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Saldi, si lavoricchia ma ormai quel che è perso non tornerà più

Sconti in era Covid. Dai commercianti spezzini emerge che: manca il turismo internazionale e l'italiano ha voglia di spendere, rimane ancora la paura del virus e degli spazi troppo ampi. Le voci.

al 21esimo giorno di sconti
Saldi, si lavoricchia ma ormai quel che è perso non tornerà più

La Spezia - Tempo di saldi, posticipati, è qualche incertezza lasciata dall'emergenza sanitaria. Clienti per la maggior parte rispettosi dentro i negozi e consumi apparentemente stabili anche se ormai quello che non si è venduto nei mesi del lockdown non si recupera più.
E' questa l'istantanea della stagione scontistica estiva in una situazione inaspettata: il coronavirus che ha costretto l'intero paese a fermarsi. I saldi hanno sempre rappresentato un buon momento per i clienti ma spesso non mettevano d'accordo tutti. Se le grandi catene attuavano promozioni speciali di metà stagione i piccoli commercianti non vedevano di buon occhio queste iniziative che a loro dire, spesso, era una promozione continua che dava una serie di problemi.
Ci ha pensato la Covid-19 a tagliare la testa al toro. Saracinesche abbassate e merce invenduta hanno introdotto il posticipo dei saldi dal 1° di agosto. Aspetto che ha colto il favore di buona parte dei commercianti.
Sabrina Allori, commerciante e membro di Federmoda per Confcommercio, spiega: "In questo momento i risultati sono proporzionati al periodo e personalmente ero d'accordo sullo spostamento del saldo ad agosto. Se rimanesse nel tempo potrebbe dare l'opportunità di riquilibrare un po' tutto. Ci vogliono però pazienza e tempo. Un anno come questo è stato stravagante ma il termometro dei consumi è sfalsato. Noi abbiamo mantenuto le indicazioni di leggi. Chi rimarrà aperto in queste settimane di vacanza potrebbero trarne giovamento. Il metodo d'acquisto è cambiato: si pensa molto al risparmio e rimane forte il timore di quello che potrebbe succedere senza contare che a qualcuno non è ancora arrivata la cassa integrazione. Stiamo assistendo anche a un ritorno al negozio di vicinato perché c'è ancora la paura del virus e degli spazi più grandi. L'online è un capitolo a se stante dove però manca in contatto diretto con il cliente che per alcuni fa la differenza, il discorso cambia per le nuove generazioni".

Per le vie del centro, i commercianti hanno notato comunque qualche assenza. Dal Consorzio Spezia in centro un gruppo di esercenti spiega: "Il turista internazionale, chiaramente, è mancato ma c'è stato il ricambio con quello italiano e molti sono rimasti sorpresi dalla bellezza del nostro territorio. Alcuni sono ben disposti a spendere ma la grande preoccupazione principale rimane quella delle tasse da pagare. Non ci sono stati particolari rinvii e qualcosa è arrivato anche questi giorni. E' chiaro che uno degli elementi determinanti è dettato anche dall'andamento del clima. Due giorni di nuovole fanno crescere i guadagni e rinunciare alla spiaggia".
Da Via D'Azeglio Anna Maria Ciarmela spiega: "I consumi sembrano in linea con quegli degli altri anni, se consideriamo il saldo in sè. E' evidente però che nei mesi di lockdown non avendo fatturato non saranno recuperabili in termine di guadagni. Cerchiamo di essere ottimisti dopo un periodo davvero molto complesso e la mancanza del turismo ha fatto la sua parte. Per quanto mi riguarda poi devo dire che le persone si sono rivelate molto ligie al rispetto delle regole. A nessun cliente ho dovuto dire di mettersi la mascherina o igienizzarsi le mani, lo facevano autonomamente".

A ventuno giorni dall'inizio dei saldi gli sconti sono applicati in maniera omogenea. Nei primi giorni si era partiti dal 20 per cento, qualcuno invece aveva cominciato con 30 per cento e in questi giorni sta arrivando fino al 50 per cento.
"Si lavoricchia - spiegano da un negozio di abbigliamento in periferia- ma è un periodo talmente indecifrabile, per certi aspetti che le persone non percepiscono del tutto il saldo. Cerchiamo di essere positivi ma non è semplice. Quello che ormai abbiamo perso non torna più".

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