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Ultimo aggiornamento: Venerdì 18 Agosto - ore 12.18

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"Al ballottaggio nessun apparentamento col Pd"

I leader delle liste che appoggeranno Melley incontrano la stampa. Fiore precisa il posizionamento, Cimino annuncia la candidatura. Battistini: "E' il metodo di amministrazione che mettiamo in discussione". Ma sull'area Enel permangono le differenze.

`Al ballottaggio nessun apparentamento col Pd`

La Spezia - Il pianeta Melley e i suoi satelliti escono via via allo scoperto. Dopo la conferenza stampa d'esordio, il partecipato comizio pubblico della Sala Dante, arriva il momento in cui i sostenitori del commerciante spezzino ufficializzano le loro posizioni all'interno della piattaforma che lo appoggia, con le loro prerogative, i distinguo, e la necessità di pensare il laboratorio che si sta via via costruendo, come qualcosa che vada ben oltre la circostanza elettorale. Almeno secondo gli intendimenti delle diverse anime che appoggeranno Melley, a cominciare da quella di Michele Fiore, leader spezzino di Possibile, uno dei primi fuoriusciti del Pd spezzino, non senza rumore: "Sosteniamo Melley - che all'iniziativa non è comunque presente -, ci sono ragioni di natura politica e altre che concernono i contenuti programmatici: cercavamo fin dal principio un progetto di natura civica pura. LeAli è un'idea di centrosinistra, Melley il profilo giusto. E noi di Possibile ci siamo specialmente per motivazioni politiche: non ci saranno i simboli delle liste nè accordi su assessori o rappresentanze successive, ma la sostanza rimane. Merito, competenza e serietà sono le caratteristiche di Guido Melley". Fiore ironizza sull'aria che tira in città, sul vociare perpetuo che è però il sale stesso della politica tradizionale o di quello che rimane: "Su Melley ne ho sentite dire di tutti i colori: che è un milionario, un massone, un uomo di destra, schermaglie di questi periodi. A noi interessa che gli amici degli amici rimangano fuori da palazzo civico". Poi l'appello ai fuoriusciti del Pd che rispondono al nome di Mdp: "Non presentiamo un simbolo della lista perché vorremo coinvolgere Mdp in un processo di riunificazione della sinistra che può trovare alla Spezia uno schema virtuoso". Infine la questione più importante che riguarderà il dopo: e cioè in caso di ballottaggio che veda protagonista Manfredini, quale sarà l'intendimento: "Precisiamo che non faremo alcun tipo di apparentamento al ballottaggio, siamo convinti di andare noi a giocarcela e quando si delineerà il quadro insieme decideremo di assumere una decisione condivisa. Se dare indicazioni di eventuale voto o meno perché bisogna anche rispettare gli elettori e la loro indipendenza".

Fiore ribadisce dunque un concetto molto chiaro: le forze che sosterranno Melley sono distanti dal Pd e Giacomo Pregazzi, segretario Sinistra Italiana, enuclea i quattro motivi di coesione con il candidato che andranno a sostenere: "Lotta alla povertà e alle diseguaglianze, a partire dall'attenzione alle periferie, in secondo luogo la gestione del passaggio dal vecchio al nuovo ospedale, poi l'ambiente e un waterfront con meno cemento possibile, le bonifiche in mare e a terra per l'amianto, infine il tema del lavoro giovanile. Faremo tavoli di lavoro per dialogare su questi quattro macro-argomenti". L'ex pentastellato Francesco Battistini punta forte sulla capacità che potrebbe avere la neonata piattaforma di essere qualcosa di significativo a partire dalla Liguria: "Quello di Spezia non può esser un progetto singolo ma un laboratorio che apre a tutta la Liguria. Da qui la presenza di Gianni Pastorino, che a Genova fa parte del sodalizio "Chiamami Genova". Siamo forze alternative al Pd, che danno rilievo a trasparenza e meritocrazia, c'è un fermento che guarda ad un progetto nazionale". Battistini se la prende con il partito di Via Lunigiana soprattutto sul metodo: "Se abbiamo scelto di svolgere la conferenza stampa da Fiorini in piazza Verdi è anche per dare un senso ad un ripensamento generale ed effettivo della partecipazione e con esso della trasparenza. Rispetto ambiente, rilancio della città e del lavoro, un territorio fermo da troppi anni: perché é giusto che ci sia un porto ma non che i cittadini di quel posto patiscano quello che spesso raccontano. Infine c'è il discorso della maxi-area Enel e della prospettiva di un parco acquatico che non può essere appoggiato perché quella è una zona storicamente industriale. Premiare la competenza, abbandonare gli slogan".

Da Genova sono giunti pure i "due Pastorino". Luca, parlamentare e candidato di Rete a Sinistra alle scorse Regionali (lista civica con al suo interno SEL, PRC, PdCI e dissidenti del Pd vicini a Giuseppe Civati) apre una nuova sfida al Pd dopo lo strappo di due anni fa: "Vogliamo andare al ballottaggio, si è scelto un approccio civico e c'è bisogno di questo. A Genova sosteniamo Putti senza simboli, per abbracciare i genovesi, così faremo qui. È l'unica strada per fare una proposta interessante, sinistra che ricominci a parlare alle persone, occuparsi dei problemi. Condivido l'appello a Mdp, la differenza la faranno le persone. E un bagno di umiltà servirebbe a tutti". Gianni, consigliere di opposizione in Regione, ribadisce i concetti: "Noi abbiamo deciso di riconnettersi al tessuto civile anche mettendosi pesantemente in gioco. E questo è un laboratorio che riguarda la Liguria, che parte da un percorso biennale e che ha come parola chiave consapevolezza". Franco Arbasetti chiede condivisione con la gente: "Per vincere dobbiamo andare a parlare con la gente e i quartieri, perchè ci sono problemi ambientali anche sul mare. Il turismo tira in maniera macroscopica, vediamo di non sovradimensionare il porto. E prima di dire teniamo il profilo industriale dell'area Enel pensiamoci. Sono tutte cose da mettere a punto nella discussione coi cittadini".

Alla fine la notizia del giorno là dà Lorenzo Cimino che sgombra il campo da ogni discussione e annuncia la candidatura: "Sarò candidato come consigliere comunale della gamba a sinistra di questo gruppo, in appoggio a Melley. Dopo l'esperienza alle regionali, sono tornato a lavorare, disinteressandomi del dibattito politico. Ho rinunciato per studiare, dopo tanti anni di sindacato, e qualunque cosa succeda la mia decisione è di rimanere a lavorare. Indipendentemente da come andrà la lista. Mi metterei a disposizione con un soggetto nuovo per il futuro di questo territorio. Questa nazione ha bisogno di più cultura, ci rendiamo conto che questa mancanza porta alla disintegrazione della società. Dare futuro ai nostri ragazzi, importanza alle scuole, alla formazione".

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