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Ultimo aggiornamento: Venerdì 22 Marzo - ore 16.19

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Qualità della vita: è un tracollo per la provincia

Perse 24 posizioni rispetto al 2017, una delle peggiori performance a livello italiano. Siamo i peggiori in Italia per creazione di start up e biossido di azoto. Boom dei suicidi.

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Qualità della vita: è un tracollo per la provincia

La Spezia - Criminalità e ambiente trascinano a fondo la provincia della Spezia nella classifica della Qualità della vita 2018. Il report, pubblicato da Italia Sette Oggi e redatto in collaborazione con l'Università la Sapienza di Roma e Cattolica Assicurazioni, dipinge un quadro a tinte fosche. Perse 24 posizioni rispetto al 2017: è il peggior crollo tra le centodieci realtà italiane monitorate ad eccezione della marchigiana Fermo. La Spezia si ritrova dunque alla posizione numero 63 rispetto alla 39 della scorsa edizione dello studio. In netta controtendenza rispetto a uno dei fattori messi in luce, ovvero che le piccole e medie città italiane sono le più agili nell'adeguarsi ai cambiamenti e le più dinamiche nell'accogliere le novità anche grazie a un impianto burocratico solitamente più snello.

Insieme alla Spezia, le peggiori performance del 2018 sono appannaggio di Asti (-24 posizioni), Avellino (-23), Venezia (–21), Barletta-Andria-Trani (-20), Potenza (-20), Roma (-18) e Firenze (-17). In vetta torna Bolzano, seguita dalle altre realtà alpine di Trento e Belluno. Quarta posizione per Siena, poi Pordenone, Parma, Aosta, Sondrio, Treviso e Cuneo. Il Nord Est corre più di tutti insomma, mentre il Sud arranca. La prima meridionale in classifica è Matera (42esima). La Liguria vive una specie di Caporetto, basti pensare che la Spezia è la prima in regione pur con un risultato scarso. Genova è 70esima ma comunque in risalita (+6), Savona 78esima (+5) e Imperia addirittura 102esima (+2).

Affari e lavoro.
La provincia della Spezia perde nove posizioni e si ritrova 60esima rispetto alla 51esima posizione di un anno fa. Male il tasso di occupazione per la quale la città era alla posizione 42 ma si ritrova oggi alla 56, ma è la crescita esponenziale dei protesti a preoccupare. Gli spezzini non ce la fanno più a pagare: erano noni nel 2017, quindi tra i più virtuosi, e si svegliano dodici mesi dopo 33esimi. Storicamente poco dinamico il tessuto industriale, oggi la Spezia ha toccato il fondo secondo i dati forniti dal Ministero per lo Sviluppo economico. Per quel che riguarda il numero di start up e di pmi innovative siamo terzultimi a livello italiano alla posizione 108 su 110 (dietro solo Imperia e l'Ogliastra) rispetto alla già non edificante 92esima casella dell'ultimo rilevamento. Stabile invece il tasso di occupazione (56esimi, quattro posizioni in meno) e il numero di imprese registrate (79esimi, eravamo 78esimi). In calo le imprese cessate (da 83esimi a 56esimi). La fotografia che ne esce è di una città arroccata sulle proprie posizioni di rendita ma con pochissima propensione all'innovazione e al “rischio di impresa”. Niente di nuovo.

Dati: Istat 2017 e 2016; MISE/Movimprese 2017; Movimprese/Istat 2017; Movimprese 2017

Ambiente.
Un drastico passo indietro in questo campo, dal 57esimo all'82esimo posto. Il biossido d'azoto - che sembra dividere la società civile tra “pro crociere” e “anti crociere” invece di generare un dibattito vero sulla progettazione della nuova stazione croceristica - relega la Spezia e la sua provincia all'ultima posizione con un punteggio pari a 0 (con Vibo Valentia, Crotone e Chieti). E' invece il dato sui giorni di superamento della soglia di pm10 a segnalare un balzo in avanti clamoroso, dalla 97esima posizione alla quinta. Perse 25 posizioni per la dispersione della rete idrica, stabili ma non virtuosi i consumi di acqua pro capite (92esima posizione). In peggioramento il consumo di energia elettrica (da 25esimi a 34esimi), investimenti al palo per quanto riguarda il fotovoltaico installato sugli edifici pubblici. In un anno sono la bellezza di 58 le province che hanno superato quella spezzina, crollata al 95esimo posto rispetto al 37esimo che fu. Bene la presenza di ztl (noni) , male il verde pubblico (91esimi) ma è la provincia a fare peggio del capoluogo che da solo sarebbe 26esimo.

