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La domenica del tifoso - Bentornato Verona

La Spezia - Oggi ritorna in campionato, sul terreno del Picco, la squadra del Verona, retrocessa e mai ritornata in serie B dopo la sconfitta nei playout del campionato di B 2006/2007 subita proprio contro gli Aquilotti. Serata memorabile nella recente storia dello Spezia calcio, sul terreno di gioco, con le magie di Do Prado e il rigore trasformato da Saverino, ma anche sugli spalti, con il famoso “muro bianco” della curva ferrovia, che rimarrà per sempre, evento da ricordare a futura memoria. Quella sera non era in campo l’attuale capitano spezzino Corrado Colombo, seppur facente parte di quella squadra, ma c’era sul terreno di gioco Nicola Padoin, così come, a maglie invertite, Claudio Ferrarese e Alberto Comazzi, che ancora oggi ricordano l’atmosfera epocale che si respirò in quella speciale serata. Sembra passata un’eternità da quella gara, il fallimento l’anno successivo, l’inferno della serie D, e l’anno in seconda divisione, hanno creato un solco temporale immenso che ci divide da quella serata, mentre forse il ricordo, seppur doloroso, in casa veronese, dovrebbe essere più vivo, e più in sintonia con i soli 3 anni e mezzo reali che ci separano da quel giorno. Il Verona, squadra che vanta uno scudetto vinto negli anni 80 con la squadra allenata da Osvaldo Bagnoli, fulgido e raro esempio di come si può, o almeno si poteva, arrivare al vertice massimo del calcio italiano anche per una squadra di provincia, sta tentando la risalita in cadetteria da 4 anni, senza peraltro ovviamente riuscirvi, nonostante intenti e sforzi economici ingenti, e una tifoseria copiosa e presente, segno evidente che l’approdo in serie B non è cosa facile, e che l’alchimia che porta una squadra alla promozione è merce rara e sconosciuta ai più. Lo Spezia del presidente Volpi non nasconde che il desiderio, neanche tanto celato, sarebbe proprio quello di arrivare il prima possibile a quella serie B che stanno inseguendo anche i Veronesi, ma il primo tentativo operato dallo Spezia in questa stagione, di avvicinarsi all’obiettivo di soppiatto, puntando almeno ai playoff, è stato incrinato da un avvio di stagione completamente di segno opposto, e al momento, il penultimo posto in classifica, lascia le speranze di agganciare quel treno, ridotte veramente al lumicino. La brutta posizione di classifica, ha consigliato la dirigenza di operare subito nuovi arrivi, così sono arrivati immediatamente Vannucchi e Saudati, giocatori dal gran recente passato, tra serie A e B nelle file dell’Empoli sino al giugno scorso, ma poi rimasti senza contratto. Questi arrivi, sono segnale evidente che quando il presidente Volpi dice che non gli piace perdere, non sono parole, ma verità, resta da verificare poi sul campo, se i due nuovi arrivati potranno dare quella scossa decisiva al nostro campionato, in modo da rimbalzare dal fondo verso l’alto della classifica. Il rocambolesco, anche se meritato, pareggio raggiunto domenica scorsa a Cremona, dopo che si stava perdendo 2 a 0 sino a pochissimi minuti dalla fine della partita, può rappresentare una dose di fiducia per l’afflitto morale dei giocatori, che sino ad ora, nonostante gli sforzi effettuati, sono riusciti a mettere in cascina pochissimi punti. Il Verona purtroppo rappresenta un test difficilissimo, perché loro stessi, dopo un brutto inizio di campionato, hanno trovato nelle ultime giornate il passo delle grandi, a suon di vittorie, e quindi sarebbero avversario difficile anche per uno Spezia in salute e che navigasse in alta classifica, figuriamoci per uno Spezia che non ha trovato ancora il suo assetto definitivo, e che solo ora dimostra di aver un abbozzo di gioco, ma che non lo rende ancora efficace in zona gol, e dove l’apporto dei due nuovi arrivati, per logica di cose, sia di forma fisica da trovare, sia per l’inserimento nell’intesa con i compagni, non potrà essere certo efficacissimo da subito. Pesante anche l’assenza per indisponibilità dovuta ad infortunio di Lollo, che a Cremona ha dato l’impressione di aver risolto molti di quei problemi che affliggevano il centrocampo aquilotto. In ogni caso, anche nei playout del 2007, i favori del pronostico erano quasi tutti contro di noi, non vedo perché anche domani le nostre amate Aquile non possano farci un’altra gradita sorpresa. Domani mi recherò allo stadio con questa celata speranza, e anche con l’aspettativa che il mio Picco sia in sintonia con l’evento di ritrovare il Verona, perciò mi aspetto una curva ferrovia, e gli altri settori dello stadio, che sapranno contrastare le voci dei tanti tifosi veronesi che riempiranno la curva ospite.
Domenica 24 ottobre 2010 alle 11:01:33
PAOLO CARAFA
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