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Ultimo aggiornamento: Martedì 29 Settembre - ore 18.59

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Quattro città si uniscono, ecco la Tirreno-Brennero del turismo

Pronto il protocollo d'intesa fra La Spezia, Parma, Verona e Trento, per creare una linea comune in nome di un turismo di prossimità. Asti: "Per reagire alla crisi dell'emergenza dopo anni e numeri importanti".

progetto "dal tramonto all'alba"
Quattro città si uniscono, ecco la Tirreno-Brennero del turismo

La Spezia - Che per il turismo sarà una stagione difficilissima dopo anni importanti è finanche scontato dirlo, ma proprio per questo tentare di costruire qualcosa sulle macerie è un dovere, oltrechè un'opportunità. Per la Spezia, che negli ultimi cinque anni è letteralmente esplosa, l'emergenza Covid arresta di colpo un processo di crescita che aveva dato speranza oltreché lavoro, in una realtà dove l'occupazione stava languendo da tempo. La pandemia ha fermato tutto, nemmeno il tempo di strutturare un'offerta che andasse al di là dello spontaneismo, che va bene all'inizio ma dovrebbe poi lasciare il campo ad un'organizzazione compartimentale che unisca i territori anziché dividerli. Dov'eravamo rimasti e dove siamo oggi lo chiediamo a Paolo Asti, assessore al turismo del Comune della Spezia: "Gli analisti dicono che la Liguria saprà reagiare meglio di altre regioni. Ma è chiaro che dire oggi dove andrà il turismo è molto difficile. Soprattutto perché, faccio l'esempio del capoluogo, nel 2019 abbiamo chiuso con 550mila presenze (+10% rispetto al 2018), delle quali 180mila erano italiane ma il resto veniva dall'estero. E dire che il 2020 era cominciato così bene, poi è arrivato il cataclisma".

Business travel, gruppi e singoli, qualsiasi tipologia di visitatore sarà in fortissima contrazione. Non sarà facile.
"Nel primo caso lo smart working ha convinto molte aziende che si può lavorare bene anche a distanza, oltretutto risparmiando sui costi. Nel secondo si va incontro al problema trasporti, molte società infatti hanno deciso di fermare tutto e andare al prossimo anno ed è un peccato perchè Spezia si era ormai inserita in un percorso che, soprattutto per l'utenza cinese e straniera in genere, era ideale per visitare le Cinque Terre, nel passaggio fra Milano e Firenze. Per quel che riguarda le famiglie, siamo invece a misurarci col gioco sporco di alcuni paesi europei che hanno escluso l'Italia dai traffici, magari a favore di Croazia e Grecia".

Il tavolo tecnico del turismo ultimamente si è riunito due volte. Al di là del pessimismo, com'è andata?
"Abbiamo sbloccato i soldi per il progetto di una carta dei servizi che metta assieme i servizi di tpl, marittimo, ingressi museali, convenzioni coi negozi. Coinvolgerà i comuni della Spezia, Porto Venere, Sarzana e Riccò del Golfo che erano presenti con i loro sindaci e in vece con i delegati assessori. La Dmo resta una chimera? Anche il Comune di Sarzana ha ribadito la volontà di entrare, c'è un problema di risorse in questo momento: tutti gli operatori auspicano che si faccia, a maggior ragione oggi per fare un fronte comune per portare a casa dei risultati in un momento più difficile di prima".

Nel frattempo nasce un'intesa che esce dai confini non solo provinciali.
"La Spezia, Parma, Verona e Trento sono i comuni coinvolti. Ne ho parlato con i colleghi assessori Francesca Briani, Cristiano Casa e Roberto Stanchina per una sorta di Tirreno-Brennero del Turismo: il progetto si chiama "Dal Tramonto all'alba" ed è un protocollo d'intesa con cui ci impegniamo a creare prodotti e itinerari turistici che percorrano nei due sensi le quattro città, privilegiando proposte di soggiorni di vacanza con l’obiettivo di sostenere famiglie e per persone anziane, all’insegna del turismo naturalistico, culturale, enogastronomico, dell’outdoor, del mare e della montagna. Noi diamo le linee, poi saranno gli operatori a costruire pacchetti e servizi sinergici. L'idea è di promuovere un turismo di prossimità nell'arco di 350 chilometri, fra una città di mare, una di montagna, la capitale europea della cultura 2020-21 e Verona che è un presidio culturale ed enogastronomico che nel 2019 ha messo insieme 5 milioni dalla tassa di soggiorno. Un itinerario che secondo me potrà funzionare anche nel dopo Covid per chi verrà dall'estero e magari non vorrà passare dalle solite, perché già visitate, località più importanti del Paese".

Estate 2020, che cosa si aspetta?
"La mobilità è venuta meno: è un ritorno al passato, un'occasione unica. Darà modo al turista di godersi i borghi delle Cinque Terre o Porto Venere come una volta. Il turismo in Italia vale il 30% del Pil, non stancherò mai di dire che le amministrazioni non dovrebbero andare per i fatti loro. E Lerici? Rispondo così: chiudere le scogliere è un po' la metafora della chiusura di relazione con gli altri. Capisco che c'è un problema ma pensare ad un ingresso contingentato ai soli residenti... avrei più fiducia nelle persone".

E il turismo delle barche, dei charter può essere un'alternativa?
"Sì, in parte. Intanto perché le regole sull'utilizzo della propria imbarcazione dovrebbero cambiare: se non sbaglio oggi si può andare in due, congiunti, ed è assurdo che il resto della famiglia non possa salire dov'è sempre salito. Per poi dormire tutti sotto lo stesso tetto. Sui charter c'è un problema forse più grande degli alberghi: perché se, per fare un esempio, una coppia può usare la stessa cabina, negli spazi comuni si pone di nuovo la questione delle distanze".

E a livello comunicativo come vi muoverete?
"Chiederò per la prima volta una somma per la delega alla promozione della città, pur nelle ristrettezze comunali. Intanto c'è una realtà spezzina che sta girando un video promozionale a titolo gratuito, per il resto sarà la Regione ad inserirci, insieme agli altri territori liguri, nelle promozioni nazionali che sta organizzando".

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