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"Entroterra abbandonato dalla politica degli ombrellini e dei tappeti rossi" | Foto | Video

Il tour di Sansa nello Spezzino è partito: inconterà i cittadini di Castelnuovo, Luni, Sesta e Varese Ligure. Questa mattina l'incontro con la stampa: "Scuole, trasporti e presidi sanitari nelle vallate". E i cittadini chiedono un ospedale degno.

parte il tour delle valli
"Entroterra abbandonato dalla politica degli ombrellini e dei tappeti rossi"

La Spezia - Dal mare del capoluogo alle colline del Sole sino ai monti della Val di Vara. E' partito questa mattina dalla passeggiata Morin il tour lungo tutto un giorno nell'entroterra spezzino del candidato presidente della Regione Liguria Ferruccio Sansa. Con un furgoncino e lo staff del comitato che lo appoggia, il giornalista-candidato ha dato il la alla tappa inaugurale nelle terre interne che, per quel che concerne lo Spezzino, toccherà i comuni di Castelnuovo Magra, Luni, per finire con la vallata del biologico di Varese Ligure. Megafono in mano davanti ad una piccola folla che si è radunata in largo Fiorillo per salutarlo, Sansa ha spiegato il senso di questa giornata, la prima di un weekend dedicato ai borghi e alle comunità delle valli: "Dobbiamo dare una svolta alla nostra Regione, con donne, uomini, idee nuove e impedire altri cinque anni di tappeti rossi e ombrellini, unica sostanza del mandato di Toti. Partiamo con un furgone e percorreremo 5-600 chilometri su e giù per l'entroterra perché vogliamo dimostrare che la Liguria non è spessa solo i pochi chilometri a ridosso della costa, e non è una questione meramente orografica. E' una questione anche culturale ed economica, basti pensare al 3 per cento del nostro pil prodotto dall'agricoltura con migliaia di persone occupate. In Val di Vara ci sono delle eccellenze ma anche dei problemi, saliamo da loro ad ascoltarli. Ogni provincia ha un entroterra diverso, dobbiamo lavorare per salvare questo bene".

Sansa prende fiato e riparte: "Il nostro modello è completamente diverso da quello di Toti, è un modello che non esclude l'entroterra e i luoghi che ci siamo dimenticati delle nostre città. L'anima della Liguria affonda nell'entroterra, la nostra cultura viene anche da lì e dobbiamo coinvolgere queste zone nell'offerta turistica: ogni comune deve poterli ricevere. Dobbiamo portare servizi come le scuole nelle vallate, lo stesso vale per l'assistenza sanitaria, con ambulatori e case della salute di presidio e poi i trasporti pubblici e i trasporti in generale: bisogna aiutare la gente che non vuole andarsene dal posto in cui è nato. Insiste sulla necessità di dare sostanza alle scelte, senza bisogno di immagini lucicanti e patinate: "Il nostro non può essere solo il turismo della piazzetta e degli aperitivi, ma deve ricadere su tutti i comuni della Liguria. Abbiamo tesori straordinari in tutti i paesi e mentre chi ha amministrato la Regione fino ad oggi si è concentrato in azioni "fondamentali" come stendere tappeti rossi da Santa Margherita a Portofino, è cresciuta l'urgenza di occuparsi dell'entroterra e dei suoi bisogni. Peraltro questi tappeti sono stati pagati con i soldi dei liguri, ben 225 mila euro, che si potevano spendere meglio in azioni concrete di salvaguardia e prevenzione del territorio ligure. L'entroterra è stato invece abbandonato. Ci voleva qualcuno che andasse ad ascoltare necessità e proposte di chi abita in queste zone: questa è la nostra dimensione, a contatto con i cittadini. Per molti e non per pochi. Noi partiamo dall'entroterra, la zona della Liguria che è stata più colpevolmente dimenticata. Nessuno dovrà più essere solo, bisogna collegare questi luoghi sia fisicamente, penso al tunnel della Valfontanabuona, che digitalmente".

Dai monti alle coste, il passo è breve: "La gente deve poter raggiungere il bagnoasciuga e quindi il mare che, ricordiamolo, è di tutto: almeno quello sia uguale per tutti. Chiunque può farlo, anche presentandosi all'ingresso degli stabilimenti balneari. In Emilia Romagna i gestori degli stabilimenti riescono ad ottenere ricavi da altri servizi, anziché dagli ingressi in quelle strutture". Sansa ha raccolto proprio alla partenza la prima denuncia dei cittadini che hanno segnalato i disagi dei malati di tumore che devono sottoporsi a cure chemioterapiche all'ospedale Sant'Andrea: "All'ospedale Sant'Andrea della Spezia non ci sono poltrone sufficienti - ha spiegato Caterina Pasini - così i pazienti aspettano per ore di fare la chemio nel giardino, trasformato in sala d'attesa. Questo succede perché è stato chiuso per Covid il day hospital oncologico di Sarzana su cui gravitava il bacino di utenza della Val Magra. I malati, dopo i disagi provocati dai chilometri in più per raggiungere l'ospedale, devono pure aspettare ore per la terapia. Ieri la commissaria dell'Asl5 ha fatto sapere che non farà nulla". Sansa è poi salito sul furgone, diretto verso Castelnuovo e Luni per la prima tappa.

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07/08/2020 - "Non siamo la Liguria dei tappeti rossi e degli ombrellini"


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