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Trasferimenti aziendali: aumentano gli spostamenti nell’Est Europa

Trasferimenti aziendali: aumentano gli spostamenti nell’Est Europa

La Spezia - Negli ultimi anni sempre più aziende italiane hanno deciso di trasferirsi nell’Est Europa, un cambiamento dettato da una serie di condizioni più vantaggiose offerte da questi paesi. Gli aspetti che piacciono di più agli imprenditori sono la minore burocrazia, la facilità di fare impresa, il ridotto carico fiscale rispetto all’Italia e una posizione strategica per accedere al mercato internazionale.

Nazioni come Ungheria, Romania, Bulgaria e Albania vantano un tasso di crescita economico superiore alle media UE, inoltre sono in grado di utilizzare in modo piuttosto efficiente i fondi europei, offrendo diverse agevolazioni alle imprese italiane che decidono di spostare il proprio business. Allo stesso tempo, bisogna pianificare la transizione con attenzione, soprattutto per quanto riguarda alcuni aspetti delicati come la protezione del marchio.

Come tutelare la produzione aziendale nella delocalizzazione
Quando si cambia la sede dell’azienda bisogna tenere conto di una serie di fattori, per evitare qualsiasi problema legato alla proprietà intellettuale e alla protezione del proprio brand. Sicuramente l’accesso ai mercati stranieri assicura diverse opportunità, per internazionalizzare il business e aumentare la presenza aziendale in altri paesi
europei ed extra UE.

Durante questo procedimento uno dei passaggi più importanti consiste nel registrare un marchio anche nel paese di destinazione: un’azione strategica indispensabile per la quale è fondamentale rivolgersi a società specializzate come lo studio legale Safety Brand. Attraverso il proprio sito web ufficiale, Registrareunmarchio.it, lo studio fornisce assistenza legale per comprendere qual è la soluzione migliore, per scegliere l’opzione più conveniente a seconda delle necessità della propria azienda.

In questo caso, le strade disponibili sono principalmente due, registrare un marchio europeo oppure internazionale. Il primo consente di unificare le procedure per proteggersi in tutti i paesi membri, mentre il secondo prevede una concessione unica e l’indicazione degli stati in cui far valere la tutela del brand. Al momento il marchio internazionale si riferisce ad oltre 100 paesi, tra cui rientrano nazioni come gli Stati Uniti, la Cina e la Russia.

Inoltre, questo titolo è valido anche in quei paesi dell’Est Europa che non fanno parte della UE, come la Bosnia Erzegovina, la Serbia e la Macedonia. La protezione del marchio permette di tutelarsi sui mercati in cui la propria azienda è operativa, soprattutto quando si sceglie di delocalizzare la produzione industriale.

Da non sottovalutare è la scelta degli stati da includere nella lista per la registrazione, che deve comprendere anche i luoghi dove viene realizzata parte della produzione, oppure quelli in cui si potrebbe allargare il business negli anni successivi.

Quali sono i vantaggi nel trasferire la propria impresa in Est Europa
Spostare la propria azienda nell’Est Europa offre sicuramente diversi vantaggi, infatti si tratta di un trend in corso da almeno una ventina d’anni. Gli imprenditori italiani lamentano spesso alcune problematiche, piuttosto comuni tra chi cerca di fare impresa in Italia, come una tassazione eccessiva, poco sostegno da parte delle istituzioni e un costo del lavoro elevato, aspetti che rendono sempre più difficile competere sul mercato globale.

Al contrario, il trasferimento in paesi come la Slovacchia, l’Albania e la Bulgaria permette di beneficiare di consumi interni in crescita, procedure burocratiche semplificate, un’imposizione fiscale agevolata e un buon livello di formazione del personale locale. Non meno importanti sono rapporti meno tesi con le rappresentanze sindacali, un costo del lavoro più basso rispetto a quello italiano, prezzi per l’energia contenuti e un’abilità notevole nell’utilizzo dei fondi europei.

Oggi la delocalizzazione è più facile rispetto a quanto non fosse 20 o 30 anni fa, infatti è possibile mantenere le relazioni con i clienti europei ed extra UE in modo più efficiente. Inoltre, lo spostamento verso est rende più semplice espandere il business in Oriente, aprendo nuovi canali di vendita in paesi come la Russia, la Cina e tutta la zona del continente asiatico. Si tratta di mercato in forte crescita, in grado di fornire potenzialità considerevoli per qualsiasi azienda.

Gli svantaggi nello spostare l’azienda nell’Est Europa
Come sempre, i fenomeni di delocalizzazione presentano anche dei rischi, pericoli che bisogna considerare e affrontare in modo appropriato per tutelare la propria attività. Innanzitutto come abbiamo visto è indispensabile proteggere il marchio aziendale, preservando la proprietà intellettuale e il business internazionale della propria impresa. In questo caso la registrazione del marchio rappresenta soltanto il primo passo, perciò è importante farsi seguire da società specializzate durante tutto il processo.

Dopodiché, è necessario tenere conto delle difficoltà culturali e linguistiche, nonostante molti paesi offrano un sostegno elevato agli imprenditori che decidono di spostare la produzione. Il trasferimento potrebbe anche comportare una perdita di una parte del fatturato, con alcuni clienti che potrebbero scegliere di trovare un fornitore locale, con tutti i rischi legati all’immagine aziendale e alle difficoltà nel mantenere il posizionamento del brand a distanza.

Questi paesi presentano anche una crescita dei salari e del costo della vita, perciò nei prossimi anni la convenienza economica potrebbe diminuire, rendendo meno vantaggioso mantenere la produzione all’estero.

Ad ogni, modo è innegabile come l’Est Europa fornisca al momento condizioni favorevoli alle aziende, italiane, tuttavia è necessario pianificare lo spostamento in modo accurato, proteggendo l’attività aziendale, il marchio e cercando di limitare i rischi legati alla delocalizzazione.

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