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Ultimo aggiornamento: Giovedì 13 Dicembre - ore 22.26

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Terzo lotto, le sigle: "Toto costruzioni annuncia 80 licenziamenti"

Benvenuto, Carassale e Badi: "I soldi sono arrivati dal Governo, l’azienda doveva riprendere a lavorare. Il sindaco si muova nei confronti di Anas".

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Terzo lotto, le sigle: "Toto costruzioni annuncia 80 licenziamenti"

La Spezia - Ma quale ripartenza dei lavori! Il terzo lotto della Variante Aurelia somiglia sempre più ad una moderna araba fenice e, a peggiorare ulteriormente una situazione già vicina alla disperazione, c’è l’ultima cattiva notizia arrivata questa mattina alle sigle sindacali. Nel silenzio di Anas, che per l’ultima volta ha parlato in commissione comunale, Toto costruzioni ha avvertito che, una volta cessata la cassa integrazione, licenzierà i lavoratori che dal 1° febbraio rimarranno scoperti dagli ammortizzatori sociali.

“Un cantiere fermo da 52 settimane”. I responsabili territoriali Mario Benvenuto, Filca Cisl, Gianni Carassale, Fillea Cgil e Riccardo Badi, Feneal Uil chiedono al sindaco Pierluigi Peracchini un atto di responsabilità come aveva fatto a suo tempo il governatore Toti, telefonando ad Anas: “Le problematiche progettuali non ci competono. Visto che i soldi sono arrivati dal Governo, secondo noi l’azienda doveva riprendere a lavorare, facendo operazioni di supporto alle parti di cantieri più grandi. Così facendo avrebbe dato un segnale al committente: Toto invece ci ha detto che le lavorazioni che abbiamo proposto sono secondarie e anti-economiche”.

I problemi sorgono dall’inizio e, va chiarito subito, in caso di frattura insanabile, la legge prevede di ricominciare da capo, con una nuova gara d’appalti e almeno un’altra mezza dozzina di anni di cantiere, almeno. L’azienda dal canto suo ai sindacati ha sempre detto, malgrado alcune situazioni tecniche, di aver tirato avanti fino al blocco di un anno fa, facendo le infrastrutture esterne, quelle per intenderci che insistono nelle frazioni di Buonviaggio e Felettino: “Abbiamo chiesto loro di procedere analogamente, magari finendo proprio quei ponti e quei viadotti. Sarebbero stati segnali concreti alla cittadinanza visto che ci sono a disposizione i soldi per bocca del ministro Orlando. Ma ci hanno detto assolutamente di no, perché non ne vale la candela”.

Dei 140-160 lavoratori originari, una parte è stata spostata dall’azienda stessa e assorbita in altre parti d’Italia. Il licenziamento riguarderà loro in un secondo momento: per ora il posto di lavoro è fortemente a rischio per 75 lavoratori e sei impiegati. La parte economica e quella tecnica finiscono inevitabilmente per compenetrarsi e l’azienda costruttrice si dice fortemente preoccupata per la famosa frana di Carozzo. Toto e Anas non si sono mai messe d’accordo sulle varianti e la stessa ditta di costruzioni, anche su altri accordi, dice di non aver mai avuto un documento che lo attestasse. Senza quello non c’è alcuna volontà di ripartire: “La Toto è stata consigliata male, i soldi ci sono e non può licenziare nessuno. Centosessanta vertenze si traducono in un mucchio di soldi, quale convenienza potranno avere davanti ad una pila di ricorsi?”.

Messo al corrente delle ultimissime notizie, il ministro Orlando ha fatto sapere di voler anticipare la riunione ai primi di febbraio, alla presenza dell’azienda, del governatore Giovanni Toti, i sindacati, e naturalmente Anas. “La Toto deve smettere di giocare, lo diremo anche al Prefetto appena possibile. Abbiamo un centinaio di lavoratori decisi a venire qui lunedì. Gente che viene da tutta Italia, per partecipare alla mobilitazione. Vedremo quando sciopereremo ma se arriveremo ai licenziamenti paventati, noi non firmiamo proprio nulla”.

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