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Ultimo aggiornamento: Giovedì 23 Maggio - ore 22.47

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Saem, situazione in stallo. Domani il corteo in città

L'incontro di ieri tra azienda e sindacati non ha migliorato la situazione. I lavoratori proseguono lo sciopero ad oltranza. Per solidarietà incroceranno le braccia per due ore anche i lavoratori di Fincantieri.

Saem, situazione in stallo. Domani il corteo in città

La Spezia - La trattativa tra Saem e i sindacati è da ritenersi chiusa. Ora le parti sociali si rivolgono alle istituzioni e ai lavoratori di Fincantieri, ai quali chiedono di mostrare solidarietà nei confronti dei 114 colleghi che rischiano di perdere il posto.
Così domani gli iscritti di Fiom e Uilm dello stabilimento di Muggiano osserveranno due ore di sciopero ad inizio turno e, dopo il presidio di fronte a Fincantieri, alle 10 i lavoratori di Saem e le bandiere si riuniranno davanti all'ospedale Sant'Andrea per raggiungere Palazzo civico, dove saranno accolti nel corso della seduta pubblica della commissione consiliare Lavoro.

Una crisi, quella di Saem che è esplosa nonostante che di lavoro ce ne sia. Ad affossare Saem non è l'assenza di commesse (quelle in piedi con Fincantieri garantiscono ancora mesi di lavoro e la Marina militare dovrebbe presentare nuove richieste nel giro di poco), ma la mancanza di disponibilità finanziarie.
Un aspetto che i rappresentanti Rsu Davide Bernabò (Fiom) ed Eugenio Mafrici (Uilm) imputano senza mezzi termini alla gestione degli ultimi tre anni, affidata all'architetto Lorenzo Zaccuti: "L'azienda è sempre stata sana, senza alcun problema nei pagamenti. Il nuovo amministratore delegato e il cda si sono dimostrati altamente inadeguati per portare avanti una realtà complessa come Saem, che ha ramificazioni anche in Campania e in Norvegia. Nel giro di poco tempo, nonostante importanti commesse da parte di Fincantieri e Saipem, si è creato un buco di quattro milioni di euro e il capannone, che era sempre stato una garanzia per le banche con le quali si andava a trattare, è stato ipotecato".

Il tunnel sembra infinito, non si vede nessuna luce. Molti, tra i lavoratori e i sindacalisti, danno Saem per spacciata: nemmeno il concordato preventivo potrà risollevare le sorti della storica impresa spezzina che opera in appalto all'interno dello stabilimento di Muggiano dal 1962.
Oggi i lavoratori sono una cinquantina, altrettanti sono a Riva Trigoso. E a questi si unisce il personale dell'area amministrativa: in totale sono 114 i dipendenti che non vedono lo stipendio dalla fine di maggio.
"Eravamo un eccellenza, spezzina. Ora siamo alla fine, per colpa di un gruppo manageriale spezzino - proseguono Bernabò e Mafrici -. E abbiamo scoperto tutto all'improvviso, quando l'azienda ha presentato richiesta di concordato preventivo, il 30 luglio scorso, congelando anche i crediti nei nostri confronti. Dal giorno dopo abbiamo avviato lo sciopero a oltranza. E di soluzioni a questa situazione se ne vedono davvero poche. Ieri l'azienda ha anche proposto un acconto irrisorio di 430 euro a testa, per famiglie che non prendono lo stipendio da due mesi. Non li abbiamo accettati, e oggi è emerso che comunque quella somma non esisteva. Abbiamo bisogno di un aiuto, immediato, da parte delle istituzioni".
Quello che si domandano i lavoratori è come si sia potuto creare un debito del genere, essendo Fincantieri e Saipem in regola con i pagamenti. "Dove sono finiti quei soldi? Non riusciamo a capirlo".

"Questa è l'ennesima crisi di un'azienda storica del settore della cantieristica - aggiunge Matteo Bellegoni, segretario provinciale Fiom -. Bisogna che i lavoratori, anche quelli di altre aziende, a partire da Fincantieri, si rendano conto di questa situazione e dimostrino solidarietà, concreta, nei confronti di questi colleghi che rischiano di rimanere per strada".
E proprio a Fincantieri guardano i dipendenti Saem, in vista di un possibile assorbimento come manodopera specializzata o, perlomeno, per il pagamento di una parte degli stipendi bypassando la stessa Saem.

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