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Ultimo aggiornamento: Giovedì 20 Settembre - ore 21.16

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"Ai minimi termini, il vento sovranista è arrivato anche qui"

Federica Pecunia e una batosta su tutta la linea: "Non cerco alibi, ma avviamo un'analisi che questa volta arrivi ad un punto. Molti nostri elettori hanno votato Lega, facendo una scelta radicale, anche rispetto ai programmi. E su Sarzana..."

PARLA LA SEGRETARIA PD
"Ai minimi termini, il vento sovranista è arrivato anche qui"

La Spezia - Il giorno dopo la botta, di quelle che lasciano il segno. E non basterà lavare via con acqua e sapone quel livido politico che ha ridotto ai minimi termini il Partito Democratico, a tutte le latitudini del Paese. Una mannaiata superiore alle attese giurano oggi, ma che le sensazioni fossero a dir poco funeste s'avvertiva nell'aria, giorno dopo giorno, ora dopo ora. E' ormai abituata a lavorare in piena crisi Federica Pecunia, segreteria provinciale della Spezia, che da quando ha assunto l'incarico, ha dovuto soprattutto fare i conti con le divisioni plurime all'interno del partito di Via Lunigiana: fra i leader, entrambi eletti a Roma con collegi blindatissimi, fra gli iscritti, fra gli stessi elettori, fra chi rimane e chi esce, fra tutti, insomma. Questa mattina a Genova la prima riunione post-voto con gli altri segretari delle province liguri, mentre la prossima settimana sarà quella della direzione provinciale, convocato subito dopo l'assemblea nazionale.

Segretaria, guardiamo in faccia la realtà...
"Il partito è ai minimi termini sia a livello nazionale che provinciale, non cerco scusanti ma un'analisi seria. È inutile girare intorno alle questioni: si tratta di un sconfitta pesantissima, che necessita di una assunzione piena di responsabilità da parte del gruppo dirigente".

E adesso?
"Il segretario Renzi ha già rassegnato le proprie dimissioni: ha detto con grande chiarezza che si aprirà una fase congressuale in cui saranno i nostri iscritti ed elettori a scegliere linea politica e dirigenti. Noi nasciamo come un partito che dà la possibilità a iscritti e simpatizzanti di decidere nei momenti cruciali della vita e, anche in questo caso, proprio per la delicatezza e problematicità della fase, la discussione deve essere vera, franca e profonda. Quindi nessuna scorciatoia, ma la parola ai democratici. Trovo difficile, dopo avere sostenuto, nel corso della campagna elettorale, programmi e progetti utili per l'Italia, fare cioè accordi tout court col Movimento 5 Stelle. Ci separano molte posizioni e credo che molti non ci capirebbero ma vedremo nelle prossime ore cosa il partito deciderà di fare".

Il risultato in provincia è lievemente migliore ma non c'è certo da stare allegri. L'analisi è spietata.
"Abbiamo avuto dati in linea o in alcuni casi migliori rispetto alla media nazionale ma naturalmente questo non ci consola perché si tratta comunque di risultati insoddisfacenti. Apriremo una riflessione condividendo il percorso che tutti i segretari provinciali e regionali faranno. Sui i collegi è stata una battaglia molto pesante. Alla Spezia ha vinto la destra, soprattutto per il contributo di una Lega strabordante mentre Forza Italia e il centrismo del centrodestra appaiono ormai residuali. Se uniamo ciò al risultato del Movimento 5 Stelle è evidente che il vento populista e sovranista stia soffiando forte anche nel nostro territorio".

Leggendo i dati provinciali emerge una riflessione ulteriore: chi non ha votato Pd o non è andato a votare o ha scelto la Lega. Non le sembra questo l'elemento più significativo della vostra distanza?
"Gli elettori si sono spostati, facendo scelte anche radicali, rispetto ai programmi. La nostra valutazione deve guardare infatti al modo di recuperare un rapporto con loro. Il senso di voler governare il Paese secondo i criteri che c'eravamo dati".

A giugno persa la città sui temi sicurezza, migranti e rifiuti. Oggi l'Italia s'affida alle forze politiche che più di tutti hanno solcato le necessità di una nazione più paurosa e senza soldi. Da qui il trionfo di Di Maio che promette il reddito di cittadinanza.
"Il tema della sicurezza direi che è emblematico. Non mi pare che negli Usa, dove l'uso delle armi è assai disinvolto, i crimini siano diminuiti, anzi. Eppure Minniti ha fatto cose intelligenti, che han portato risultati: il nostro compito di amministratori dovrebbe essere quello di fare delle proposte non di cavalcare la paura..."

Paita e Orlando, eterni rivali, andranno comunque entrambi a Roma ma il partito dietro è in brandelli.
"E' un risorsa che siano là anche per iniziare a ricostruire il partito a livello locale. Il mio più grande rammarico è la sconfitta di Massimo Caleo, persona seria, che non si è davvero mai risparmiato in questa campagna e nel precedente incarico da senatore. Ha fatto un lavoro serio, per il territorio".

Lei continuerà alla guida della segreteria?
"Nazionale e locale, da che mondo è mondo, sono due cose diverse. Proprio per questo dobbiamo aprire una riflessione seria e non di maniera, perché se non vogliamo consegnare il nostro futuro nelle mani di forze irresponsabili dobbiamo avere, dentro il Partito Democratico, la capacità di discutere fino in fondo la linea politica e poi interpretarla con lealtà, chiudendo la pagina delle divisioni e del logoramento interno, che tanto hanno contribuito alla nostra sconfitta. Arriviamo un punto, stavolta".

In queste condizioni perdere pure l'amministrazione di Sarzana diventa un facile pensiero.
"Non accavalliamo le elezioni amministrative con le politiche. A Sarzana ci giochiamo la nostra partita perché il Pd locale ha lavorato tantissimo anche per queste politiche. Passato il momento umoralmente difficile mi pare giusto guardare il lato amministrativo della vicenda".

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