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Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Agosto - ore 13.35

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Ruocco: "Fincantieri ci dica come intende mantenere le promesse"

L'assessore in commissione propone di fare della città il fulcro della razionalizzazione dell'industria militare navale e subacquea previsto dall'Unione europea: "Abbiamo competenze, spazi, fornitori, costruttori e cliente finale".

Ruocco: `Fincantieri ci dica come intende mantenere le promesse`

La Spezia - Un polo della Difesa alla Spezia, per valorizzare al massimo le caratteristiche del suo tessuto industriale e mettere a frutto l'imminente concretizzazione degli investimenti della Legge navale. Il tutto con lo sguardo al futuro, considerando come prioritaria la riorganizzazione del sistema dell'industria della Difesa a livello europeo, operazione all'interna della quale La Spezia si candida per essere uno dei fulcri.
Questa la proposta che l'assessore allo Sviluppo e all'innovazione economica, Laura Ruocco, ha annunciato ai membri della commissione Politiche della Difesa presieduta da Pier Gino Scardigli, convocata nel corso del pomeriggio per comprendere meglio quali possano essere le ricadute della Legge navale e quali siano i passaggi da fare per meglio rispondere alle opportunità che si profilano, cercando di far recuperare al cantiere di Muggiano le posizioni perse rispetto a Riva Trigoso e Sestri Ponente.

L'assessore ha tracciato la cornice all'interno della quale si sviluppa il ragionamento della sua proposta: "Abbiamo tre poli produttivi predominanti: la difesa, la nautica e il settore marittimo portuale. La difesa è il comparto che garantisce un moltiplicatore più elevato e una maggior circolazione di alta tecnologia. Il sistema industriale è stato una grande risorsa sino a quando ci sono stati forti investimenti statale, poi le cose sono cambiate. Oggi Leonardo e Fincantieri continuano ad avere dati in crescita, ma la ricaduta sul territorio è limitata".
Oltre alle due grandi aziende, Ruocco ha citato Selex e Mbda, imprese del settore, e l'indotto diffuso presente in provincia. "Un sistema di fornitori che oggi soffre - ha proseguito - perché composto da soggetti di piccolissime dimensione, che non riescono a reggere la concorrenza internazionale nelle gare, che richiedono la partecipazione di imprese che non siano monofornitrici e con fatturati di un certo livello. Le associazioni di categoria e Confindustria stanno lavorando per risolvere i problemi di fondo, ma è necessario fare presto".

Focalizzando lo sguardo su Fincantieri, è stato ricordato che a Genova ha sede la testa del comparto militare, con gli uffici di progettazione. A Riva Trigoso, invece, ci si occupa di scafi, preallestimento e nuovamente di progettazione. Le funzioni meno professionalizzate sono rimaste allo stabilimento di Muggiano: allestimento finale, vari, prove, service e post vendita, spesso seguito da personale proveniente dal capoluogo regionale.
"Il cantiere spezzino - ha lamentato Ruocco - ha perso la caratteristica di essere luogo di maestranze di media e alta professionalità intorno alla nave e sul sito di Muggiano oggi ricade solamente il 7 per cento delle vendite di Fincantieri".
Per questo l'assessore ha illustrato ai commissari quali siano i passaggi da portare avanti per far diventare la Legge navale un'opportunità per il rilancio del cantiere tra La Spezia e Lerici.
"Fincantieri deve uscire allo scoperto, deve far conoscere come intende attuare il programma mantenendo le promesse. Sino a ora abbiamo solo ricevuto una richiesta di spazi per un parcheggio. E poi ci vogliamo capire che tipo di assunzioni saranno fatte. Occorrono formazione interna e recupero delle professionalità specialistiche. Non approviamo che ci sia lavoro dequalificato, abbiamo le competenze per svolgere mansioni più alte, anche in termini di diplomati e laureati. Non vogliamo che Muggiano subisca quello che è accaduto a Monfalcone. Il post vendita - ha detto l'assessore - deve essere strutturato in loco. Questo doveva essere il cuore della ricaduta della Legge navale su Spezia, ma per ora non è successo niente...".

