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La lettera: "Una preghiera per Karim, ma solidarietà ad Alessandro Mainardi"

La Spezia - Mercoledì 18 gennaio, quando ho postato sulla bacheca di Alessandro Mainardi il messaggio "Carissimo Alessandro, ti sono vicino. Per qualsiasi cosa contattami e pensa sempre che stavi svolgendo il tuo dovere. Un abbraccio forte con sincera amicizia, Maurizio Ferraioli", non pensavo che venisse pubblicato sulla stampa locale. Desidero comunque ribadire la mia solidarietà pubblica all'amico, nonché poliziotto, Alessandro Mainardi per i fatti che lo hanno visto coinvolto durante il suo servizio. Alessandro è una persona perbene, un poliziotto ed un uomo che ben conosce l'alto valore della vita e l'importanza del suo lavoro. Posso solo immaginare lo stato emotivo di Alessandro dopo i fatti. Ad Alessandro desidero ribadire pubblicamente la mia totale solidarietà e pur nel dispiacere della perdita di una giovane vita vorrei che l'attenzione venisse portata su tutte le Donne e gli Uomini delle Forze dell'Ordine. Donne ed Uomini che quotidianamente mettono a repentaglio la loro vita per garantire la Democrazia ed una vita tranquilla a noi tutti. Alessandro ed i suoi colleghi non stavano inseguendo dei ragazzi che giocavano a pallone ma dei corrieri della droga che si sono dati alla fuga facendo rischiare l'incolumità anche ad altri automobilisti. Droga, sì trasportavano Droga quella sostanza che mina tante giovani e meno giovani vite destabilizzando la nostra società in maniera spesso irreversibile. Quando leggo sui giornali di situazioni familiari spesso compromesse a causa dell'utilizzo della Droga mi sento, non solo per amicizia, di stringermi sempre vicino alle forze dell'Ordine per ringraziarle per il loro operato, spesso con azioni silenziose e senza il risalto che al contrario meriterebbero. Alessandro stava facendo il suo dovere ed il mio augurio è che tanti siano i poliziotti come lui perché è solo così mi sento di poter dormire sonni tranquilli. La Magistratura farà le sue indagini e la Giustizia farà il suo corso come richiesto dalla Comunità Tunisina e più che altro come previsto in questi casi dalle nostre disposizioni di Legge. Alla Comunità Tunisina che con tanto ardore ha manifestato a Pisa ed alla Spezia esprimo tutta la vicinanza per la perdita di una giovane vita mai auspicabile, ma alla stessa va rammemorato che il giovane Karim stava trasportando droga, che ha effettuato una fuga rischiosissima anche per l'incolumità degli agenti e di eventuali automobilisti innocenti e non ci pare che la cosa si possa trasformare in un caso diplomatico. La famiglia si costituirà parte civile ed è legittimo ma chi si costituirà parte civile per i numerosi giovani distrutti dalla droga magari in altri “viaggi della morte”. Viaggi nei quali gli unici che subivano danni erano e sono i nostri giovani distrutti dalla droga. Leggere che nel processo si parlerà”di uguaglianza, di diritti umani, di discriminazione e di rispetto della Costituzione, la nostra Costituzione, mi pare eccessivo, importanti argomenti ma che dovrebbero essere trattati in altre sedi. Indipendentemente dal mio pensiero mi unisco Cristianamente alle preghiere per il giovane Karim.
Sabato 21 gennaio 2012 alle 11:49:43




























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