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Ultimo aggiornamento: Domenica 24 Marzo - ore 10.47

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Studenti newyorchesi pensano al futuro dell'Enel

Sono iscritti alla School of Architecture and Design del NY Institute of Technology, hanno visitato le centrali in dismissione del programma Futur-E, compresa la "Eugenio Montale".

nella grande mela
Studenti newyorchesi pensano al futuro dell'Enel

La Spezia - La riqualificazione sostenibile delle aree dismesse è un tassello fondamentale per ricomporre il rapporto tra il territorio e un patrimonio lasciato in eredità dalla post-industrializzazione. Con queste intenzioni è nato Futur-e, il progetto di Enel per dare nuova vita a 23 centrali termoelettriche e a un’ex area mineraria non più in uso, secondo i principi dell’economia circolare.
Proprio l’idea di architettura circolare e sostenibile è al centro dei progetti di ricerca degli studenti della School of Architecture and Design del New York Institute of Technology (NYIT) che, in un viaggio in Italia da sud a nord, hanno visitato cinque dei siti inseriti nel programma Futur-e. Un percorso mirato a raccogliere materiali e ispirazione da tradurre poi in uno studio sui benefici economici e ambientali che le comunità locali possono trarre dalla riconversione industriale.

Il gruppo, guidato dai professori Beyhan Karahan e Giovanni Santamaria, docenti alla School of Architecture and Design del NYIT, è partito dall’impianto di Bari, prima centrale termoelettrica costruita in Puglia, per poi fare tappa a Montalto di Castro, a La Spezia, all’ex area mineraria di Santa Barbara e, in ultimo, a Porto Tolle, dove il “tour” si è concluso il 15 gennaio.
Lo scorso autunno, nel campus di Manhattan, Marco Fragale, Responsabile del progetto Futur-e, ha presentato il programma agli studenti, che da allora seguono un corso dedicato allo studio dei possibili scenari di riconversione delle centrali Enel Produzione in dismissione. Ora la seconda fase, con il viaggio in Italia e la visita agli impianti. “Un percorso in cui non si impara solo a progettare da un foglio bianco, ma a ripensare quanto è già stato costruito, in un’ottica olistica di economia circolare che integra la riqualificazione degli spazi con l’ecologia del territorio” spiega il professor Santamaria, secondo il quale il progetto Futur-e può rappresentare un precedente “chiave” per la reinterpretazione dei contesti industriali. “Come designer penso sia necessario conservare la memoria di un passato produttivo e culturale, perché questo rappresenti poi uno stimolo per la progettazione nel presente. In questo corso di laurea gli studenti imparano il valore di strutture che possono trasformarsi in un esempio di riconversione in sintonia con l’identità territoriale”.

Per Belinda, studentessa di 21 anni, Futur-e è “una grande idea, che può trasformarsi in un progetto iconico”. La giovane laureanda, arrivata da Haiti per laurearsi a New York, descrive il progetto di Enel come un caso di studio esemplare di architettura sostenibile, che spera possa diventare presto la sua professione. Un futuro più vicino e concreto dopo questo viaggio in Italia che potrebbe cambiare la sua vita e quella degli altri giovani di New York.

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