A questi obiettivi, viene poi affiancata la necessità di una visione più ampia, guardando con attenzione quello che sta accadendo a livello europeo. "C'è il tentativo di rendere più competitiva l'industria europea della difesa. La Francia ha il primato nell'aeronautica, la Germania nel campo terrestre. L'Italia deve giocarsi tutte le carte possibili nella partita sul comparto navale e dei sommergibili. E poiché la competitività nasce dalla razionalizzazione, proponiamo Spezia come perno di questo processo perché sul territorio abbiamo le competenze, i fornitori, i costruttori e il cliente finale. Quindi ci sono possibili risparmi in termini economici e di tempi".
Per Ruocco la progettazione e il post vendita devono essere avvicinati e la città diventare l'hub tecnologico navale del Paese: "Siamo la sede ideale del Polo internazionale della difesa navale. E l'ultimo problema che dobbiamo affrontare è quello degli spazi: ne abbiamo molti a disposizione".

Il commissario Roberto Masia ha chiesto, viste le commesse in arrivo da parte di Marine estere, dove saranno alloggiati gli equipaggi. "La base dell'Aviazione di Cadimare può dare vitto e alloggio a 150 persone - ha ricordato Scardigli - e non dimentichiamo la presenza della Duca degli Abruzzi. Serve solamente fare una buona programmazione. Il problema, semmai è che siamo in competizione con Genova, e questo, storicamente, è un braccio di ferro complesso". "Il punto di partenza - ha aggiunto l'assessore Ruocco - è il disegno d'insieme: se questo è chiaro le soluzioni a certi problemi si trovano facilmente".
Giancarlo Di Vizia ha invitato tutti a spostare lo sguardo verso Roma: "E' dallo Stato che dobbiamo avere risposte. Muggiano era un'eccellenza, poi dal 2012, quando Riva Trigoso sembrava senza futuro tutto è cambiato e siamo il fanalino di coda della Liguria. La politica deve fare di più".
Edmondo Bucchioni ha proposto di lavorare per sviluppare maggiormente anche il settore navale civile, oltre a quello militare, mentre Paolo Carro ha fatto il parallelo tra quello che sta accadendo allo stabilimento di Fincantieri di Muggiano e quello che è avvenuto in arsenale: "Dalla costruzione si è passati alla manutenzione, che comunque non è una fase avara di risorse. Ma è importante lanciare la Scuola di tecnici della manutenzione navale. Per lavorare sulle navi della Marina ci vogliono tecnici preparati, soprattutto in una fase storica come questa".
Pietro Antonio Cimino ha invece ricordato che la precedente Legge navale, varata nel 1977 diede enorme impulso all'attività dello stabilimento di Muggiano, ma che successivamente si è assistito a un depotenzionamento della classe militare: "Eravamo una base a tre stelle, oggi ne abbiamo solo due. Ma non c'è alcun dubbio: La Spezia è il punto di riferimento per il naviglio militare per quel che riguarda riparazioni e indotto".

In conclusione Ruocco ha svelato di aver già inviato ai ministri dello Sviluppo economico, Carlo Calenda, e della Difesa, Roberta Pinotti, un piano di valorizzazione del comparto industriale navale e militare spezzino, senza per il momento aver ricevuto alcun risultato concreto. "Ben venga il coinvolgimento dei nostri rappresentanti nelle istituzioni nazionali, senza distinzione di colore: questa è una partita fondamentale per la città. Anche per aumentare la qualità della nostra occupazione. Dobbiamo portare la politica nazionale a riconoscere cosa è questa città, le nostre non sono richieste: abbiamo una vocazione da valorizzare".

Obiettivi che saranno rimarcati nel corso di un summit proposto nelle prossime settimane dal presidente Scardigli, alla presenza di parlamentari spezzini, dei vertici di Confindustria, della Marina e dell'arsenale spezzino.

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