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Ultimo aggiornamento: Sabato 27 Maggio - ore 22.42

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"Che fine faranno i famosi partiti dell'arco costituzionale?"

Il referendum di oggi e quello del '48: un'Italia che non esiste più, orfana di quel minimo comun denominatore.

`Che fine faranno i famosi partiti dell´arco costituzionale?`

La Spezia - Finalmente, per la gioia degli operatori turistici, si è deciso che domenica 4 dicembre esprimeremo il nostro parere sulla proposta di modifica della Costituzione. La battaglia fra gli opposti schieramenti, già vivace e non da oggi, si sta acuendo in queste giornate preannunciando una vera e propria battaglia che i due gruppo competitor combatteranno sulle piazze, nella pubblicità, nel mondo dell’informazione, sui social.
I sondaggi dicono che esprimere un pronostico è cosa ardua assai, dato che le stime danno un sostanziale pareggio attestandosi entrambe le parti poco sotto il 50%. Il Paese, in altre parole, è diviso a metà e questa situazione che con ogni probabilità si manterrà tale fino alla data fatidica, consente già di emettere un giudizio certo.
Chiunque vinca, si troverà l’altra metà contro: una situazione davvero spiacevole ché ogni gioco presuppone che le regole siano accettate da tutti quelli che vi partecipano.

Viene da pensare alla Costituzione che entrò in vigore il 1 gennaio 1948, quella che ci ha governato finora. Quelli che la costruirono, appartenevano a formazioni diverse, contrapposte anche duramente fra di loro. Certo, avevano in comune l’aver preso parte, anche se in forme diverse, alla Resistenza ed avevano partecipato unitariamente alla prima guida dello Stato post fascista, ma nel momento in cui si scrive il testo la contrapposizione politico-ideologica è enorme, i vari partiti hanno diverse visioni su economia, società, collocazione internazionale.
Eppure, quelle forze politiche riescono a trovare, né fu facile, un punto di sintesi che venne rappresentato dagli articoli della Costituzione. In Parlamento si scannavano a vicenda, talora si arrivò anche allo scontro fisico, eppure, pur nella distanza enorme che le divideva, esisteva un minimo comun denominatore rappresentato dall’avere scritto insieme il testo costituzionale.

Non per niente, quegli ormai lontani partiti della Prima Repubblica (MSI escluso ché non aveva partecipato ai lavori) avevano una denominazione che li accomunava tutti: partiti dell’arco costituzionale e tutti dalla DC al PCI passando per le altre formazioni politiche si fregiavano meritatamente di quel nome.
Dopo il prossimo 4 dicembre, invece e purtroppo, quella bellissima definizione, simbolo di convergenza sui principi fondamentali, cioè sulle regole del gioco, non la si potrà usare.
Hanno detto che la Costituzione vigente è la più bella del mondo. Non so se sia vero, ho dei dubbi, ma certo quella affermazione nasce proprio da quel minimo comun denominatore che accomunò i partiti dell’arco costituzionale.
(http://scara2.webnode.com/news/la-data-del-referendum/)

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