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Ultimo aggiornamento: Domenica 26 Marzo - ore 22.46

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Riassetto Atc, quattro sindacati su cinque sono sul piede di guerra

Fit Cisl, Uiltrasporti, Cobas e Faisa Cisal ribadiscono la netta contrarietà al piano di riassetto del gruppo proposto dall'azienda e dall'amministrazione comunale. Dopo il consiglio del 22 via alle assemblee.

Riassetto Atc, quattro sindacati su cinque sono sul piede di guerra

La Spezia - L'unità sindacale non c'è, perché la Filt Cgil ha una posizione differente (leggi qui), ma insieme Fit Cisl, Uiltrasporti, Cobas e Faisa Cisal rappresentano una bella fetta dei lavoratori di Atc Esercizio, all'incirca il 75 per cento. Il peso della loro posizione è dunque importante, soprattutto se dovesse sfociare in protesta, sotto forma di sciopero, in seguito alle assemblee che saranno convocate dopo la discussione della delibera sulla riorganizzazione del gruppo Atc prevista nella seduta del consiglio comunale di mercoledì 22 marzo.

Le preoccupazioni che sono state manifestate questa mattina in un incontro con la stampa da Fausto Bruni (Fit Cisl), Gianni Venturini (Uiltrasporti), Luca Simoni (Cobas) e Franco Bardelli e Mario Bonafiglia (Faisa Cisal) riguardano sia il riassetto della società, sia quelle che saranno le successive modalità di affidamento del servizio.
"Il piano proposto dall'amministrazione - ha affermato Bardelli - prevede la separazione netta tra il comparto della guida e il patrimonio. Si prevede di portare depositi e altri beni immobili all'interno di newco che sarà costituita con la fusione tra Atc Spa e Mobilità e parcheggi. Temiamo che questo si ripercuota sui livelli occupazionali: con una gara aperta per l'affidamento del solo trasporto pubblico, i servizi di trasporto scolastico, dei disabili e quello a servizio delle crociere, che cubano una quarantina di autisti, saranno a rischio. Riteniamo che ci sia anche un conflitto di interessi, tra una società, la newco, che dovrà bandire e gestire la gara del trasporto pubblico e allo stesso tempo occuparsi di parcheggi a pagamento. Tpl e sosta sono due elementi in netta contraddizione, e sappiamo quale dei due sia il più redditizio. Infine crediamo che con l'assetto proposto dall'azienda e dal Comune sia impossibile mantenere aperta la strada dell'affidamento in house, visto che la Provincia non sarà più titolare di una quota di Atc esercizio. Non abbiamo mai ricevuto una risposta scritta, chiara, su questo aspetto". Un tema quest'ultimo emerso a più riprese nel corso del confronto tra i sindacati e l'amministrazione, con l'assessore alle Partecipate, Jacopo Tartarini, che ha sempre portato l'esempio dell'affidamento in house del servizio idrico da parte della Provincia ad Acam Acque, di cui non detiene quote. Per le sigle contrarie alla riorganizzazione, però, questa non è una rassicurazione sufficiente.

Fit Cisl, Uiltrasporti, Cobas e Faisa Cisal sostengono che i 400 lavoratori di Atc esercizio diventeranno parte di qualcosa di poco superiore a una cooperativa, che perderà gradualmente le funzioni organizzative e gestionali e si ridurrà alla fornitura di autisti. "La clausola di garanzia di una eventuale gara non tutelerà gli 80 lavoratori in subappalto di Seal e i 15 di Manario", sottolineano.
"Riteniamo che la cosa migliore sia l'affidamento in house. Le risorse sono un problema? Con 9 anni di contratto di servizio Atc avrà possibilità di accedere a investimenti rivolgendosi alle banche. Le soluzioni si trovano, basta volerlo. Quello che ci spaventa - ha aggiunto Simoni - è che nello stesso periodo ci troviamo di fronte al nuovo assetto societario, agli indizi di una gara che si avvicina e al trasferimento graduale delle corse da Piazza Verdi a Viale Italia: ci sentiamo sotto attacco. Inoltre la Provincia non ha le competenze per predisporre la gara, quindi dovrà ricorrere a consulenze e alla costituzione di una agenzia che assorbirà un bel gruzzolo di soldi, pari al 2 per cento del valore dell'appalto. E questo qualche dubbio ce lo insinua".

Ritornare al 2003, dunque, con Atc spa e Atc esercizio in un'unica società e affidandole il servizio di trasporto in maniera diretta. La proposta avanzata l'altro giorno in consiglio comunale non cambia. Solo così, secondo le quattro sigle, non ci sarà il depauperamento di una azienda con oltre 100 anni di storia e i lavoratori non si troveranno a dover mettere in discussione la contrattazione di secondo livello, che li vede già tra i più penalizzati tra i colleghi, a livello regionale.
"L'inizio della vicenda per noi è avvenuto leggendo i giornali - ha detto Bruni - e questo ci ha causato perplessità sin dall'inizio. Le funzioni collaterali al sevizio sono sempre state gestite bene da Atc Esercizio, con la proposta di riassetto che abbiamo di fronte chi le farà? I 15 impiegati che svolgono quella mansione che fine faranno? Abbiamo partecipato al tavolo e abbiamo chiesto modifiche allo statuto che sono state accolte, ma non abbiamo ancora visto un piano industriale che possa darci vere rassicurazioni. Anche la Fit Cisl è contraria allo spostamento da Piazza Verdi a Viale Italia: colpisce le fasce più deboli della popolazione".

"Siamo sempre stati critici per i modi e per il merito - ha concluso Venturini -. Che tipo di contratto avranno i lavoratori che da Atc Esercizio finiranno nella newco? Quello del commercio o quello degli autoferrotranvieri? Dopo anni e anni di sacrifici, che ci sono riconosciuti da tutti, stiamo subendo una situazione di scarsissimo rispetto da parte del Comune, che improvvisamente ci vuole abbandonare alle logiche del mercato. Siamo anche stati accusati dei problemi di Piazza Verdi, e ci vogliono pertanto spostare nell'unica arteria del traffico rimasta in città: Viale Italia. E' assurdo che le auto rimangano in centro e gli autobus vengano spostati fuori: in tutte le città accade l'esatto contrario. Siamo l'unica azienda in attivo della Liguria e tra le poche in Italia, speravamo davvero di essere tutelati di più per il nostro futuro".

Il 22 marzo i sindacati saranno tra il pubblico della seduta di consiglio, che si preannuncia bollente.
La loro richiesta è che il Comune, nel rispetto del dettato delle leggi Madia, si limiti alla ricognizione dell'assetto societario, oppure che si vada a ricomporre la vecchia Atc, con gli accorgimenti necessari per non impedire di poter partecipare alla gara per la presenza della Provincia nella società.
"Ci è stato detto, tanto da Tartarini, quanto da Peri, che il riassetto è modificabile nei 12 mesi successivi alla delibera. Che cosa impedisce, allora, di fare inizialmente quello che chiediamo noi, e lasciare alla prossima maggioranza consiliare di valutare se cambiare le cose?", hanno chiesto alla fine, ribaltando completamente i concetti posti dall'amministrazione comunale e dall'azienda, in una contrapposizione in stile "yin e yang".

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