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Ultimo aggiornamento: Domenica 19 Agosto - ore 21.49

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Trasportatori in sciopero, porto e retroporto bloccati per 48 ore

Adesione pressoché totale dei lavoratori allo sciopero indetto da Cgil, Cisl e Uil per protestare contro il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale.

Trasportatori in sciopero, porto e retroporto bloccati per 48 ore

La Spezia - Con una decina di presidi da parte delle forze sindacali e di una rappresentanza dei lavoratori, il porto della Spezia e il retroporto di Santo Stefano si sono fermati per tutta la giornata. Un blocco dovuto allo sciopero nazionale indetto da Cgil, Cisl e Uil e che proseguirà sino alla mezzanotte di domani.
Ben 48 ore di fermo dovute alla protesta per il mancato rinnovo del contratto collettivo nazionale dei lavoratori del settore logistica, trasporto merci e spedizioni, scaduto da quasi due anni. Elevatissima, praticamente totale, l'adesione dei lavoratori.

Numerosi i messaggi si supporto da parte delle forze politiche.
"Condividiamo la decisione di rifiutare con fermezza, dopo ben due anni dall'inizio delle trattative, l'introduzione all’interno del contratto nazionale di ulteriori e insostenibili elementi di flessibilità, organizzativa e salariale. Il rinnovo non può essere raggiunto diminuendo tutele e legalità e con ulteriori violazioni dei diritti delle lavoratrici e dei lavoratori che già soffrono un precariato fortemente diffuso e sono vittime di insostenibili ricatti morali. Al contrario crediamo che sia giusto manifestare per arrivare al rapido rinnovo di un contratto che diventi unico del settore comprendendo i mondi dell'autotrasporto, della logistica e delle spedizione, che affermi regole, legalità, diritti e che garantisca un adeguato incremento salariale, il superamento del subappalto e il contrasto al fenomeno del distacco transnazionale". Queste le parole di Sinistra italiana, che nel pomeriggio ha portato ai varchi portuali il deputato Giovanni Paglia e il consigliere regionale di Rete a sinistra, Francesco Battistini.
Piena solidarietà anche da parte di Rifondazione comunista, che si è espressa tramite il segretario provinciale Veruschka Fedi, aggiungendo: "Vorremmo porre l'attenzione, sul fatto che questa condizione si riscontra in pressoché tutti i settori lavorativi del nostro paese, dove la logica di chi ha governato in questi ultimi anni è stata quella di fare uno "spezzatino", in modo da ridurne la forza e la capacità contrattuale, e dove i pochi contratti di lavoro nazionali rimasti hanno tutti lo stesso tenore: minor diritti, minor salario, massima competizione al ribasso tra i lavoratori in una logica di massimo profitto per il datore di lavoro. Ecco perché questa mobilitazione, e quelle che auspichiamo saranno messe in campo, dovranno trovare solidarietà da parte di tutte le categorie di lavoratori, disoccupati e cittadini; perché la logica che sta alla base di questo contratto è la stessa per tutti i settori. Il nostro è anche un appello all'unità di chi ritiene questa situazione figlia delle politiche neoliberiste dei governi di questi anni, per cui solo la solidarietà e la determinazione può portare al riscatto di una vita dignitosa. Occorre una mobilitazione ancora più ampia dei lavoratori e dell’intero fronte sindacale, che sosterremo con impegno, per riconquistare diritti e salario per tutte e tutti".
Una delegazione del Partito comunista italiano, infine, ha portato la propria vicinanza ai lavoratori presentandosi al gate degli Stagnoni. "Occorre un contratto che affermi regole certe in merito di tutele e diritti, che garantisca continuità e legalità alle attività degli appalti, che garantisca un adeguato aumento dei salari in un settore sempre più in crescita ma sempre più a discapito dei lavoratori", hanno detto.

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