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Ultimo aggiornamento: Martedì 12 Dicembre - ore 22.18

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Una società danese studia la possibilità di aprire dei varchi nella diga foranea

Il segretario dell'Autorità di sistema portuale ha risposto alle domande dei commissari comunali: "Disponibili anche a concedere l'ampliamento dell'area dei vivai all'interno del golfo".

Una società danese studia la possibilità di aprire dei varchi nella diga foranea

La Spezia - Sì all'ampliamento dell'area destinata ai vivai dei mitilicoltori e all'apertura di una serie di varchi nella diga per consentire una maggiore ossigenazione delle acque interne e un miglioramento delle condizioni per la crescita dei muscoli. Il tutto a patto che le verifiche in corso chiariscano che non ci sono ostacoli di tipo tecnico. Lo ha confermato ieri, di fronte ai membri delle commissioni seconda e terza in seduta congiunta, il segretario dell'Autorità di sistema portuale, Francesco Di Sarcina.
Con l'arretramento di una delle due boe della Marina militare indicate dai muscolai spezzini per una possibile modifica delle pertinenze interne al golfo, ci sarebbe un netto guadagno in termini di spazio e le palizzate dei vivai potrebbero essere diradate, limitando il problema dell'asfissia per le reste che si trovano nelle zone più centrali. "Se non ci sono intralci alla sicurezza della navigazione - ha affermato Di Sarcina - da parte nostra c'è la massima disponibilità a concedere l'ampliamento".
Discorso simile per quel che riguarda la diga. Come anticipato a CDS (leggi qui) dallo stesso Di Sarcina, l'Adsp ha stanziato le risorse per uno studio di fattibilità dell'intervento di perforazione della scogliera.
"Recentemente, al cospetto del sindaco, abbiamo incontrato i rappresentanti dei muscolai e si è discusso di questa ipotesi. Tecnicamente non si tratta di un intervento teoricamente complesso. Ma bisogna verificare come farlo, quante aperture praticare, a quali costi e contemperare anche che più acqua significa più ossigeno, ma può significare anche più onde. E sappiamo bene che nel golfo ci sono anche barche di piccole dimensioni che da una situazione del genere potrebbero ricevere un danno. Bisogna trovare il giusto compromesso, e abbiamo deciso di cercarlo con uno studio approfondito. Ne sono stati fatti in passato, di natura ingegneristica e sugli aspetti della qualità delle colture, ma ne occorre uno che dia una consapevolezza complessiva e chiarisca definitivamente la questione. Abbiamo affidato l'incarico a un prestigioso istituto danese, leader del settore, che a gennaio incontrerà i muscolai per capire meglio la situazione, incrociare la loro opinione con i dati Arpal sull'ossigenazione e procedere con la modellazione".

Presente alla seduta anche l'assessore alle Attività produttive, Lorenzo Brogi, che ha riportato la posizione tenuta dall'ammiraglio Giorgio Lazio nell'ultimo incontro con l'amministrazione sulla questione delle boe che delimitano l'area di tiro: "Una si può spostare, l'altra è strategica e al momento rimane al suo posto. Per quel che riguarda la richiesta di dichiarazione dello stato di calamità avanzata dalla Regione al ministero - ha proseguito l'assessore - non è stato possibile accedere a risorse perché la domanda è stata presentata troppo tardi. Ci si riproverà col prossimo anno".

Interrogato dal commissario leghista Lorenzo Viviani, il segretario generale dell'Adsp ha fatto il punto anche sull'avanzamento dei lavori della Marina del Levante: "Sono in corso di esecuzione e stanno procedendo nei tempi previsti. Ci sono questioni ancora aperte con alcuni concessionari, ma confido che riusciremo a trovare le soluzioni e gli accordi necessari".
Nessuna sorpresa o marcia indietro rispetto alla concessione ai mitilicoltori a fini promozionali e commerciali dell'area adiacente alla darsena in cui era stata prevista la realizzazione di un albergo e di quella di 10mila metri quadri del compendio delle Casermette per le attività a terra: questo è quanto Di Sarcina ha risposto a Lorenzo Forcieri, ex presidente dell'Authority che ha chiesto se c'è l'intenzione di rispettare o meno gli accordi presi in passato.
"Non mi risultano cambi di sorta per gli accordi presi. Delle difficoltà nel trovare l'intesa con tutti dovrebbe saperne qualcosa - ha risposto il segretario -, ma da parte nostra non c'è alcuna volontà di mettere in discussione quello che era già definito, tranne nei casi di incongruenze ed errori che abbiamo già evidenziato".
Di Sarcina ha accolto infine l'incombenza di verificare il funzionamento del frangiflutti di fronte allo stabulatore di Santa Teresa, come richiesto da Guido Melley, e ha garantito al commissario Massimo Caratozzolo la piena collaborazione con la Soprintendenza.

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L'audizione di Francesco Di Sarcina Archivio CDS


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