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Scuole chiuse per il virus, educatori scolastici senza reddito

Scuole chiuse per il virus, educatori scolastici senza reddito

La Spezia - Tra le categorie sociali maggiormente penalizzate dalla situazione legata alla diffusione del Coronavirus ci sono sia le famiglie sia gli educatori scolastici. Lo affermano le segreterie confederali attraverso Luca Comiti (CGIL), Mirko Talamone (CISL)e Marco Furletti (UIL) relativamente a circa 70 operatori in forza alla cooperativa “Il Cammino”, realtà che gestisce i servizi educativi per conto del Comune della Spezia. Gli addetti hanno deciso di far sentire la propria voce dopo la fase di incertezza legata all’ordinanza di riapertura delle scuole da parte delle Regione Liguria. Con loro ci sono anche 80 lavoratori di Coopselios, 42 di Coop Cocea e 54 di Coop Elleuno, operatori impegnati a vario titolo in appalto negli asili nido e scuole dell’infanzia della provincia.
L’ attuale chiusura delle scuole causa contagio COVID19 comporta oltre al forte disagio per le famiglie impreparate all’ emergenza anche il fermo lavorativo per causa di forza maggiore, provvedimento che ha come conseguenza diretta la mancanza di reddito per i lavoratori delle cooperative impegnate nei Servizi Educativi.

Da qui la richiesta, come Federazioni di categoria del Settore Sociale, di prevedere nei capitolati di Comuni ed enti aggiustamenti nella redistribuzione delle risorse non utilizzate nei periodi di sospensione. Questo per mantenere la rete dei Servizi Educativi inalterata anche in emergenze straordinarie come quella dettata oggi dal coronavirus. Riteniamo fondamentale il ruolo dell’educatore per l’inserimento e l’integrazione della disabilità, favorendo e mantenendo il collegamento tra scuola e territorio in funzione del progetto di vita dello studente senza per questo indebolirlo. Come Organizzazioni Sindacali confederali ci siamo attivati da subito con le Istituzioni per avviare percorsi di sostegno al reddito dei lavoratori, con il risultato che oggi le maggiori cooperative (ad esempio Il Cammino, Elleuno, Coopselios, Cocea) che operano sul territorio spezzino hanno già dato certa disponibilità ad accordi sindacali comunicandoci formalmente la volontà di procedere all’utilizzo di ammortizzatori come la F.i.s. (Fondo Integrazione salariale). A ciò si unisce l’attesa di un eventuale decreto ministeriale che sblocchi la Cassa Integrazione in deroga, utile per migliaia di lavoratori non solo impegnati nel comparto della cooperazione sociale.

Cgil, Cisl e Uil ritengono dunque queste azioni fondamentali per la tutela del reddito dei lavoratori di tutto il Terzo Settore, poiché senza di esse si rischia di gettare nella disperazione interi nuclei familiari che hanno a che a fare con scadenze economiche inderogabili.

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