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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 15 Agosto - ore 20.47

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"Contrari alla variante, è stata una scelta del collegio di vigilanza"

Ennesima audizione sul tema del cantiere del nuovo ospedale per capire i motivi dei ritardi. Conti, direttore della Asl: "Pessina ha messo nero su bianco che non ci saranno costi e ritardi ulteriori".

Parla Ire
"Contrari alla variante, è stata una scelta del collegio di vigilanza"

La Spezia - E' sempre più intricato il quadro della situazione che emerge nel corso delle sedute di commissione consiliare sul tema dei rallentamenti dei lavori per il nuovo ospedale. Alle versioni rese da Pessina costruzioni e dalla Provincia, l'altro giorno ha fatto seguito quella di Asl e Ire, committente e stazione appaltante dell'opera che sorgerà al Felettino, che sono state ascoltate dai membri delle commissioni Lavori pubblici e Controllo e garanzia, presiedute da Maria Grazia Frijia e Dina Nobili.

"Siamo di fronte a un progetto complesso e all'inizio non c'erano stati problemi di sorta nei rapporti con la ditta. Tutto - ha spiegato il responsabile unico del procedimento, Marco Ivaldi - si è incagliato sulle varianti delle fondazioni e della paratia decise da Pessina". La variazione della tecnica costruttiva delle fondamenta è stata fortemente voluta dall'impresa dopo aver ottenuto una autorizzazione in cui la Provincia rilevava la necessità di effettuare un piano di monitoraggio dei cedimenti differenziali, mentre riguardo alla paratia è stato deciso di realizzare una fila di tiranti in più. Intervento che dovrebbe partire a breve, ridando così ritmo ai lavori.
"L'impresa ha interrotto la sua collaborazione coi progettisti che avevano elaborato il progetto esecutivo ed è stato quindi necessario che altri mettessero la firma sulla variante che riguarda la paratia", ha ricordato il Rup, ripercorrendo i passaggi della storia: "A metà 206, dopo aver ottenuto il via libera della Provincia con una raccomandazione relativa ai cedimenti differenziali, la ditta ci ha presentato un'idea di variante, ma noi abbiamo ritenuto che non fosse da perseguire, perché il progetto aveva tutte le carte in regola per poter essere realizzato. Pessina ha insistito a lungo e si è creata una fase di stallo che si è interrotta a ottobre del 2017, quando il collegio di vigilanza dell'appalto ha deciso a maggior cautela di dare seguito alla proposta. Da allora sono stati prodotti i nuovi elaborati che sono stati inoltrati alla Provincia a fine marzo, non appena il verificatore del progetto, la società Conteco check, ha ritenuto che fosse stato raggiunto un grado di approfondimento sufficientemente. La Provincia ha però chiesto alcune integrazioni e ha correttamente deciso di attendere di avere tutto il necessario a disposizione per poi poter effettuare una valutazione".

La situazione appare ingarbugliata, ma il direttore generale della Asl, Andrea Conti, ha tranquillizzato i presenti: "Il 24 aprile scorso c'è stato un incontro tra noi, Ire e Pessina e l'azienda ha confermato di voler andare avanti. Ha appena consegnato le carte per la variante della paratia, che sarà approvata. Se i lavori ripartono ora possiamo ancora essere nei tempi, considerando che la variante delle fondamenta proposta potrebbe essere realizzata più rapidamente. Il 18 giugno prossimo, però, scadrà il termine entro il quale Pessina avrebbe dovuto spendere i 10 milioni dati in acconto all'inizio del cantiere e quello che non è stato speso dovrà ritornare indietro, come prevede la legge".

A questo punto i commissari, a cominciare da Frijia, seguita da Marco Raffaelli, Roberto Centi e Lorenzo Forcieri hanno chiesto a più riprese quale sia stato il motivo che ha portato a cambiare idea sulla necessità di dare a Pessina la possibilità di presentare una variante.
"Non la ritenevamo necessaria - ha ribadito Ivaldi - ma l'insistenza della ditta, che è responsabile di quanto viene costruito, ha portato il collegio a decidere diversamente, anche perché la situazione era ormai ingessata da troppo tempo. Non abbiamo alcuna responsabilità sul ritardo, noi siamo gli appaltatori: vorremmo aver già finito".
"Le varianti - ha aggiunto Luca Trapani, di Arte - sono una patologia del progetto, non una virtù. È come cambiare lo spartito mentre si suona. Bisogna ricorrere alle varianti solamente se è strettamente necessario. E non dimentichiamo che la Provincia aveva autorizzato il progetto, realizzato dalla stessa Pessina, peraltro".

Raffaelli, che ha proposto di effettuare l'audizione di Conteco check e dei membri del collegio di vigilanza, ha chiesto ai responsabili di Ire se la variante possa essere ritenuta migliorativa, ma Trapani ha spiegato come in campo progettuale non sia possibile fare una valutazione del genere: "Se le varianti saranno approvate rappresenteranno semplicemente un'altra soluzione ingegneristica, non vuol dire che le precedenti erano sbagliate".
"Pessina ha messo per iscritto che tempi e costi rimarranno inalterati", ha rivelato il direttore della Asl, Conti.

Sul finire della commissione Forcieri ha manifestato l'impressione sempre più forte che il sito in cui è stato scelto di realizzare il nuovo ospedale non sia adatto, per la sua conformazione morfologica, affermando che sarebbe stato meglio prendere in considerazione qualche altra area della provincia. "C'erano due sole opzioni sul tavolo, quella della collina del Sant'Andrea e quella del Felettino - ha replicato l'ingegner Romolo Macchi, che ha realizzato lo studio di fattibilità -: i piani regolatori non prevedevano altre possibilità".
Fabio Cenerini ha puntato il dito contro Pessina, perché "all'epoca della rimozione dell'altare sembrava dare la colpa delle lungaggini ad altri attori. Eppure dopo un anno e mezzo dall'avvio del cantiere la Provincia sta ancora attendendo gli ultimi documenti...".
Un'attesa condivisa anche da Federica Pecunia, che ha sottolineato di non aver ricevuto nessun documento in seguito alla richiesta di accesso agli atti presentata da tempo per poter consultare la corrispondenza intercorsa tra Ire, Asl e Pessina e capire qualcosa di più all'interno di un caos in cui si assiste a un continuo rimpallo di responsabilità.

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