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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 20 Marzo - ore 17.15

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Variante e ospedale, Spezia ne piazza due nella top 30 delle incompiute | Foto

Ance e Milano Finanza stilano la classifica dei più importanti cantieri fermi al palo d'Italia. Ci sono i ben noti casi spezzini, per un valore totale di quasi 400 milioni di euro.

Felettino: prossima scadenza il 25 marzo
Variante e ospedale, Spezia ne piazza due nella top 30 delle incompiute

La Spezia - Non c'è molto da esserne orgogliosi, ma tra le trenta maggiori opere italiane ferme al palo ce ne sono due spezzine. La classifica dei grandi cantieri finiti su un binario morto, fornita da Ance e messa fila da Milano Finanza, prende il "la" dal dibattito sulla Tav Torino-Lione per raccontare di un Paese che ha difficoltà a programmare il proprio futuro infrastrutturale. Seicento le opere bloccate secondo l'associazione dei costruttori edili, per un totale di 125 miliardi di ricaduta economica sospesa in un limbo. Le prime trenta di queste opere da sole valgono 36 miliardi.
Ci sono tra queste la Variante Aurelia spezzina, in 22esima posizione e dal valore di 255 milioni di euro, e il nuovo ospedale (28esima posizione) per 131,8 milioni di euro. In pratica nella piccola conca del Felettino tra il monte di Isola e le alture di Montepertico c'è la Spezialand delle opere incompiute. Sono due dei cinque casi della Liguria, che può vantare con la Gronda di Genova come seconda in classifica (5 miliardi il valore), il nodo ferroviario del capoluogo (620 milioni) e infine il collegamento tra la strada a mare e la Valpolcevera (12 milioni di euro).

Se per quanto riguarda la variante Aurelia l'attesa è tutta per il compimento dell'iter di gara che riguarda i primi due lotti funzionali (sono tre i lotti in cui è stato suddiviso l'intervento dopo la recessione del contratto da parte di Toto Costruzioni), per il cantiere del nuovo ospedale, finito al centro di una vicenda per certi versi grottesca, sarà necessario attendere un mese. Poi, forse, si potrà capire qualcosa di più, soprattutto se gli spezzini possono sognare di avere un ospedale degno di tale nome.
Dopo aver perso quasi due anni in attesa che la stazione appaltante Ire e la ditta Pessina Costruzioni trovassero un'intesa sulle fondamenta dell'edificio, per le quali il costruttore voleva avanzare una proposta di variante definitiva a più riprese di uguali costo e tempistiche, a gennaio è stata depositata in Provincia la tanto attesa proposta, ma, nello stupore generale, la documentazione non era completa. I termini per la presentazione delle integrazioni scadranno dopo oltre due mesi, il prossimo 25 marzo. Poi bisognerà aspettare che la commissione tecnica si riunisca e valuti l'intero progetto. Entro aprile si saprà se la Provincia riterrà migliorativa la variante e dunque se i lavori potranno riprendere nella maniera che i progettisti di Pessina ritengono migliore, oppure se si rimarrà nel solco del progetto iniziale. Un'ipotesi sulla quale tutto è rimasto fermo per mesi e mesi e che dunque potrebbe essere tanto indigesta alla ditta da far temere un nuovo contenzioso. A quel punto il sogno dell'ospedale potrebbe definitivamente trasformarsi in un incubo.

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