David, Davide e Golia
La Spezia - Lui era un giocatore disciplinato, fisico ed efficace. L’altro un campione del Mondo. Uno studiava matematica e si è anche laureato, l’altro no, anzi non sappiamo se abbia mai affrontato la materia ed i calcoli. Ma ha vinto scudetti che non contano. L’uno aveva al fianco meteore e Nando Giuliano, che ora neanche gioca; l’altro altri campioni del Mondo. In fatto di calcio, i gusti sono gusti. L’una era una squadra modesta e simpatica, l’altra uno squadrone capitato lì per caso con il fascino discreto di una schiacciasassi. Il 27 gennaio del 2007 l’uno di chiama Davide Addona, l’altro si chiama David Trezeguet. Mai si erano visti e mai si sarebbero incontrati di nuovo. Davide neanche ci doveva essere lì, perché lo avevano mandato altrove (Pro Sesto), ma, finito in panchina, se ne era tornato indietro, proprio nella settimana delle indisponibilità di Fusco e Scarlato. David, gol più gol meno, era solo all’ennesimo pallone, mai ripieno di stoffa, ma cucito di tutto punto. Miliardario. Ma quel 27 gennaio 20007 il secondo, nato in Francia ma di origini argentine, capì che il calcio è fatto anche di piccoli stadi brutti (“Il peggiore dove abbia mia giocato”, riferì poco tempo dopo), di gente brutta, con un brutto manto erboso, e dove il tempo chissà perché è sempre brutto, nuvolaglia all’orizzonte. Trezeguet nella Juventus gioca ancora, il suo credo è sempre il gol. Addona, se n’è presto fatta una ragione: si è rotto un ginocchio, si è pagato tutto l’intervento, la fisioterapia e le spese, la sua società è fallita, è andato ad allenarsi con il Crociati Parma, e lì lo scorso anno ha vinto un campionato di serie D. Stipendio non proprio da calciatore e neanche da matematico. Insomma, se Trezeguet si mise le mani nei capelli per un rigore che valse un Mondiale a Berlino, Addona, che di capelli ne ha di più, aveva pur ragione si strapparseli davvero:”Un danno economico, ma meglio di immagine. Non mi voleva più nessuno, con il calcio sembrava avessi chiuso. Per tutti ero rotto. Ho studiato e mi sono aggrappato ai libri, laureato, ora sto facendo la specializzazione. Non so come finisce questa storia, tengo la laurea buona ed aspetto che il calcio mi dia un’altra occasione”. Di marcare Trezeguet? Ma non sia mai. Magari di tornare nel football che conta, quelle tre righe in più sulla cronaca sportiva. Quando il Crociati gli ha proposto il contratto da prof lui ha detto solo “1 anno e poi vediamo”. Domenica si trova di fronte ancora quelle maglia bianche, lo Spezia, la sua storia:”Ma non è più come una volta, quello Spezia non c’è più, resta la sua storia, ma il fallimento ha cancellato un sogno". Due anni ed oltre dopo siamo lì a chiedergli che cosa si dissero lui e l’altro quel giorno, in un match che vice Addona annullare dall’inizio alla fine il fuoriclasse francese:”Niente e non ci fu neanche bisogno in settimana di studiarlo. Quando mi fu proposto di verificare qualche spezzone in televisione, dissi che serviva a poco. Con questi campioni, se sono in giornata, a cosa serve studiare?”. Lui vive la sua vita normale, di calciatore per caso, per l’altro gli anni passano ed i gol si moltiplicano. 161 in maglia bianconera per David, neanche uno contro Davide. Se il calcio, eterna arte dell’imprevisto, regala strane storie, beh… allora segnatevi questa.
ARMANDO NAPOLETANO
Sabato 15 agosto 2009 alle 13:54:49