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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 22 Maggio - ore 12.04

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"Cultura? Arroganza, inefficacia e leggerezze"

Intervento di Luca Basile, ex assessore alla cultura della giunta Federici.

"Cultura? Arroganza, inefficacia e leggerezze"

La Spezia - La vita politica spezzina riserva sempre novità. Spiccano fra queste le dichiarazioni del consigliere Cenerini. Penso all’accusa alla Professoressa Castellani di “non arrivarci” – mai pulpito fu più curioso!- o alla lamentela, con tanto di minaccia di denuncia, per l’accusa di fascismo, cosa che, invece, avrebbe dovuto compiacerlo, data la foto con Almirante alle spalle (chi credeva che fosse, il consigliere Cenerini?; dobbiamo riferire tale incomprensione al paradosso di cui sopra?). Di recente il nostro si è impegnato in una difesa dell’Assessore Asti, contrapponendone le attività al “grigiore” - a suo dire – della fase di governo della cultura locale diretta fino a poco tempo fa dal sottoscritto. Una volta considerato che categorie come “allegria”, “tristezza”, “grigiore”, mal si attagliano al giudizio sulla politica culturale, vorrei ricordare che, a differenza di quanto fatto dall’assessore Asti – al netto dell’inefficacia complessiva dell’Estate Spezzina, del totale inutilizzo del Comitato Scientifico della Mediateca, della disinvoltura nell’assegnare incarichi circa il festival del Jazz, del Camec ridotto a festa da ballo a pagamento, di una profusa dose di arroganza e delle leggerezze e possibili conflittualità di cui si parla – in altri anni, pur tra moltissimi limiti, ci si era sforzati di costruire occasioni costanti di confronto cittadino intorno agli orientamenti entro tale ambito. Lo fece, in particolare, percorrendo due assi. Da un lato, convocando gli “Stati generali della cultura” nel giugno 2014, preceduti da un primo processo di confronto, e seguiti, poi, dalla stabile convocazione del ‘forum cultura’. Fra i principali risultati di esso vanno ricordati l’avvio di un maggiore accostamento del Camec al tessuto artistico spezzino, con il risultato del ciclo di mostre “Mettiamoci la faccia” – dedicato ai giovani – e “Generazioni” (di cui manca il catalogo che l’assessore Asti si era impegnato comunque a pubblicare!), nella prospettiva di un rafforzamento del profilo di pinacoteca civica di tale museo; nonché l’avvio del tavolo “Insiemècultura” con la Fondazione Carispezia, il quale intendeva favorire la programmazione dei parametri dei bandi promossi dalla fondazione stessa, coinvolgendo i rappresentanti dell’associazionismo locale. Da un altro, l’offerta di appositi cicli di appuntamenti – costruiti sempre con la collaborazione delle principale realtà associative e di istituzioni culturali spezzine: dalla Società “D. Alighieri” alla “Accademia Cappellini”, al “Rotary”, etc. – centrati sull’approfondimento e lo studio. L’idea era quella di tornare a mettere in campo una riflessione su ciò che Gramsci chiamava la “questione degli intellettuali”, sollecitando occasioni serie, rigorose di acquisto del sapere critico e, insieme, davvero socializzato; cioè puntando ad esprimere un’alternativa a diffuse esperienze ‘pubbliche’ che appaiono sempre più subalterne al “mainstream” mercantile, cioè a “format” propensi a ridurre la cultura a patto ‘aziendale’, a concepirla appiattendola sui devastanti modelli antropologici prevalentemente veicolati dalla televisione e dai ‘nuovi media’. Ad insegna di tale sforzo di crescita civile e di studio sono nate le iniziative dedicate, fra l’altro, a ricorrere dalla prima guerra mondiale, a figure come quelle di Pasolini, Fortini, Marx, Croce, Machiavelli e il nostro poeta Giudici, alla vicenda nazionale e locale delle avanguardie e l’elenco potrebbe continuare. In tali iniziative hanno preso la parola, invece che figure cialtronesche e scientificamente non riconosciute come quelle di Sgarbi, alcuni tra i maggiori studiosi italiani: da filosofi come Cacciatore, Tagliapietra, Vacca, a storici come Tarquini e Baldini, a studiosi di letteratura come Ossola, Asor Rosa, Lorenzini e Curi, a studiosi d’arte come D’Averio e Barini a personalità politiche come De Mita e D’Alema. E anche in questo caso l’elenco potrebbe ampiamente proseguire. Mi auguro che il Sindaco della Spezia, oggi anche depositario della delega alla Cultura, possa riprendere il filo di questo lavoro.

Luca Basile
Ex Assessore alla Cultura
Comune della Spezia

© RIPRODUZIONE RISERVATA


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