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Ultimo aggiornamento: Martedì 14 Agosto - ore 18.55

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Quattro anni per creare la nuova flotta del Qatar

Fincantieri inizia i lavori per le sette unità destinate all'Emirato, che sorveglieranno il Mondiale di calcio del 2022. Bono: "Cliente esigente ma grande collaborazione". La ministra Trenta: "Italia attenta al Medio Oriente"

COMMESSA da 4 MILIARdi
Quattro anni per creare la nuova flotta del Qatar

La Spezia - Per ora naviga solo su una simulazione proiettata dentro i capannoni di Fincantieri la flotta del Regno del Qatar. Tra pochi anni invece incrocerà nelle acque del Golfo Persico, mentre gli occhi di tutto il mondo saranno concentrati proprio sull'emirato che organizzerà il Campionato mondiale di calcio. Una manifestazione che per la prima volta arriverà in Medio Oriente, con tutti gli aspetti legati alla sicurezza che si porta dietro e di cui le navi made in Italy sono un pilastro. La scadenza del 2022 quindi non è di quelle da prendere con elasticità per il cantiere del Muggiano, da dove usciranno buona parte delle unità con la bandiera bianca e rossa.

Oggi sono iniziati i lavori per una delle commesse estere più importanti della storia recente per l'Italia, del valore di circa 4 miliardi di euro. Il taglio della lamiera della prima delle quattro corvette che saranno l'ossatura della nuova marina reale, i tempi sono stretti ma il commitment è totale. "In due anni siamo passati dalla firma del contratto al taglio della lamiera, un record - sottolinea Giuseppe Bono, ad di Fincantieri - E' il segnale che abbiamo trovato una collaborazione di alto profilo professionale e un cliente esigente, a cui forniremo una delle flotte tecnologicamente più avanzate al mondo".

"Dottor Bono lei è diventato parte dello Stato del Qatar, siamo fiduciosi sul lavoro che farà e che questo sarà l’inizio di un rapporto lungo - le parole di Khalid Bin Mohamed Al Attiyah, vice primo ministro e ministro della difesa del Qatar - E' stato un impegno molto intenso da parte di tutti quanti, se oggi siamo qui è perché ne siamo stati soddisfatti del lavoro. Il rapporto tra Italia e Qatar è importante non solo in ambito militare, ma anche in quello economico. Ci sono tanti progetti tra i due Paesi che si stanno realizzando".

Al Attiyah ringrazia sia Fincantieri che Leonardo, l'altro grande protagonista della commessa. Le sette navi usciranno tra il Muggiano e Riva Trigoso, ma avranno tante componenti italiane già viste sulle unità per la Marina militare: radar e sistemi di puntamento ma anche i cannoni navali da 76 dell'Oto Melara tra gli altri. La partita si gioca in questi quattro anni di commessa che farà lavorare a pieno ritmo i cantieri ma porterà anche centinaia di ufficiali e marinai qatarini alla Spezia per ottenere la formazione dai colleghi italiani. In platea ci sono il comandante delle forze navali dell’Emirato, Abdullah Bin Hassan Al Sulaiti e il capo di stato maggiore della Marina militare, l'ammiraglio di squadra Valter Girardelli.

A Doha è poi stata creata Fincantieri Services Middle East che si occuperà di coordinare i dieci anni di supporto e manutenzione alle navi appena vendute che fanno parte del contratto. "Stiamo creando una divisione che chiameremo ingegneria di sistema di difesa, con nuove tecnologie, per servire meglio i nostri clienti in tutti i bisogni che possono esprimere. Siamo aperti allo scambio di tecnologie e conoscenze, aspetto che crediamo sia fondamentale nei rapporti tra i paesi e le industrie", illustra Bono.

"Oggi diamo un altro significato all’attenzione che il nostro Paese rivolge all’area mediorientale - dice la ministra Elisabetta Trenta - L’attuale governo promuove tutte le iniziative che possano consolidare l’alleanza tra il Mediterraneo e il Medio Oriente. Occorre affrontare in maniera sistemica la crisi della regione così come la minaccia del terrorismo violento. Per questo riteniamo molto importante l’accordo di sicurezza firmato dal Qatar con la NATO nel gennaio scorso".
C'è poi un accenno indiretto ma chiaro ai movimenti sull'asse Roma-Parigi per quel che riguarda l'alleanza Fincantieri-Naval Group con Leonardo e Thalse come spettatori interessati. Il timore che il baricentro si sposti su quest'ultima non è fugato. "Serve una strategia che consenta all’Italia di conservare e rafforzare le proprie aree di eccellenza, anche alla ricerca di adeguati sbocchi sul mercato internazionale. Non solo il semplice acquisto ma anche la collaborazione con Paesi tecnologicamente evoluti, con Paesi amici e alleati".

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