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Se il Comune paga la fattura con oltre un mese di ritardo

Questo emerge dallo studio di Fondazione Etica, che invece promuove a pieni voti Regione Liguria. Ma Piazza Europa può vedere il bicchiere mezzo pieno: nel 2018 i fornitori dovevano aspettare 44 giorni.

Genova salda in anticipo
Se il Comune paga la fattura con oltre un mese di ritardo

La Spezia - “In un Paese dove tante aziende sono in difficoltà, o addirittura falliscono, per i ritardi di pagamento della pubblica amministrazione, siamo orgogliosi di essere sul podio delle Regioni che pagano i propri conti puntualmente e prima degli altri. Meno burocrazia, permessi più facili, procedure più snelle. Aiutare i nostri imprenditori vuol dire aiutare l’Italia a crescere”. Con queste soddisfatte parole il presidente regionale Giovanni Toti ha commentato i risultati dello studio di Fondazione Etica sui pagamenti della pubblica amministrazione, un'indagine, realizzata su dati disponibili in amministrazione trasparente sui siti istituzionali, che sta avendo risonanza nazionale. E che spiega come, nel 2019, Regione Liguria abbia saldato le fatture dei fornitori in media 22.5 giorni prima della scadenza. In anticipo, insomma. Meglio ha fatto solo Regione Lazio (25.1). Il quadro nazionale non è drammatico, visto che ben dodici enti regionali (più la Provincia autonoma di Trento) hanno pagato mediamente in anticipo, e sette (più la Provincia autonoma di Bolzano) in ritardo, certo con maglie nere quali Molise (99.8), Basilicata (88.4) e Campania (34.1), che quindi, in media, hanno pagato in ritardo, rispettivamente, di oltre tre mesi, di quasi tre mesi e di un mese abbondante.

Lo studio di Fondazione etica, costituitasi nel 2008 a Milano “come strumento indipendente, politicamente e finanziariamente, per fare innovazione in ambito pubblico e in ambito sociale”, si legge sul sito, indaga anche le performance 2019 dei Comuni capoluogo di provincia. Una gradautoria guidata da Trento, Verona e Bergamo, che pagano le fatture con oltre venti giorni di anticipo. Sesta forza Genova (12.8 giorni) e non è male il risultato di Massa Carrara: 8.2 giorni di anticipo, in media. Il Comune della Spezia è il fanalino di coda ligure: se infatti i ritardi nei pagamenti da parte dei Comuni di Imperia (7.4) e Savona (3.9) restano ampiamente sotto la soglia di legge (d.lgs. 231 del 2002, attuativo della direttiva 2000/35/CE), l'ente comunale levantino nel 2019, spiega Fondazione Etica, ha aperto il borsello in media con 34 giorni di ritardo. Ma si può anche vedere il bicchiere mezzo pieno, visto che nel 2018 le cose erano andate peggio: fatture saldate in ritardo di 44 giorni e mezzo. I Comuni capoluogo di provincia più lenti nel pagare? Sopra i cento giorni ci sono Potenza (114.1), Rieti (131), Salerno (227.9), Alessandria (242.5) e Napoli (395.9).

“È di questi giorni la pubblicazione da parte del Mef – spiega il report della Fondazione - dei dati relativi ai debiti commerciali e ai tempi medi di pagamento delle Pubbliche Amministrazioni: ne esce un chiaro segnale di miglioramento delle Pa, ma ancora non soddisfacente, particolarmente dal punto di vista delle imprese. Soprattutto adesso, infatti, in piena emergenza economica post Covid, la riscossione di un credito vantato nei confronti di un Comune o di un Ministero può risultare decisiva nella sopravvivenza di una impresa, che ha già fornito beni e servizi, oltre che sostenuto i relativi costi. Di conseguenza, avere la possibilità di sapere se un Comune è un debitore puntuale, diventa cruciale per l’imprenditore che deve decidere se partecipare alla gara di appalto indetta da quello stesso Comune: la prospettiva di riscuotere dopo più di un anno, come dimostra, ad esempio, il track record del Comune di Napoli, è una ipotesi che può ragionevolmente scoraggiare anche il fornitore con maggiore liquidità”.

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