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Ultimo aggiornamento: Sabato 19 Agosto - ore 13.42

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Valdellora, Intertech: "Vogliamo solo far valere i nostri diritti"

Intervento dell'amministratore della società che intende realizzare un fabbricato in Via Galvani, mentre in Comune è in corso l'istruttoria per una variante al Puc.

Valdellora, Intertech: `Vogliamo solo far valere i nostri diritti`

La Spezia - A seguito di continue notizie riportate sulla stampa locale in merito all’intervento che la società Intertech intende realizzare in località Valdellora. Crediamo sia meritevole di precisazione quanto scritto, sicuramente influenzati da informazioni parziali e faziose, dando fin da ora la disponibilità nostra e dei tecnici da noi incaricati anche ad eventuali confronti pubblici pur di fare chiarezza sull'intervento nel suo complesso.

Innanzitutto definire un gigantesco complesso immobiliare è a dir poco fuorviante, si tratta di un fabbricato di 54 appartamenti e relativi box.

Questo progetto è partito nel 1998 ed approvato dalla C.E integrata e successivamente adottato con delibera del C.C n.20/2000 e con successive delibere del C.C. (47 - 25 e 35/2000) veniva confermata la destinazione a “SUA in corso di attuazione Confermato” nel 2001 la Provincia chiedeva integrazioni prot. 4597 ma essendo le proprietà delle aree in mano a dei privati il progetto aveva un andamento rallentato. Fra il 2006 ed il 2011 le aree sono state acquistate da una società poi acquistata ed incorporata da Intertech a fine 2011.

Da tale data è iniziata una laboriosa trattativa con il Comune che ha portato a dimezzare la volumetria, concentrarla nella parte bassa dell’area, svilupparla in un solo fabbricato anziché i sei originari, concedere la possibilità di convenzionare il costruito, realizzare spazi di uso pubblico nel fabbricato ex mulino, cedere gratuitamente delle aree per orti di quartiere (4.250 mq), concedere l’uso del bosco a monte all’uso pubblico (circa 25.000 mq), realizzare parcheggi (circa 1.500 mq) e box (circa 2.100 mq) in sovrannumero per dotare il quartiere di servizi inesistenti, per poi arrivare ad inizio 2015 con la nostra proposta, prontamente accolta, di risolvere anche il problema delle esondazioni che il quartiere di via Galvani deve sistematicamente subire e di cui parleremo in seguito.

Tutti questi laboriosi inserimenti progettuali sono stati concordati con gli uffici tecnici (dai quali abbiamo tutti i pareri favorevoli, l’ultimo di gennaio 2017), legali e con gli amministratori del comune. Di questo possiamo ampiamente dimostrare con documenti pubblici e protocollati l’esistenza e la validità, ultimo del dicembre 2016 a firma proprio di chi oggi sostiene che il nostro PUO andrebbe eliminato.

In merito all’aspetto idrogeologico abbiamo provveduto di nostro iniziativa a predisporre uno studio accurato per alleviare i disagi che la via Galvani subisce sistematicamente. Lo studio elaborato da idrogeologi e ingegneri idraulici specializzati in problematiche idrogeologiche ha prodotto un progetto in grado di mitigare il fenomeno delle esondazioni del canale Ora che attualmente esonda anche con piogge di bassa intensità, le nostre soluzioni di drenaggio, regimazione, laminazione ecc.. risolveranno anche il problema di precipitazioni intense come la massima piena cinquantenaria e ridurre dell’80% la massima piena centenaria, facendoci carico dei relativi oneri.

Questi dovrebbero essere gli argomenti che un Comune serio dovrebbe proporre ai propri cittadini, non solo in Valdellora ma in tutte le vallate che circondano la città e non fuorviare i cittadini con la salvaguardia di un pioppo bianco, possiamo piantarne un centinaio se questo può fare la differenza.

Pertanto visto che il Comune poteva fermare prima i nostri investimenti (al momento fra acquisti aree, progetti, studi… abbiamo già investito oltre 2,5 milioni di euro su quelle aree, proprio perché il Comune seppur lentamente ci ha sempre stimolato a procedere; non lo ha fatto quando ha confermato il PUO nel PUC, ma non lo ha fatto a dicembre 2016 quando ci ha approvato il progetto idrogeologico.

Quindi non vogliamo imporre nulla o minacciare nessuno, pretendiamo solo di far valere i nostri diritti acquisiti e le nostre legittime aspettative nelle sedi istituzionali “dichiarando” nel caso in cui si ravvisassero abusi di potere di procedere ad ogni livello giudiziario. Vogliono impedirci di ricorrere alla legge? A tale proposito procuratevi i documenti, sono pubblici, e vedrete che la nostra diffida rientra nella normale dialettica giudiziaria e gli “artigli” del comune si sono manifestati con una improvvida “nota” che abbiamo definito nella nostra puntuale risposta come una “intimidazione” ai limiti della liceità, suggerendo una minore arroganza ed una maggiore prudenza prima che il tutto diventi un fascicolo.

Cordialmente

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