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Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Agosto - ore 10.35

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"Come fa Peracchini ad allearsi con Toti e Salvini?"

`Come fa Peracchini ad allearsi con Toti e Salvini?`

La Spezia - Il presidente della Regione, Giovanni Toti, invece di governare la Liguria, è impegnato nella campagna elettorale contro il centrosinistra. Se chiedete a uno spezzino il ricordo di una scelta positiva per la città fatta dalla giunta regionale, credo di non sbagliare dicendo che nessuno sia in grado di rispondere.
Negli ultimi due anni, la giunta Toti non ha fatto nulla per la Spezia tranne che promuovere un nuovo ospedale di serie B, senza il Dea di secondo livello.

Siamo di fronte a una vera e propria vergogna. L’utilizzo dell’istituzione regionale, non per collaborare con i Comuni al fine di risolvere i problemi, al di là del loro colore politico, ma per affermare disegni politici che poi in sostanza coincidono con la prospettiva di carriera di Toti a livello nazionale e che nulla hanno a che vedere con la vita dei liguri.
Dei nostri territori Toti se ne infischia, come dimostra il fatto che, in presenza di un problema, per lui la colpa è sempre dei Comuni di sinistra o del governo. Ma ci imbroglia.

La Regione ha competenze ben maggiori in economia, infrastrutture e sanità rispetto ai Comuni. E’ per questo che Toti deve rispondere del fatto, come dimostra lo studio di Unioncamere relativo al 2017 secondo cui, ad eccezione del turismo, i tutti gli altri settori la Liguria è il fanalino di coda delle Regioni del nord. Fa specie che chi ha diretto un sindacato come la Cisl - mi riferisco al candidato a sindaco di Spezia del centrodestra, Pierluigi Peracchini – sia salito sul carro di questi personaggi. Alleato con Salvini che, prendendo in giro gli spezzini e facendosi gioco della loro intelligenza, propone di trasformare piazza Verdi in “Autolavaggio” mentre operatori commerciali puntano ad aprirvi nuove attività.

Io sono della sinistra del Partito democratico e spesso sono critico nei confronti della sua politica, ma mi auguro che gli spezzini respingano il disegno di chi vuole mettere le “mani sulla città” e che non si facciano ingannare dai Cinque stelle che nei loro programmi propongono una “decrescita” della città. Paolo Manfredini, il solo candidato del centrosinistra, è oggettivamente l’unico ad avere la possibilità di impedire che al ballottaggio vadano la destra di Peracchini e i Cinque stelle. Senza il Pd non c’è il centrosinistra, per questo il consenso che riceverà sarà fondamentale per favorire il superamento di quella frammentazione che si è determinata a sinistra al primo turno di domenica 11 giugno. Auspico dunque che gli elettori del centrosinistra non rincorrano tale frammentazione ma si concentrino sul voto per Manfredini al fine di favore il centrosinistra stesso nei confronti delle destre e del Movimento 5 stelle.

Moreno Veschi
Direzione provinciale Pd
Ex consigliere regionale

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