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Sindacati contro Provincia e Atc: sciopero di 24 ore

Le sigle hanno comunicato la decisione a prefettura e commissione di garanzia. Dopo aver atteso l'attivazione del tavolo tecnico e aver appreso dei ragionamenti su tagli consistenti avevano chiesto un incontro alla Provincia, che non li ha convocati.

8 marzo senza mezzi

La Spezia - Sciopero di 24 ore nella giornata di venerdì 8 marzo. Lo hanno proclamato unitariamente i sindacati di Atc Esercizio, per protestare contro il mancato mantenimento delle promesse da parte dell'azienda e della Provincia della Spezia, che il 16 gennaio scorso, insieme al Comune capoluogo avevano firmato un accordo con il quale si impegnavano a coinvolgere le organizzazioni sindacali in un tavolo tecnico per la gestione delle problematiche legate alla scarsità di risorse a disposizione del trasporto pubblico locale e ai possibili tagli alle corse.

Dopo mesi in cui si parlava di una corposa riduzione del finanziamento da parte della giunta Peracchini, l'intesa raggiunta parlava di un taglio di soli 300mila euro nel 2019 e parallelamente dell'impegno della Provincia a mettere sul piatto 200mila euro provenienti dal 2 per cento vincolato per la gestione del servizio e a soddisfare le richieste di Atc relative al 2018. In più il contratto di servizio veniva prorogato automaticamente sino al 2020, con l'obiettivo di portarlo sino al 2022 e di valutare nel dettaglio la possibilità di arrivare a un affidamento in house (leggi qui).

Attese alcune settimane i sindacati hanno iniziato a richiedere di vedere le promesse nero su bianco, senza riuscirci. E non solo: nel frattempo si sono susseguiti incontri tra la Provincia e i Comuni dai quali sono filtrate notizie per niente rassicuranti, voci di un taglio complessivo di mezzo milione di euro e di 230mila chilometri annui.
Le sigle hanno chiesto un incontro urgente al presidente Giorgio Cozzani per vederci chiaro e per veder riconosciuto il loro ruolo attivando il tavolo tecnico di confronto annunciato (leggi qui).

Oggi, a distanza di una decina di giorni, Filt Cgil, Fit Cisl, Uiltrasporti, Cobas, Faisa Cisal e Ugl hanno sottoscritto una lettera indirizzata all'azienda, alla commissione di garanzia e al prefetto comunicando la proclamazione dello sciopero di 24 ore per l'8 marzo.
"La misura è colma. Regna la confusione e non viene accolta la nostra richiesta di fare chiarezza con un incontro ufficiale. Nei giorni scorsi non capivamo come mai dal taglio di 300mila euro da parte del Comune della Spezia si arrivasse a parlare di mezzo milione. Le ultime - dichiara Giuseppe Ponzanelli, delegato Uiltrasporti - riportano di quasi tutti i Comuni soddisfatti e di tagli decisamente inferiori. E allora la nostra domanda è: chi ce li mette i soldi? Inoltre pare che i tagli alle corse dovrebbero partire a settembre, e comunque con l'anno già avviato: in questo modo l'azienda si troverebbe a effettuare per mesi e mesi un servizio superiore alle disponibilità economiche reali. Così facendo si finirebbe per chiudere l'esercizio con un bilancio in rosso. Speriamo fortemente che non sia una strategia per dimostrare che Atc Esercizio non è più un'azienda sostenibile, dichiarazione che sia il sindaco Peracchini che l'amministratore delegato Masinelli hanno rilasciato in tempi non sospetti. Prenderebbe quota l'ipotesi che la soluzione è quella di vendere Atc ai privati...".
Sul piede di guerra anche Luca Simoni, segretario provinciale Cobas: "Chiediamo con forza che ci venga fornito l'accordo firmato a inizio anno e che veniamo convocati nel tavolo tecnico. La situazione è sempre più critica e i lavoratori sono molto preoccupati e si sentono presi in giro, tanto che questa volta temo che non sarà facile riuscire a garantire le fasce. Lo comunicheremo anche al prefetto, sperando che si faccia carico di promuovere un incontro tra tutti gli attori in campo".
Bocca cucita, per il momento, da parte di Mario Bonafiglia, delegato Faisa Cisal, mentre Alessandro Negro, delegato Filt Cgil aggiunge alle parole dei colleghi: "Le promesse fatte non vengono mantenute e non possiamo reagire in altro modo che con la proclamazione dello sciopero. Solo se ci saranno rassicurazioni concrete e ufficiali riguardo a tagli che siano accettabili possiamo pensare di tornare indietro. Stanno facendo riunioni tra Provincia e Comuni nel silenzio più totale. Vogliamo essere messi al corrente e partecipare a questa fase delicata di decisioni, oltre che essere aggiornati su come sta procedendo la stesura del piano industriale, essenziale per arrivare al prolungamento del contratto e poi all'affidamento in house".
Sulla stessa linea Paolo Carrodano, delegato sindacale Ugl: "Provincia e azienda avevano preso impegni precisi che stanno disattendendo completamente. Rimbalzano voci contrastanti sull'entità dei tagli eppure non ci viene concesso nemmeno un incontro con i diretti interessati. L'unica soluzione, in questo momento, è l'intervento del prefetto".
"Di fronte all'ennesimo atto di mancata considerazione delle nostre richieste, quando dieci giorni fa abbiamo chiesto di incontrare la Provincia, non si può che proclamare uno sciopero - conclude Marco Moretti, segretario provinciale Fit Cisl -. Torneremo indietro solamente se ci saranno garanzie sulla proroga di 4 anni e sull'impegno per l'affidamento in house, oltre che sul mantenimento dei livelli occupazioni e del servizio".

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