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Trading di criptovalute online: quali sono i maggiori rischi

Trading di criptovalute online: quali sono i maggiori rischi

La Spezia - Il trading online sta acquisendo certamente sempre più popolarità, vedendo ormai sfatato il mito secondo cui si tratterebbe di una truffa.

Il settore ha mostrato anni or sono la propria affidabilità e si è presto inserito tra i canali per gli investimenti più utilizzati in assoluto.

Tuttavia ciò non vuol dire che tutto quel che lo riguarda, anche indirettamente, sia al 100% sicuro: sono presenti moltissime truffe legate al trading online, che fanno leva proprio sulla nota affidabilità del settore per attirare ed ingannare gli utenti più sprovveduti.

Riconoscere le attività fraudolente non è difficile, ma bisogna sapere come fare e a chi affidarsi. Il consumatore non è lasciato certo solo, tuttavia è richiesta la massima attenzione quando ci si muove in questo mondo.

Oltre a truffe palesi esistono, infatti, molte società che potremmo definire controverse, le quali non per forza sono truffe a tutti gli effetti, ma finiscono per essere anche più dannose.

Bitfinex: un caso emblematico
Tra le tantissime società poco trasparenti e di certo controverse presenti sul web, un caso emblematico è rappresentato dall’exchange Bitfinex, diventato noto per i peggiori motivi possibili quando si parla di investimenti.

Bitfinex nasce nel 2012 come exchange di criptovalute, ed opera tutt’oggi in ben 50 paesi nel mondo. Operare in maniera non canonica con le criptovalute può, senza dubbio, esporre a molti rischi, ed è bene sapere quanto sia rischioso eludere i canali strettamente consigliati.

Questi sono gli unici a poter garantire davvero una sicurezza sulle manovre finanziarie degli utenti, i quali troppo spesso si avventurano per sentieri solo apparentemente più comodi.

Come che sia, questa società è stata protagonista di una delle più controverse vicende legate al mondo delle criptovalute. Nel 2016 subì un grosso hacking, perdendo circa un miliardo di dollari in Bitcoin, decidendo poi di “prendere in prestito” denaro dagli account degli utenti.

Oltre che per la cifra astronomica, non ci sarebbe da grifare allo scandalo: in fin dei conti oggi sono in molti a padroneggiare l’informatica per usi illegali e casi del genere non sorprendono neanche più.

Tuttavia questo presento il furto non fu né il primo e né l’ultimo, spingendo molte persone a dubitare dell’onesta dei fondatori della piattaforma.

La società è tutt’oggi in attività, seppure sembra ormai vicino il giorno in cui i nodi verranno al pettine. Tutto ciò ci dice molto della pericolosità del mondo del web, soprattutto quando si parla di investimenti, che ovviamente attirando molti soldi diventano una calamita per ogni genere di truffa.

Oltre alle truffe esistono comunque situazione che limpide non sono, dunque decisamente sconsigliate a chiunque, tanto più se parliamo di persone inesperte di investimenti online.

Trading online: l’importanza delle certificazioni
È in una situazione siffatta che entrano in gioco le autorità di vigilanza finanziaria, come CONSOB, ESMA o CySEC, le quali sono le maggiori alleate per tutti gli investitori, piccoli e grandi che siano.

Oltre a individuare e segnalare alle autorità competenti le società che dimostrano di essere truffe o comunque da evitare, gli enti di vigilanza finanziaria rilasciano importanti certificati di affidabilità e qualità per le piattaforme migliori del settore.

È verso queste che bisognerà orientare l’interesse degli aspiranti investitori, poiché sono gli unici canali che possano risultare davvero affidabili e privi di rischi.

Questo non vuol dire che utilizzare una piattaforma certificata possa garantire profitti sicuri al 100%, non esiste nessuna scorciatoia in questo mondo, tuttavia solo le uniche a garantire un’esperienza di trading il più sicura possibile.

Proprio le piattaforme e società che promettono grandi profitti con il minimo sforzo sono le prime indiziate quando si parla di truffe telematiche, dunque da evitare in maniera categorica.

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