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Ultimo aggiornamento: Martedì 19 Febbraio - ore 22.40

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Quanto guadagnano i politici italiani

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Quanto guadagnano i politici italiani

La Spezia - Quanto guadagnano i politici italiani? Domanda lecita che non sempre trova facile risposta, perché l’indennità di carica ed i rimborsi dei politici italiani sono normate da diverse leggi che a loro volta demandano il calcolo effettivo dei compensi ai regolamenti dei singoli organi di governo.

Gran parte della documentazione è pubblica e l’abbiamo consultata per fornirvi le informazioni più accurate sugli stipendi dei parlamentari italiani, delle cariche di governo, ma anche dei sindaci e dei politici stranieri.

Lo stipendio del Presidente della Repubblica Italiana
Con decreto del Presidente della Repubblica del 23 febbraio 2015, è stato applicato il tetto alle retribuzioni previsto dalla legge per i dipendenti pubblici, pari a 240 mila euro.

Il tetto si applica sia al presidente della Repubblica che a tutto il personale dipendente della Presidenza della Repubblica. Il decreto del 2015, inoltre, stabilisce il divieto di cumulo delle retribuzioni percepite con trattamenti pensionistici erogati da pubbliche amministrazioni.

A seguito di questa modifica, il Presidente della Repubblica guadagna 240 mila euro l’anno, pari a 20 mila euro mensili.

Quanto guadagnano i capi di stato nel mondo
Se guardiamo agli stipendi percepiti dai capi di Stato nel mondo, troviamo che i monarchi sono tra i più pagati. La regina Elisabetta II riceve 87,1 milioni di euro annui, con i quali gestisce tutta la sua corte; mentre il re Filippo del Belgio riceve dai suoi sudditi 11,7 milioni di euro annui; la regina Margherita II di Danimarca percepisce un compenso di 10,9 milioni di euro. Tra monarchi non europei troviamo l’imperatore giapponese Akihito con 2,5 milioni di euro.

Il capo di stato meno pagato è il presidente ceco, Miloš Zeman, che guadagna un compenso annuale inferiore ai 10 mila euro.



Quanto guadagna il Presidente del Consiglio dei ministri
L’indennità di carica prevista per il Presidente del Consiglio dei ministri è di 80 mila euro netti annui, suddivisi in dodici mensilità: circa 6.700 euro mensili.

All’indennità di mandato si aggiunge quella da parlamentare, se il presidente del consiglio è anche membro del Senato o della Camera dei deputati.

Gli stipendi dei capi di governo stranieri
Lo stipendio del Presidente del Consiglio italiano è quindi inferiore a quello di molti capi di stato e di governo europei. La Cancelliera Angela Merkel percepisce un'indennità di carica pari a 369 mila dollari, mentre l’omologo svizzero Alain Berset guadagna 482 mila dollari annui.

Spostandoci negli USA, al presidente degli Stati Uniti è riconosciuto uno stipendio di 400 mila dollari annui, ma non è il più pagato al mondo, perché in Australia il Primo Ministro Malcolm Turnbull percepisce 527 mila dollari l’anno.

Lo stipendio del presidente della Camera e del Senato
Ai Presidenti della Camera e del Senato spetta il medesimo trattamento economico predisposto per i senatori e i deputati, all’indennità e rimborsi previsti per questi ultimi si aggiunge un'indennità di carica di 4.223 euro netti mensili. Va detto che i presidenti hanno facoltà di ridursi le indennità e di rinunciare a parte dello stipendio, scelta quest’ultima intrapresa da vari presidenti nelle ultime legislature

Quanto guadagnano i ministri
Ai ministri spetta una indennità di carica pari a circa 3.899,25 euro, mentre i viceministri percepiscono poco meno: 3.615,20 euro. All’indennità di carica si devono aggiungere le indennità parlamentari, se i ministri sono deputati o senatori. Nel caso in cui i ministri non siano parlamentari, è corrisposta una indennità pari a quella spettante ai membri del Parlamento (legge 9 novembre 1999, n. 418).

L’indennità prevista per i ministri è variabile nel tempo, infatti, come previsto dalla normativa essa si adegua allo stipendio del personale dei gradi I e II dell’ordinamento gerarchico (legge 8 aprile 1952, n. 212).

Quanto guadagnano i deputati e i senatori
Nel calcolare “lo stipendio” di un parlamentare bisogna distinguere tra l’indennità, che rappresenta la componente di base del trattamento economico del parlamentare ed è prevista dall’articolo 69 della Costituzione Italiana, e i rimborsi spese. Come vedremo i rimborsi sono componenti integrative dell’indennità, disciplinate dai regolamenti parlamentari e destinate a regolare specifiche esigenze.

Tutti i parlamentari ricevono una diaria mensile, aggiornata in base al costo della vita, pari a 3.503,11 euro. La diaria si riduce di 206,58 euro per ogni giornata di assenza dai lavori parlamentari.

