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Ultimo aggiornamento: Martedì 12 Dicembre - ore 20.39

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Terzo lotto, lo stallo diventa protesta | Foto

Sit-in e presidio sotto la Prefettura dei lavoratori di Toto Costruzioni contro il blocco dei lavori per la Variante Aurelia. I sindacati: "Non ci sono soldi per le varienti tecniche". Rischiano 250 lavoratori tra diretti e indotto.

Terzo lotto, lo stallo diventa protesta<span class=´linkFotoA1´ style=´color: #000´> | <a href=´/fotogallery/terzo-lotto-lo-stallo-del-cantiere-2426_1.aspx´ class=´FotoVideoA1´ style=´Font-size: 33px´>Foto</a></span>

La Spezia - Hanno organizzato un sit-in arancione proprio sotto le finestre della Prefettura. Le sigle confederali unite hanno guidato stamattina la protesta dopo l'ormai famoso blocco dei lavori sul cantiere della Variante Aurelia. Le opere del Terzo lotto che, da progetto, unirà Felettino alla zona dei Boschetti e quindi al raccordo autostradale, hanno subito un incontrovertibile rallentamento fino al vero e proprio blocco. Un centinaio i lavoratori della Toto Costruzioni che si sono dati appuntamento in Via Vittorio Veneto, proprio di fronte all'ingresso del palazzo del governo. La missione è sensibilizzare l'opinione pubblica, anche con alcuni mini-blocchi del traffico che impegnano la Municipale spezzina.
Antonio Carro, segretario della Cisl, spiega le ragioni di una mattinata di protesta: "Dopo sei mesi di blocco del cantiere con tutti i lavoratori in cassa chiediamo lo sblocco di questa situazione. Un'arteria che doveva già essere completata, siamo preoccupati che non diventi un'ennesima incompiuta. Saliremo dal Prefetto per sollecitare l'incontro tra Anas e l'impresa. Si deve ricominciare, per la città, per i lavoratori diretti, per l'indotto. La crisi nell'edilizia è forte, le famiglie rimangono senza gli ammortizzatori".

Una situazione che riguarda 140 lavoratori diretti più un altro centinaio dell'indotto. Sembrava che ci fosse un riavvicinamento fra le parti e invece alla fine la trattativa romana è saltata. Metà delle opere del cantiere sono state concluse, "ma ora serve un segnale vero e concreto" auspica Carro. Fabio Carassale, segretario Fillea Cgil, aggiunge: "Da gennaio il cantiere ha iniziato un lento e inesorabile rallentamento. Poi pian piano siamo arrivati al fermo. Anas riconosce la pertinenza delle varianti tecniche, ma non ci sono i soldi. La cassa integrazione scade entro fine del mese. Il 26 giugno c'è stato consiglio di amministrazione di Anas senza frutti. Devono decidersi. Quasi tutti i lavori riguardano le opere esterne, le gallerie sono bloccate perché è vero che ci sono diversi problemi. Non si trova un accordo nemmeno con la Salt per le rampe di ingresso e di uscita. Alla galleria Pellizzara, la più lunga, hanno trovato delle sprugole. Senza contare poi i problemi coi privati, a cominciare dalla famosa casa".

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