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Scontro Federici-Forcieri sulla stazione crocieristica e Molo Italia

Nel corso dell'ultima seduta del Comitato portuale il Comune e la Provincia hanno chiesto lo stralcio di due interventi previsti nel Piano triennale delle opere. Si riapre la discussione sul futuro di Calata Paita.

Ennesima puntata della diatriba

La Spezia - Dopo alcuni mesi di sereno il cielo che sovrasta Palazzo Civico e la sede dell'Autorità portuale di Via del Molo è ritornato improvvisamente a rannuvolarsi, con tanto di tuoni, fulmini e saette.
Il nuovo scontro tra il presidente dell'Authority, Lorenzo Forcieri, e il sindaco della Spezia, nonché presidente della Provincia, Massimo Federici, si è consumato questa mattina nel corso dell'ultima seduta del 2015 del Comitato portuale. Oggetto del contendere è stata l'approvazione definitiva del Piano triennale delle opere, e in particolare il futuro di Calata Paita e del Molo Italia.

Dopo un primo battibecco sul tema caldo dei rapporti tra Forcieri e il segretario generale dell'Autorità portuale, Davide Santini, argomento che il presidente non ha voluto trattare nonostante la richiesta di Federici, lo scontro tra i due è proseguito sul futuro dell'area portuale che dovrà ospitare il bacino di ormeggio delle navi da crociera.
Nel momento in cui è iniziata la discussione sul Piano triennale delle opere, infatti, Federici e il vicesindaco Ruggia, in rappresentanza rispettivamente di Provincia e Comune della Spezia, hanno chiesto lo stralcio del previsto raddrizzamento del Molo Italia e della realizzazione del nuovo molo perpendicolare a Calata Paita che andrebbe ad ospitare la stazione crocieristica. Da Palazzo Civico, infatti, in passato era stato proposto il doppio approdo a Molo Garibaldi e l'eventuale terzo lungo Calata Paita, senza prevedere la realizzazione di nuove infrastrutture.
Una posizione, quella di Comune e Provincia, differente rispetto a quella di tutti i presenti: Giorgio Bucchioni, presidente di Confindustria, i sindacalisti Matteo Bellegoni, Nadia Maggiani e Marco Furletti, i sindaci di Porto Venere e Lerici, Matteo Cozzani e Leonardo Paoletti, il presidente della Camera di commercio, Gianfranco Bianchi, Andrea Fontana in rappresentanza degli agenti marittimi, il direttore dell'Agenzia delle dogane, Elvio La Tassa, il comandante della Capitaneria di porto, Francesco Tomas, e Mirella Bologna, rappresentante delle imprese ferroviarie in porto. Assente, invece, la Regione Liguria.

Il presidente Forcieri ha fatto notare che poche settimane fa, nel mese di ottobre, il Piano era stato approvato all'unanimità, mentre da più parti si sosteneva che liberando il Molo Garibaldi dall'approdo delle navi da crociera, riconsegnandolo alla disponibilità dei terminalisti, ci sarebbe un importante ritorno in termini occupazionali.
Il sindaco e presidente della Provincia ha chiesto di non utilizzare il tema dell'occupazione in maniera strumentale e ha fatto osservare che sul raddrizzamento del Molo Italia e la realizzazione di quello per la stazione crocieristica il ministero dell'Ambiente, chiamato ad esprimersi sulla Valutazione di impatto ambientale sul Piano nella sua interezza, ha chiesto un approfondimento. Secondo Federici e Ruggia, inoltre, la contrarietà agli interventi su Calata Paita e Molo Italia sarebbe emersa anche nel corso dei recenti processi partecipati e anche nei corridoi di Via del Molo ci sarebbero tecnici che non vedono di buon occhio l'operazione.
Forcieri ha chiuso la porta alla discussione ricordando che dopo l'approvazione del 12 ottobre scorso c'erano 60 giorni di tempo per presentare osservazioni mai depositate da nessuno, e il Comitato è stato chiamato a votare l'approvazione definitiva del Piano, ottenuta con 12 voti a favore e 2 contrari, quelli di Comune e Provincia, appunto.

Prende corpo, così, un altro corto circuito nei rapporti tra Comune e Autorità portuale, tra Federici e Forcieri, rappresentanti di due anime della città che non possono essere concordi su tutto, ma che troppo spesso si trovano su fronti diametralmente opposti, senza che si trovi la strada per la ricomposizione. Nelle prossime settimane il confronto proseguirà, anche perché il voto contrario del Comune in sede di valutazione da parte del Consiglio superiore dei lavori pubblici potrebbe bloccare tutto.

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