Il compenso dei parlamentari non è più quello di una volta, negli anni sono stati operati vari decurtamenti al trattamento economico e con l’ ultima deliberazione approvata il 31 gennaio 2012, il Consiglio di Presidenza del Senato ha ridotto l’indennità lorda di ulteriori 1.300 euro.

Se il parlamentare è un dipendente dello Stato o di una pubblica amministrazione, inoltre, è “collocato d’ufficio in aspettativa per tutta la durata del mandato parlamentare” (Legge 31 ottobre 1965, n. 1261).

L’indennità dei senatori
L’indennità parlamentare dei senatori corrisponde a 10.385,31 euro mensili lordi, nel caso in cui il senatore svolga un’attività lavorativa, l’indennità parlamentare si riduce a 10.064,77 euro lordi.

Dal 1° gennaio 1995 i parlamentari non sono esentati dal pagamento delle tasse, quindi al netto delle ritenute fiscali e dei contributi obbligatori per il trattamento previdenziale, lo stipendio del senatore è pari a 5.304,89 euro o 5.122,19 euro per i senatori che svolgono altra attività lavorativa. A tali importi devono poi essere decurtati le addizionali all’IRPEF, che variano in base alla regione e al comune di residenza.

I senatori ricevono un rimborso forfetario per spese generali di 1.650 euro mensili, una voce che sostituisce le precedenti voci legate alle spese di viaggio e telefoniche.

Va poi aggiunto il rimborso delle spese per l’esercizio del mandato, che prevede due quote di eguale importo, 2.090 euro mensili, usate quale supporto all’attività dei Senatori.

L’indennità dei deputati
In riferimento all’indennità parlamentare dei deputati, il trattamento economico è corrisposto in dodici mensilità di importo lordo pari a 10.435 euro, a cui devono essere sottratte le ritenute previdenziali, assistenziali e fiscali, per un importo netto di circa 5.246,54 euro. I deputati che svolgono una attività lavorativa percepiscono 9.975 euro lordi, circa 4.750 euro netti.

Il rimborso spese per l’esercizio del mandato è di 3.690 euro mensili come massimale, mentre il rimborso spese per i viaggi e il trasporto ammonta a 3.995,10 euro come massimale. Capitolo a parte le spese telefoniche, per le quali è previsto un rimborso spese di 1.200 euro annuali.

Quanto guadagna un sindaco
L’indennità di funzione mensile dei sindaci è stata appositamente disciplinata dalla Legge 265/1999 e attuata con decreto n° 119 del 4 aprile 2000.

Un'apposita tabella elenca lo stipendio dovuto ai sindaci italiani, in base al numero di abitanti del comune in cui esercita il mandato. Va detto che la tabella riporta i dati in lire italiane e da allora non è stata apportata alcuna variazione all’indennità di funzione dei sindaci.

I sindaci dei comuni fino a 1.000 abitanti percepiscono circa 1.291 euro lordi, che diventano 3.460 euro per il sindaco di un comune da 30 mila a 50 mila abitanti. Il sindaco che guadagna di più percepisce mensilmente 7.798 euro lordi e gestisce una città con oltre 500 mila abitanti.

I gettoni di presenza per consiglieri comunali
I consiglieri comunali percepiscono solo un gettone di presenza, anch’esso calibrato sul numero di abitanti del comune. Il gettone per i consiglieri parte da 17 euro lordi per i comuni fino a 1.000 abitanti e arriva a 103 euro per i comuni oltre i 500 mila abitanti.





Oltre l’Euro: il ritorno alla Lira e gli effetti sulle coppie di trading EUR/USD, EUR/GBP
“Basta euro” è stato uno degli slogan più ripetuti, da alcuni partiti politici, nei mesi che hanno preceduto la campagna elettorale per le elezioni politiche italiane di marzo 2018.

Tra le voci favorevoli all’uscita dall’unione monetaria c’era anche quella di Matteo Salvini, ora vicepremier e ministro dell’Interno dell’attuale Governo italiano.

Sappiamo tutti come è andata a finire: la Lega dell’onorevole Salvini e il M5S dell’onorevole Di Maio governano senza avere intrapreso alcuna strada che preveda l’uscita dell’Italia dall’euro.

Per quanto riguarda gli scambi monetari sulle coppie di valute EUR/USD ed EUR/GBP, negli stessi periodi delle varie dichiarazioni politiche, i mercati hanno reagito con stress e i trader hanno dovuto trascorrere qualche ora in più sul proprio conto forex per adattare le strategie al mutato scenario politico.

Sembra scongiurato, quindi, il ritorno dell’Italia alla lira che certamente avrebbe causato non pochi scossoni alle coppie di valute EUR/GBP ed EUR/USD.

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