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"Erano materiali compatti, monitoraggi ciclici"

L'onorevole Gagliardi prima firmataria del documento sul caso eternit in Arsenale che preoccupa gli abitanti di Marola. La Ministra della Difesa Trenta risponde: "Mappatura regolare, mai evidenziata alcuna dispersione di fibre d'amiamto".

"alloccate risorse finanziarie"

La Spezia - Gli arcinoti capannoni e le loro preoccupanti coperture in eternit dell'Arsenale Militare finiscono per essere materia di discussione anche alla Camera dei Deputati. Al Ministro della difesa così come al Ministro della salute e quello dell'ambiente si erano rivolti lo scorso 18 marzo alcuni deputati, capeggiati dalla spezzina Manuela Gagliardi che aveva presentato un'interrogazione a risposta immediata in commissione nella quale si chiedeva un interessamento sulla delicata vicenda da parte del governo: "Quelle strutture - si legge in uno stralcio del documento presentato a Montecitorio - sono situate a poche decine di metri dal plesso scolastico della medesima frazione, comprendente scuola dell'infanzia e primaria". Nel testo, i deputati ripercorrono la vicenda iniziata in seguito alla bufera di fine ottobre in seguito alla quale cittadini e associazioni come i Murati Vivi hanno segnalato i danni alle coperture delle strutture sopracitate, in cui si evince la frantumazione di diverse parti delle coperture medesime, e hanno manifestato la comprensibile preoccupazione per la possibilità di dispersione di fibre di amianto nelle aree civili: "Le condizioni relative alla presenza di amianto in aree militari, in prossimità di aree civili, è un fatto che perdura da troppi anni - continuano Gagliardi e colleghi - la volatilità delle fibre di amianto, in un contesto così densamente abitato e con strutture scolastiche a così poca distanza, impone interventi urgenti per la bonifica e la rimozione".

La Marina Militare, chiamata indirettamente in causa, provvedette a rimouovere i frammenti di eternit presenti nell'area dal 7 novembre successivo e, in occasione dell'audizione presso la Commissione ambiente del consiglio comunale de La Spezia tenutasi il 22 novembre 2018, l'ammiraglio Giorgio Lazio espose la situazione, confermando la forte presenza di amianto nelle strutture militari. "Una situazione che rappresenta a tutt'oggi una potenziale fonte di pericoli per la salute dei cittadini spezzini". Nella parte finale del documento arrivano le richieste: "Necessario promuovere un protocollo d'intesa tra Marina militare, Comune della Spezia, Asl e Arpal per il monitoraggio degli interventi di bonifica da effettuare all'interno della base navale e nelle aree civili in prossimità delle zone interessate dagli interventi, a tutela della salute pubblica. Ci chiediamo inoltre se siano già stanziate risorse ad hoc per bonificare e liberare le suddette strutture e aree dalla presenza di amianto e in quali tempi si intenda procedere ai medesimi interventi e in caso di risposta negativa, se non si intendano adottare al più presto iniziative per prevedere adeguati stanziamenti per la bonifica prioritaria dei siti dell'Arsenale della Marina militare prossimi alle aree civili abitate e più frequentate, di cui in premessa". I deputati chiedono infine di adottare iniziative affinché l'amministrazione militare dall'Arsenale e le altre autorità competenti definiscano la mappatura dei siti e delle strutture all'interno della base navale con presenza di amianto.

La risposta alle questioni sollevate è arrivata in questi giorni direttamente da Elisabetta Trenta, Ministro della Difesa ha voluto ricordare che la Marina Militare Italiana (già attivatasi quando, nel 1986, l'allora Ministero della sanità emanò la prima Circolare che vietava l'utilizzo dell'amianto nelle scuole e negli ospedali), ha sviluppato un complesso di attività volte all'individuazione dei materiali e della componentistica contenenti tracce di amianto e alla loro rimozione, nonché all'adozione di tutte le più efficaci misure di prevenzione per il personale eventualmente esposto. "Anche la Base Navale della Spezia, compresa l'area prospiciente il quartiere di Marola - si legge nella replica - è stata e continua ad essere sottoposta alla "mappatura amianto", che viene regolarmente aggiornata dai datori di lavoro consegnatari dei beni immobili. L'evento meteorologico di carattere eccezionale, che il 29 ottobre 2018 ha colpito la costa del levante ligure, ha comportato alcuni danneggiamenti, in particolare delle coperture di due magazzini, con rottura e spargimento nelle zone limitrofe di parti in cemento-amianto. Per tali immobili, aventi le coperture costituite da pannelli ad alta densità in cemento-amianto, valutati e classificati, ai sensi del decreto ministeriale 6 settembre 1994, materiali "compatti", si è proceduto, in aderenza alla normativa regionale, all'inoltro delle previste schede di notifica dei materiali contenenti amianto, al competente ufficio dell'Asl della Spezia". Fin qui l'eccezionalità, ma la Ministra ha risposte anche per le altre preoccupazioni sollevate: "Tutte le strutture sono sottoposte a un programma di controllo e di manutenzione che non he mai evidenziato, ad oggi, dispersioni di fibre di amianto. Ad integrazione di questo monitoraggio ambientale, viene attuata, ciclicamente, una valutazione del rischio, prendendo quali parametri di riferimento la tipologia e le condizioni del materiale, i fattori che possono determinare un futuro danneggiamento o degrado e gli elementi che influenzano la diffusione di fibre e l'esposizione degli individui". In merito all'adozione di un Protocollo d'Intesa, auspicato proprio nel testo dei proponenti, la Strenta apre: "Lo Stato Maggiore della Marina é disponibile ad avviare un'interazione con i referenti del Comune, dell'Asl e dell'Arpal, al fine di valutare eventuali ulteriori forme collaborative che possano agevolare il monitoraggio degli interventi di bonifica da effettuare, nella generale e costante attenzione riguardo a una tema di grande rilievo quale quello della salute. In proposito, mi preme evidenziare che già la Forza armata mantiene un rapporto di costante collaborazione con le istituzioni locali, come confermato dalla disponibilità, nei confronti della Asl5, a eseguire analisi di fibre aerodisperse all'interno della base navale. Per l'amministrazione, la tutela della salute del proprio personale, ma anche dei cittadini residenti é e deve continuare ad essereuna priorità assoluta. In tale ottica, non sono mai venuti meno e mai mancheranno la sensibilità, il costante e determinato impegno nell'approfondire in maniera dettagliata un aspetto cosi delicato e complesso. Per quanto riguarda, infine, specifici stanziamenti per le operazioni di bonifica, la Marina Militare, a seguito degli eventi atmosferici del 29 ottobre scorso, ha programmato dal corrente esercizio finanziario opportune allocazioni di risorse finanziare".

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