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Ultimo aggiornamento: Lunedì 25 Marzo - ore 19.40

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Una società spezzina sul convulso palco della Brexit

Jobson in trattative per contribuire con un suo mezzo a ridare vita al porto di Ramsgate.

trattative in corso
Una società spezzina sul convulso palco della Brexit

La Spezia - Ed ecco che nel complesso scenario della Brexit si fa spazio una realtà spezzina, la Jobson Italia, specializzata in manutenzioni e riparazioni di grandi navi, con cantieri alla Spezia, a Genova, a Shangai e a Singapore. Come spiega Il Sole 24 Ore, tutto ruota attorno al porto inglese di Ramsgate, che ha chiuso i battenti nel 2013. La premier Theresa May, a due mesi dal 29 marzo – data dell'uscita dall'Unione, a meno di slittamenti -, spera di riaprire l'hub con l'obbiettivo, scrivono in Via Monterosa, “di evitare la congestione delle merci al porto di Dover nel caso dell'uscita dell'Inghilterra dall'Unione Europea senza un accordo”. E qui entra in gioco la Jobson, che da mesi è in trattative con la società inglese Seaborne freight per l'utilizzo di uno dei traghetti jobsoniani per i collegamenti da Ramsgate, che è nel Kent, a nord di Dover, e Ostenda, in Belgio.

In questa difficile fase il Dipartimento dei Trasporti britannico è corso ai ripari facendo ricorso a società europee per evitare le ricadute della Brexit. Nei mesi scorsi ha firmato contratti per circa 107 milioni di sterline con tre società di navigazione: tra queste la Seaborne freight, a capitale inglese e francese. La società – nata meno di due anni fa e al momento priva di traghetti - ha assicurato che farà tornare in 'vita' il porto fantasma di Ramsgate entro il 29 marzo. E a questo fine ha strappato al governo inglese un assegno da quasi 14 milioni di sterline, che tuttavia l'esecutivo stanzierà solo una volta avviati i collegamenti. La Seaboard, spiega il Sole, è convinta che entro la deadline del 29 marzo ci saranno almeno tre traghetti operativi a Ramsgate, uno dei quali potrà essere fornito appunto da Jobson Italia. Non ci sarebbe ancora niente di nero su bianco, ma il negoziato procede.

“Il traghetto che la società della Spezia - scrive il massimo quotidiano economico italiano - sarebbe pronta a mettere a disposizione è Le Rif, attraccato al porto di Genova, di proprietà dell'armatore del Marocco Dwlm (Detroit World Logistic Marittime) utilizzato per il trasporto passeggeri nel mare Mediterraneo. Il ferry costruito nel 1980 ha subito un lungo restyling e oggi sarebbe in grado di trasportare fino a 60 camion, assicurano al quartier generale di La Spezia”. L'orologio scorre, il confronto va avanti, la fuoriuscita britannica si avvicina, con tutte le sue incognite.

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