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Ultimo aggiornamento: Mercoledì 23 Settembre - ore 21.47

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Qualità e quantità medio alta per la vendemmia in era Covid, salvo imprevisti

Si parte in anticipo e l'annata si annuncia buona. Ci sarà grande selezione e gli occhi sono puntati sul clima: le grandinate sono nemiche giurate dei produttori. Si pensa anche a ciò che è rimasto in cantina: si rafforza l'enoturismo.

potrebbe aumentare la produzione di sciacchetrà

La Spezia - Il tempo di vendemmia si avvicina. Gli occhi sono puntati al cielo nella speranza che non arrivino precipitazioni violente che potrebbero segnare il raccolto. Un aspetto da non sottovalutare, perché ad esempio l'ultima grandinata di qualche giorno fa ha fatto perdere il 5 per cento delle uve ad alcune nuove aziende agricole tra la Val di Magra e la bassa Val di Vara.
Ma se la speranza di una stagione clemente è una costante i produttori devono fare i conti con ciò che è rimasto in cantina a seguito della pandemia e il preventivo lockdown. Cosa sta succedendo lo raccontano le associazioni di categoria Cna Liguria e Confagricolutra che vantano numerosi associati del settore.

Per Cna Liguria Alessandro Ferrante spiega: “Tra il 6 e il 7 settembre comincerà la vendemmia alle Cinque Terre, in altre zone della provincia si è più orientati verso la fine di agosto. L'ultima ondata di maltempo ha fatto danni limitati ai quali si sommano quelli provocati da caprioli e cinghiali, nelle zone non recintate. La stagione sarà comunque positiva e si apre la prospettiva della 'vendemmia selezionata'. Una scelta che arriva a seguito del periodo di lockdown con il blocco delle vendite dei produttori al mercato locale e a quello estero. Di conseguenza per alcuni mesi è rimasto tutto fermo. Alcuni produttori hanno avuto un buon recupero, per altri mancando le vendite, ad esempio, alla ristorazione e alle attività commerciali delle Cinque Terre una parte di produzione è rimasta in cantina. Una situazione che negli ultimi anni non si era presentata e chi ne ha ancora dagli anni precedenti cercherà di produrre vini più particolari”.
Per Andrea Marcesini presidente del “Consorzio di tutela e valorizzazione dei vini Dopo e Igp Colli di Luni, Cinque Terre, colline di Levanto e Levante Ligure” il 2020 è stato un anno particolare dal quale emerge un termine che si sente più spesso in altre regioni: enoturismo.
“Il grosso delle vendemmie partirà la settimana prossima – aggiunge -. Per il vino sarà un'annata buona, salvo il maltempo intenso. La zona che ha sofferto maggiormente è quella delle Cinque Terre e non è da escludere che venga prodotto più Sciacchetrà che dura anche più nel tempo e alcuni rinunceranno a qualche ettolitro di vino bianco. Queste sono le strategie che potrebbero essere utilizzate”.
“Quest'anno - prosegue in veste di produttore - abbiamo notato che in Liguria c'è stato un buon afflusso di turisti italiani, in alcuni casi con maggior capacità di spesa, e l'assenza dei croceristi. Una buona parte di prodotto è stata venduta e si può parlare di uno slittamento delle vendite. I primi tre mesi le abbiamo perse ma stiamo lavorando ora. Normalmente in agosto il mercato era fermo. Un aspetto che colgo positivamente è anche lo spostamento delle cerimonie che trainano molto le vendite. Infine alcuni turisti sono venuti a visitare e ad acquistare direttamente in cantina, gli altri anni se ne vedevano molto meno. Personalmente, è stato un agosto pieno di enoturisti”.

Da Confagricoltura Filippo Zangani, presidente della sezione spezzina e produttore di vino nella zona della Val di Magra, spiega: “Quest'annata sarà buona, medio alta sia dal punto di vista quantitativo che qualitativo. Gli aspetti del 2019 sono sicuramente migliorati ma non avremmo un'annata simil perfetta come si rivelò quella del 2018. Un aspetto limato dalla grandinata delle settimane passate. Le zone storiche, Castelnuovo, Luni e Sarzana, non hanno patito particolarmente mentre per le aziende nuove della zona di Arcola, Bolano e Santo Stefano con perdite del 5-10 per cento della produzione. Una piccola grandinata con danni evidenti. Per il periodo della vendemmia si sta confermando il trend di anticiparla sempre di più: si comincia a lavorare sui vitigni più maturi nella prima settimana di settembre e con vermentino e alabarola verso la metà oppure la fine di settembre. Staremo con gli occhi aperti nel monitoraggio del tempo e speriamo che non grandini. Tutti i filari ora sono puliti e le aziende si espongono al massimo rischio. In Val di Magra per i danni da animali ci siamo dotati dei recinti per i cinghiali e da qualche tempo il fenomeno è arginato. Anche se non siamo del tutto tranquilli. Sono però merli e caprioli a creare maggiore preoccupazione. I primi volano, gli altri saltano e quindi superano l'ostacolo della rete”.

Dal punto di vista occupazionale non ci sono sostanziali novità, con l'aggiunta di dotazioni di protezione (mascherine, gel lavamani e sanificazione degli attrezzi) che saranno messe a disposizione da chi si occuperà della raccolta. In alcune zone di produzione il servizio verrà affidato a terzi, dunque a cooperative e in quel caso sarà la stessa a fornire i dispositivi di protezione. In caso contrario sarà direttamente l'azienda a occuparsene. La mascherina andrà utilizzata solo nel caso in cui non si possa mantenere il distanziamento necessario come previsto dalle normative nazionali. Sarà necessario un punto acqua. Alcune aziende poi per far raggiungere i campi daranno la possibilità dell'utilizzo di mezzi propri. Per quanto riguarda i contratti permangono quelli a tempo determinato e i voucher saranno solo per pensionati e studenti.

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