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Rivoluzione Leonardo, è nata Divisione Electronics

Il consiglio di amministrazione sancisce l'accorpamento di Sistema Difesa, Elettronica per la Difesa e Sistemi Avionici. Per la Melara il rischio di trovarsi schiacciato tra i colossi Selex e Galileo. Lo scozzese Norman Bone al vertice.

COLPO DI SCENA
Rivoluzione Leonardo, è nata Divisione Electronics

La Spezia - Un vero e proprio blitz natalizio e la divisione Sistema Difesa di Leonardo si ritrova da un giorno all'altro accorpata in un'entità più grande e tutta nuova. Il consiglio di amministrazione riunito a Roma ieri pomeriggio, su diretto input dell'ad Alessandro Profumo, ha disposto la creazione della Divisione Electronics in cui confluisce anche quella che fu l'Oto Melara della Spezia. L'obiettivo dichiarato è "ottimizzare l’organizzazione del comparto Elettronica per la Difesa e Sicurezza e affrontare adeguatamente le sfide tecnologiche e competitive che caratterizzano un business strategico per Leonardo ed in forte crescita - recita una nota dell'azienda - Questo permetterà inoltre il raggiungimento di un'adeguata massa critica e il rafforzamento della presenza sui mercati di riferimento".

Una massa critica a cui la realtà spezzina - insieme alla Wass di Livorno - è destinata a contribuire in maniera piuttosto marginale. Nella nuova creatura si troverà infatti insieme alle divisioni Elettronica per la Difesa Terrestre e Navale e Sistemi Avionici e Spaziali. Sono in pratica i due giganti Selex e Galileo, da circa 10mila e 8mila dipendenti rispettivamente, contro i soli novecento della fabbrica della Melara. Un vaso di coccio tra due vasi di ferro, questo il timore che serpeggia in un momento in cui una cinquantina di dipendenti hanno già lasciato durante il 2018 tra pensionamenti e anticipi e altrettanti dovrebbero fare il prossimo anno. "Tale evoluzione consentirà di allineare il modello organizzativo a quello dei principali player del mercato, assicurandone uno sviluppo prospettico ancora più integrato", continua la nota di Leonardo. Di fatto i sistemi d'arma costruiti alla Spezia hanno sempre avuto Selex come fornitore per cavi, antenne, radio e radar e Galileo per le ottiche, sia per le produzioni in ambito terrestre che navale.

La prospettiva dell'azienda è di giocare da protagonista sul tavolo più grande in un settore in forte crescita in tutto il mondo. La prospettiva per il locale è invece tutta nelle mani dello scozzese Norman Bone, scelto come responsabile della neonata divisione Electronics. E' infatti logico chiedersi quale potrà essere il ruolo dei piccoli fornitori in futuro, argomento molto sentito da queste parti. Sin dall'epoca di Pier Francesco Guarguaglini la fu Finmeccanica, oggi Leonardo, ha progressivamente visto una centralizzazione e una logica riorganizzazione e razionalizzazione delle sue compagini. Questo ha però significato una lenta perdita di peso della Spezia nelle dinamiche del gruppo, che ora pare arrivata a un punto decisivo nel momento in cui anche il capo divisione Gianpiero Lorandi si avvicina al passo d'addio.

"La composizione all’interno della nuova Divisione di SDI (ex Oto Melara e Wass) darà un profilo diverso e più articolato che va oltre la ricostituzione della precedente Selex-ES. Sarà pertanto fondamentale che nella definizione dei piani industriali nessuna delle attività assuma carattere marginale o si avviino azioni di dismissioni di parti di business, ma che tutte vengano valorizzate nel mantenimento delle competenze e delle tecnologie proprietarie, utilizzando tutte le sinergie che potrà portare questa nuova organizzazione", scrive con ottimismo la segreteria nazionale Fim-Cisl, prima ad esprimersi in merito alla riorganizzazione. "La consistenza dimensionale dell’Elettronica, deve garantire di essere più forti anche nelle alleanze europee ed internazionali, a partire dai tavoli aperti con Naval Group/Thales sulla parte siluristica e nel tavolo della Cantieristica Navale Europea, che il nostro paese sta trattando attraverso primariamente Fincantieri, in collaborazione con Leonardo". Si attendono ora le reazioni delle realtà locali, politiche e sindacali.

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