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"Amarezza per la sentenza sull'amianto, programmi di risanamento inefficaci"

"Amarezza per la sentenza sull'amianto, programmi di risanamento inefficaci"

La Spezia - "Pur rispettando pienamente e non commentando assolutamente la sentenza, non possiamo esimerci dal manifestare profonda tristezza e amarezza per l'esito del procedimento giudiziario sul caso eternit, e ci domandiamo come  sia possibile che al termine di un processo di tale rilevanza e  gravità sopraggiunga la prescrizione, prescrizione che ricade moralmente  sulla lenta agonia  delle vittime, sul dolore dei familiari  e sul valore della lotta all''amianto”. Questo è il commento dei consiglieri comunali Masia (indipendente di sinistra), Manfredini (Psi) e Sommovigo (Pdci) in merito alla sentenza della Corte di Cassazione sul maxi processo Eternit che ha prescritto il reato di disastro ambientale, annullando pertanto la condanna a 18 anni di carcere per il magnate svizzero Stephan Schmidheiny.
"Amarezza rivolta anche alla politica dei governi succeduti fin dagli anni 90, da quando l'utilizzo  dell'amianto in Italia è stato bandito, per l'inefficacia di ogni programma di risanamento  ambientale e di prevenzione sanitaria, tenuto conto che a tutt'oggi sono circa 40 milioni le tonnellate di materiale contaminato da smaltire e migliaia gli italiani che ogni anno muoiono per patologie correlate all'esposizione dell'amianto. Amarezza e tristezza rese ancora più profonde conoscendo il triste primato della nostra città, la Spezia infatti, per la forte presenza industriale e della cantieristica dei decenni scorsi è e rimarrà una delle città d’Italia più colpite dai decessi per malattie tumorali di lavoratori e loro familiari visto che gli abiti di lavoro veicolavano fin dentro le abitazioni le pericolose fibre dell'amianto, a questi vanno aggiunti anche i militari che hanno contratto le patologie da amianto durante il servizio a bordo.
Preso atto con soddisfazione che nel frattempo la Procura di Torino ha chiuso l’inchiesta cosiddetta “Eternit bis” che vede sempre come unico indagato il manager elvetico cui vengono contestati 256 casi di morte, il reato ipotizzato questa volta è di omicidio volontario continuato con l’aggravante dei motivi abietti (la volontà di profitto) e il mezzo insidioso (l’amianto).
I sottoscritti consiglieri comunali Masia e Manfredini esponenti del gruppo "Sinistra Unita per il Socialismo Europeo" che rappresenta il Psi alla Spezia e Sommovigo del Pdci, comunicano  che hanno già depositato una apposita mozione per chiedere al governo di rivedere i termini per ottenere i benefici derivanti dall'esposizione all'amianto e nel contempo invitano il consiglio comunale nella sua interezza  a presentare richiesta sempre al governo in modo che riveda i criteri per la determinazione della prescrizione dei reati affinchè non si ripetano sentenze assolutorie così difformi dallo spirito di un vero stato di diritto".

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