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Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Febbraio - ore 22.40

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"Città della nautica e del turismo eredità di scelte compiute molti anni fa"

Parla Andrea Orlando: "Qui manca visione strategica". Contrario a legge di bilancio: "Per finanziare la condizione di disoccupato si taglia su assunzioni necessarie allo Stato". Sulla Pontremolese: "Farò appello a tutti i parlamentari".

l'intervista
"Città della nautica e del turismo eredità di scelte compiute molti anni fa"

La Spezia - Un mare alto, quasi da naufragarci dentro e "terra" che, seppur alta e ben visibili, sembra ancora troppo lontana, perfino per un cannocchiale di nuova generazione. Ne dovrà scorrere ancora tantissima di acqua sotto i ponti per capire se e come ci sarà un futuro per il Partito Democratico, sconquassato da una crisi interna ormai cronica, che non sembra trovare soluzione, anche drastica. Quale sarà il futuro del partito fondato nel 2007 da Walter Veltroni e come reagirà il centrosinistra ad una deriva che sembra non aver fine? Dopo la candidatura come segretario del Partito Democratico per le primarie del 2017Andrea Orlando, Ministro della Giustizia dal 22 febbraio 2014 al 1º giugno 2018 è tornato a fare il parlamentare d'opposizione e con il Pd stimato al 17 per cento dei consensi. Ha passato qualche giorno di ferie nella sua città per la pausa parlamentare natalizia ma è già ora di ripartire anche perchè probabilmente in casa 'dem' venuto il momento di una svolta senza se e senza ma.

Da Guardasigilli a parlamentare per la seconda volta. Più dura fare opposizione a questo governo o ai tempi del Popolo della Libertà?
"Certo è più dura questa volta. Il Pd, pur sconfitto, nel 2008 prese il 33% oggi il 18%. Il bipolarismo tendeva a compattare le opposizioni che oggi sono divise, ma soprattutto oggi è più difficile ricostruire un rapporto con i settori popolari della società che ci hanno in larga parte abbandonato, prima con il referendum e poi alle elezioni politiche".

Quali sono i provvedimenti della Legge di bilancio che meno condivide? C'è qualche aspetto della manovra che invece la convince?
"Diminuiscono gli investimenti in un momento di grave crisi economica, il rinvio delle assunzioni nella Pubblica amministrazione per trovare i fondi per il salario di cittadinanza è un paradosso e una contraddizione. Per finanziare la condizione di disoccupato si taglia sulla possiilità di realizzare assunzioni necessarie allo Stato".

Toti parla molto di terzo valico, praticamente mai di Pontremolese, il cui raddoppio è completato al 50%. La battaglia dei porti in sottofondo nasconde i desiderata di Genova che non vuole che il levante sia collegato direttamente al centro Europa?
"Non faccio processi alle intenzioni. Ci sono i soldi per realizzare altri investimenti sulla Pontremolese, vediamo chi farà la battaglia per farli spendere a Rfi. Nei prossimi giorni lancerò un appello a tutti i parlamentari delle zone interessate e alle relative Regioni di mobilitarsi. Mi auguro che anche a Genova qualcuno batta un colpo".

Come sta lavorando secondo lei il sindaco Peracchini? E a Sarzana dove il cambio della guardia è avvenuto la scorsa estate? Spesso si accusano queste nuove giunte di centrodestra di un'assoluta mancanza di visione preferendo il qui e ora elettoralistico. C'è di più?
"Su Sarzana credo sia presto per dare un giudizio, su Spezia l’aspetto della mancanza di visione è un dato ormai evidente, e non è un rilievo da poco. La città nella nautica, nel turismo, nella rivitalizzazione del centro raccoglie l’eredità di scelte compiute molte anni fa. Oggi non si sta seminando niente, la centrale Enel fra due anni se ne andrà. Cosa si fa a Vallegrande? E poi c'è da dire anche sul turismo..."

Prego...
"Ha cambiato le abitudini della città, ma reggono le Cinque Terre? Mi chiedo come verrà utilizzata la tassa di soggiorno che è cresciuta in questi anni su cui le associazioni di categoria hanno chiesto un coinvolgimento? E sono adeguati i percorsi formativi all’evoluzione dell’economia locale? Qual è il destino di presidi industriali come quelli di Leonardo e di Fincantieri? Sono tutte domande alle quali non si sta dando una risposta e questo implica un prezzo che rischia di essere alto tra qualche anno se non tra qualche mese perché il tempo corre molto più rapido che in passato".

Diceva a settembre che il Pd andrà avanti solo se vincerà una prospettiva radicalmente diversa da quella degli ultimi anni. E sperava che Renzi restasse perché un suo eventuale nuovo partito non andrebbe oltre il 5%. Ne è ancora convinto?
"Assolutamente sì, ma aggiungo che Renzi deve abbandonare ogni ambiguità. Non basta dire che la scissione non è all’ordine del giorno. Bisogna dire, e lo si deve fare anche a livello locale, che non si promuoverà alcuna scissione altrimenti dobbiamo chiedere di essere chiari prima di chiamare gli elettori alle primarie".

Lei appoggerà Zingaretti alla segreteria del Pd, il rischio scissione è alle porte?
"Sì, appoggio Zingaretti con convinzione. Tra le altre ragioni, perché credo che una sua larga affermazione sia il messaggio più chiaro e il più forte disincentivo a promuovere una scissione. Con Martina ci sono molti che non hanno mai esplicitamente escluso questa prospettiva".

Il Pd sembra unito sull'economia, diviso sul rapporto con il Movimento Cinque Stelle
"Questa manovra rischia di aggravare la congiuntura economica del Paese. Ci si sta imbattendo in una nuova recessione quindi è evidente che ci sia un giudizio unanime sui rischi che questa politica economica può produrre. Sul Movimento 5 stelle abbiamo detto tutti parole chiare. Oggi non ci sono più le condizioni per nessun tipo di interlocuzione perché il Movimento 5 stelle non è ormai che lo sgabello di Salvini. Avevamo un giudizio diverso sull’opportunità di discutere al momento della formazione del governo, quando lo chiese il capo dello Stato, ma credo che sia una valutazione a questo punto più storica che politica".

Più lontani dal popolo, più prossimi all'establishment. La metamorfosi Pci-Pd pare aver costretto il proletariato moderno a cambiare bandiera, scegliendo Lega e Cinque Stelle. Se non dev'essere un Pd neoliberista, che Pd dev'essere?
"Deve essere un Pd che contesta gli effetti del capitalismo globale, la sua tendenza a comprimere la democrazia, la sua voracità che ha prodotto diseguaglianze crescenti e una vera e propria crisi ecologica del pianeta. Non si tratta di contrapporre questo sistema a un altro, ma di capire come questi difetti possano essere contenuti e sconfitti".

L'atmosfera non è favorevole per le forze europeiste. Cosa si aspetta dalle prossime elezioni europee?
"Mi aspetto una piattaforma progressista per l’Europa, che si opponga ai nazionalismi ma si distingua anche dalla destra liberale che non ha voluto né saputo guidare l’integrazione europea, affrontare la crisi del 2008, sconfiggere le povertà che sono cresciute anche nel nostro continente".

Il 2020 sarà l'anno delle Regionali. Quale sarà il suo ruolo?
"Lavorerò per far vincere il centrosinistra, come ho sempre fatto".

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