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Volpi ha trovato il suo waterfront, è a Marghera

Domani si aprono le buste per l'Interporto veneziano, il patron dello Spezia Calcio sarebbe l'unico in lizza secondo Il Gazzettino. Al posto dei terminal, un futuro con uffici e alberghi come per Calata Paita.

Volpi ha trovato il suo waterfront, è a Marghera

La Spezia - L'unica offerta per rilevare l'ex Interporto di Marghera sarebbe la sua, quella di Gabriele Volpi. Lunedì 27 novembre scatta l'apertura delle buste per la "cittadella intermodale" del porto commerciale nella Laguna di Venezia, che va all'asta insieme al prezioso Centro intermodale Adriatico, un terminale inserito dentro lo stesso interporto di 240mila metri quadrati. E secondo il Il Gazzettino l'unica offerta confermata al momento potrebbe arrivare proprio dall'imprenditore ligure, proprietario dello Spezia Calcio.
"Vicina all’aeroporto di Venezia, si trova in prossimità delle maggiori arterie stradali ed autostradali italiane nonché di due corridoi europei fondamentali, il 8 Berlino-Palermo e il Lisbona-Kiev. Nata come una scommessa di riconversione di una vasta zona del Porto di Marghera, si è affermata quale piattaforma logistica di qualità e a basso impatto ambientale grazie agli importanti investimenti in immobili, attrezzature, impianti tecnologicamente avanzati e linee di mobilità delle merci", così presenta l'area lo stesso sito ufficiale dell'Interporto.

Pane per i denti di Volpi che in Africa ha fatto fortuna proprio con la logistica e che pare potersi lasciare alle spalle le incomprensioni con la autorità nigeriane, già in fermento in vista delle elezioni presidenziali del 2019. Se il creatore del gigante Intels dovesse risultare il nuovo proprietario delle facilities veneziane - per cui pare avrebbe offerto 68 milioni di euro - farebbe suo un terminal integrato in cui convergono nave, gomma e treno in un momento in cui il Ministero dell'infrastrutture e dei trasporti spinge per la "cura del ferro" per i porti nostrani. Rinfuse, prodotti siderurgici e project cargo le specialità del CIA.
In verità su quella zona sembrava negli scorsi anni affacciarsi un nuovo futuro, legato soprattutto ai servizi direzionali, terziari e commerciali "con l’obiettivo di ricucire la città giardino e l’area di progetto", scrivevano gli architetti veneziani nel 2013. Uffici e alberghi insomma, più o meno quello che dovrebbe essere il futuro di Calata Paita alla Spezia. Prima del concordato, la vecchia proprietà dell'area avrebbe già ottenuto i permessi edilizi ed era in attesa solo delle licenze commerciali.

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