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Ultimo aggiornamento: Domenica 25 Febbraio - ore 21.15

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Un bacino napoletano per potenziare le manutenzioni arsenalizie

Sabato mattina il varo partenopeo. La Marina: "Supporto logistico a una vasta gamma di unità navali".

Un bacino napoletano per potenziare le manutenzioni arsenalizie

La Spezia - Sabato mattina al Cantiere Navale Megaride del porto di Napoli sarà effettuato il varo del Bacino Galleggiante G060 alla presenza di autorità civili e militari, tra cui il Comandante Logistico della Marina Militare, ammiraglio di squadra Eduardo Serra.

Con la costruzione del bacino G060, il cui completamento è stato possibile anche grazie al contributo determinante della Direzione degli Armamenti Navali, si è rinsaldata ulteriormente l’efficacia del connubio, anche dal punto di vista delle attività produttive, tra la Regione Campania, e la città di Napoli in particolare, e la Marina Militare che sono legate in virtù della centenaria tradizione marinara e cantieristica dell’area partenopea.

Dopo il varo, il Bacino Galleggiante G060, una volta consegnato alla Marina Militare, sarà trasportato via mare alla Spezia, dove sarà impiegato per svolgere le lavorazioni sul naviglio minore della Squadra Navale e sulle navi civili, incrementando di fatto le capacità manutentive dell’Arsenale e, a più ampio spettro, le attività produttive dell’area spezzina.

"La Marina Militare - si legge nella nota diramata dalla MM - negli ultimi anni ha infatti aperto la possibilità al mondo mercantile ed industriale di impiegare le proprie strutture per valorizzare maggiormente le potenzialità dei propri stabilimenti ed impianti, come avviene anche nel caso dell’Arsenale della Spezia, ed è proprio in quest’ottica che il bacino offrirà il necessario supporto logistico a una vasta gamma di unità navali, sia militari che civili, con un dislocamento entro il limite massimo di 1000 tonnellate, una lunghezza di 60 metri ed una larghezza di 13 metri.
La Forza Armata, tra l’altro, sta riqualificando gli Arsenali e le strutture annesse come siti produttivi “duali”, valorizzando così le competenze specialistiche intrinseche, funzionali al mantenimento in efficienza dello strumento militare marittimo, che sono poste anche a disposizione e a supporto delle aziende pubbliche e private per favorire la crescita del Sistema Paese".

Focus

Il Bacino Galleggiante G060 è costituito da una platea e da due murate divise in senso orizzontale da un ponte di sicurezza, al di sotto del quale sono stati realizzati i compartimenti allagabili e posizionate le apparecchiature necessarie per la manovra di affondamento e di riemersione. Al di sopra del ponte di sicurezza sono stati ricavati i locali logistici ed operativi.

Il bacino G060 ha le seguenti caratteristiche tecniche:

· Lunghezza fuori tutto: 70,00 mt.;

· Lunghezza della platea: 60,00 mt.;

· Larghezza esterna di costruzione: 19,00 mt.;

· Larghezza interna di costruzione: 14,00 mt.;

· Larghezza minima interna: 13,00 mt.;

· Altezza della platea: 2,30 mt.;

· Altezza massima Bacino: 9,50 mt.;

· Immersione massima: 8,00 mt.;

· Immersione minima: 0,80 mt.;

· Portata utile: 1.000 Tonn.

Il Cantiere Megaride nacque nel 1933 come “Cantiere Navale Giuseppe Ferbo S.a.S.” per la costruzione e la riparazione di imbarcazioni in legno. Dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale, nel 1946, la Società cambiò denominazione in “Cantiere Navale Giuseppe Ferbo & Figli” specializzandosi nelle riparazioni di natanti, sia in legno che in ferro. Il Cantiere, con il passare degli anni, cambiò diverse gestioni. Nel 1980 venne assorbito dalla “Tecnaval” che, nel 1981, costituì la “Ferbex” per gestire delle commessa da parte dell’US. NAVY. Nel 1987 falliscono le due società e nacque la “Cantieri Navali Partenopei” che purtroppo fallì nel 1997. I lavoratori, in perfetta continuità con la tradizione cantieristica locale, si costituirono in cooperativa e rilevarono il cantiere che poi divenne “Cooperativa Cantieri Navali Megaride”, con 34 soci, tutti ex dipendenti delle Società Cantiere Ferbo, Tecnaval, Cantiere navale Ferbex e C.N.P.. Essi, vantando una professionalità ed un’esperienza nel campo navale invidiate dalla concorrenza, sono in grado di poter eseguire sia le costruzioni navali ex novo che le riparazioni con immutata perizia. Grazie a tali caratteristiche, sono riusciti ad imporsi sul mercato nazionale, con la costruzione di decine di Imbarcazioni, tra le più importanti :

- Tonnara Luigi Padre;

- Moto Peschereccio ALTOMARE I ;

- N.10 Battelli Passeggeri per ACTV di Venezia;

- ARPA SICILIA per la Regione Sicilia;

- Supply Vessel CP920 per le Capitanerie di Porto.

La cooperativa ha iniziato la propria attività nel febbraio del 1999. Successivamente ha assunto 16 dipendenti, portando attualmente il suo un organico a 50 unità lavorative. Per lo sviluppo dell’attività del Cantiere, la cooperativa ha investito circa quattro milioni di Euro che le hanno consentito l’adeguamento e riammodernamento degli impianti.

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