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Una telefonata fra Conte e Abdel Fattah al-Sisi sblocca le commesse

Egitto e Italia tornano a confrontarsi dopo il lungo silenzio in relazione all'omicidio di Regeni: due Fremm potrebbero presto sbarcare nel paese africano. La famiglia di Giulio: "Ci sentiamo traditi". E i margini per nuove commesse sembrano enormi.

fincantieri e leonardo interessate
Una telefonata fra Conte e Abdel Fattah al-Sisi sblocca le commesse

La Spezia - Una telefonata dello scorso 7 giugno tra il premier Giuseppe Conte e il presidente egiziano Abdel Fattah al-Sisi per sbloccare l'annosa vicenda riguardante le commesse militari che l’Egitto chiede da tempo all’Italia a cominciare dalla cessione di due fregate FREMM. Secondo l'Ansa potrebbe aprirsi una fase nuova dopo che i due paesi avevano raffreddato i loro rapporti a causa dell’irrisolto “caso Regeni” e della questione dei diritti umani in Egitto: una svolta che aprirebbe prospettive di forniture militari “made in Italy” come mai si erano viste in precedenza. Le due fregate che Fincantieri consegnerà presto all’Egitto (i loro nomi sono Spartaco Schergat e la Emilio Bianchi) per un valore di circa 1,2 miliardi di euro verranno rimpiazzate da nuove unità nei ranghi della Marina Militare ma, soprattutto, sono il crocevia per una serie ordini da parte del paese africano. Si parla di fregate, pattugliatori, aerei da combattimento e da addestramento. Naturale che siffatte prospettive siano considerate un'opportunità per l'industria del settore, in particolar modo Fincantieri e Leonardo che hanno anche alla Spezia parte delle loro basi di lavoro.

La notizia della vendita delle fregate ha, inevitabilmente, sconvolto i genitori di Giulio Regeni che fino a questo momento non si erano mai sottratti agli incontri con il presidente Conte, il ministro Di Maio e gli esponenti dell’esecutivo, certi di trovare una sponda reale per arrivare alla verità sulla morte di loro figlio. "E invece ora questo governo – dicono al quotidiano "La Repubblica" Paola e Claudio, insieme con il loro legale Alessandra Ballerini - ci ha traditi". Si sentono anche offesi e indignati "dall’uso che si fa di Giulio perché ogni volta che si chiude un accordo commerciale con l’Egitto, ogni volta che si certifica che quello di Al Sisi è un governo amico, tirano in ballo il nome di Giulio come a volersi lavare la coscienza. No, così non ci stiamo più".

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