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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 13 Dicembre - ore 08.21

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"Alfano s'accorda col Pd? Meglio correre da soli"

A Roma Alternativa Popolare governa con il centrosinistra, in Liguria è nella maggioranza di Toti ma ora i nodi vengono al pettine. Costa a Cds: "Mio dna di centrodestra, aspetto Lupi e le decisioni ma avanti con l'esperienza civica".

`Alfano s´accorda col Pd? Meglio correre da soli`

La Spezia - Prima o poi i nodi sarebbero arrivati ad anelarsi nel grande pettine della politica e la diaspora dal vecchio Popolo delle Libertà trovare una via definitiva. Restaurazione o continuità? Da quando Renzi ha perso il referendum, Salvini si è preso la scena (e la gente) e Berlusconi è riemerso dall'Ade, dalle parti di Alternativa Popolare il tema è sempre e solo quello: meglio rimanere con il Pd e partecipare alle prossime elezioni politiche con un qualche accordo sui seggi uninominali che garantiscono una buona rappresentanza parlamentare oppure tornare alla base, tentare cioè un rientro nel centrodestra con ovvi morti e feriti? Per la verità c'è chi come il capogruppo alla Camera dei deputati di Area Popolare Maurizio Lupi ragiona su una terza via: presentarsi da soli, aspettando momenti migliori e cercando a tutti i costi di superare la soglia del 3%. Cosa che se non avvenisse porterebbe al dissolvimento di un partito che già ha dovuto cambiare nome (ricordate l'esperienza del Nuovo Centro Destra) di fronte al tentativo, fallito, di prendersi i voti di Forza Italia, riesumata dalle viscere. I nodi c'erano anche prima: in occasione del referendum costituzionale del 2016 la coalizione si divise per il sì (Ncd) e per il no (Udc) e con la vittoria del no il segretario dell'UDC Lorenzo Cesa se ne andò, seguito dai quattro deputati Paola Binetti, Giuseppe De Mita, Rocco Buttiglione e Angelo Cera e il senatore Antonio De Poli che passarono al gruppo misto, mentre Casini, D'Alia e Adornato, eletti con l'UDC, ma favorevoli alla prosecuzione dell'alleanza con NCD e il centro-sinistra, abbandonano il partito e fondano un nuovo movimento centrista: Centristi per l'Europa.

In Liguria, Giovanni Toti ha praticamente preso tutto: scompaginando, anche a livello di scelte comunicative e di marketing, quella vecchia e polverosa coalizione, promuovendo qualche giovane ma soprattutto "spartitizzando" tutto in nome della novità e di una discontinuità con la politica, che vediamo applicata anche al Parco delle Cinque Terre, con il nome gradito di Beppe Costa sul quale sembra essersi ormai finalizzata l'intesa. Tornando però ad Alternativa Popolare e alla Liguria, il paradosso è palpabile: i consiglieri regionali in quota sostengono una maggioranza di centrodestra, anche se il riferimento nazionale governa a Roma con Gentiloni e co. E allora viene spontaneo chiedersi che cosa faranno loro, e in particolare il riferimento massimo sul territorio spezzino che risponde al nome di Andrea Costa, nel caso in cui su base nazionale Alfano e soci trovassero un'intesa con il centrosinistra: "Il mio percorso mi pare chiaro ed inequivocabile. Facevo il sindaco a Beverino ed ai tempi era uno dei due comuni della provincia non rossi. Ricordo a tutti comunque che i nostri presidi territoriali hanno loro nomi e non si chiamano Alternativa Popolare. C'è uno spirito civico, moderato, che guarda al bene della collettività".

D'accordo ma lei doveva/dovrebbe andare a Roma in virtù anche dell'ottimo rapporto con Lupi. Che cosa succederà insomma?
"Sto aspettando di capire quale sarà la scelta del partito per poi prendere le decisioni ma di sicuro l'esperienza civica che ho imbastito in questi anni deve andare avanti. Andare da soli? Potrebbe essere un'idea, se vogliamo differenziarci e non rinunciare alle battaglie. Badate bene però: la legge elettorale non prevede coalizioni, ha una natura proporzionale e quindi sono convinto che ogni partito farà la sua campagna".

Potrebbe far gola però un accordo con i 'dem' per assicurarsi un congruo numero di collegi uninominali.
"Le cose però sono un po' cambiate rispetto al passato. Prima c'erano due poli contrapposti e poche sorprese, oggi di collegi sicuri non ce ne sono più e la partita è aperta per tutti. E comunque gli scenari possono cambiare, di tempo ce n'è ancora".

D'altro canto però sembra utopico anche un rientro nel centrodestra anche per i forti veti di un bel pezzo di Forza Italia, oltre ai soliti Meloni e Salvini.
"Da parte mia ribadisco l'inconciliabilità con un percorso di centrosinistra, anche se è chiaro che non è che dall'altra parte ci piaccia tutto e tutti. Con la Lega ad esempio ci sono diverse sfumature su alcuni argomenti".

Venerdì prossimo si riunirà un’altra direzione nazionale che, dopo aver ascoltato Lupi e Gentile, voterà tra l’alleanza col Pd e la corsa solitaria. A Sarzana si vota a fine primavera, in queste condizioni si rischia un po' di confusione? "Sarzana Popolare come La Spezia Popolare ha un dna civico, scollegato da Roma e desideroso di dare un contributo al percorso condiviso del centrodestra alla ricerca di un candidato sindaco comune. Ed in ogni caso ormai sembra chiaro che le politiche avverranno a marzo e le amministrative fra l'ultima di maggio e la prima di giugno".

Beppe Costa alla guida del Parco delle Cinque Terre è una buona notizia per il territorio?
"Sono abituato a non esprimere mai giudizi sugli altri prima di vederli all'opera. Non lo conosco e quindi non mi pronuncio. Quello che più importa è che la persona scelta sappia valorizzare quell'immenso patrimonio e che si sappia rapportare con il territorio".

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