.

La parola "dimissioni" ha portato avanti per un bel po' la discussione con attestati di stima nei confronti di Peserico e Tarabugi che dal canto loro hanno proseguito nella difesa del proprio operato rifiutando qualunque ipotesi di rinunciare all'incarico. L'opposizione ha ribadito che l'utilizzo del termine era strettamente politico.

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