Dati: Legambiente 2012 e 2015; Istat 2013, 2014, 2016 e 2017

Criminalità.
E' la prima voce in cui la provincia si ritrova in “quarta fascia”, tra quelle in cui l'aspetto è ritenuto insufficiente. Si occupa la 94esima posizione, quando un anno fa la Spezia era 70esima. Aumenta l'incidenza di omicidi colposi o preterintenzionali (dal 26esimo al 35esimo posto), stabili i reati legati al traffico di stupefacenti, una specie di Igt per la nostra provincia che rimane tra le peggiori di Italia: 104esimi eravamo e 106esimi siamo. Leggero aumento della prostituzione (86esimi), stabili e alti gli scippi (96esimi), diminuiscono i furti d'auto (26esimi) e aumentano i furti in appartamento (73esimi). Il vero boom è quello delle estorsioni per cui si passa dalla sesta posizione del 2017 alla 50esima del 2018. Crollano invece le rapine in banca, dalla 105esima alla 53esima posizione. Rimangono cospicue le truffe informatiche: 106esimi rispetto alla 92esima posizione della precedente rilevazione.

Dati: Istat 2016

Disagio sociale.
Altra voce in peggioramento relativo, dalla 46esima alla 66esima posizione. Importante il numero di infortuni sul lavoro (86esimi, -5 sul 2017), stabili i decessi per tumore (33esimi) ma in peggioramento quelli per incidenti stradali (31esimi, eravamo 17esimi). E' invece preoccupante il balzo in avanti dei suicidi, dall'ottava posizione addirittura all'82esima. Peggiora il tasso di disoccupazione giovanile, costanti e bassi i reati a sfondo sessuale nei confronti dei minori (14esimi). Ancora più alte le ospedalizzazioni per disturbi psichici (da 91esimi a 97esimi).

Dat: Istat 2015, 2016 e 2017

Popolazione.
Perse cinque posizioni, la Spezia e provincia si ritrovano 101esimi. Gli emigrati sono sempre di più (da 73esimi a 85esimi) mentre il tasso di mortalità rimane alto (100esimi) in virtù di un'età media elevata. Il saldo demografico regge grazie agli immigrati (21esimi) che compensano del tutto e sopravanzano leggermente coloro i quali si trasferiscono altrove: 37 ne arrivano dei secondi e 34 partono dei primi. Gli spezzini continuano ad avere famiglie poco numerose (2,10 persone per nucleo), uno dei dati più bassi d'Italia (ancora 101esimi).

Dati: Istat 2017

Scuola e finanza.
Non mancano i bancomat di vergassoliana memoria (24esimi), ma è nel phone banking che gli spezzini si dimostrano voler abbracciare la tecnologia senza timori. In questa speciale graduatoria siamo secondi dietro la sola Parma, mentre gli sportelli bancari hanno una densità nella media (52esimi). Sono poco più di venti studenti in ogni classe di scuola media (43esimi), ma sono in generale pochi gli alunni in questa fascia d'età (91esimi). Mentre è bassissimo il numero di scuole superiori ogni 100mila abitanti: poco più di sette, siamo alla 106esima posizione.

Dati: Istat 2014, Banca d'Italia/Istat 2016

Sistema salute.
Se per questo report non è grave il sottodimensionamento di medici e infermieri (34esima posizione), peggio si va sui posti letto in reparti specialistici (60esimi). Adeguata la presenza di macchine diagnostiche (38esimi), quella di medici ospedalieri (21esimi) e di personale tecnico sanitario per posto letto (20esimi). Scarsi invece i posti letto nei reparti di cardiologia e cardiochirurgia (95esimi) e quelli in rianimazione e terapia intensiva (68esimi). Sufficienti quelli in oncologia (30esimi). Per quel che riguarda le apparecchiature di emodialisi c'è una buona disponibilità (22esimi), scarsi invece i ventilatori polmonari (77esimi). Si tratta questa però di una graduatoria (su mille abitanti) derivata da dati Istat che risalgono al 2013, non freschissimi. In pratica non c'è stato aggiornamento rispetto al 2017 quando vennero usati gli stessi numeri.

Dati: Istat 2013, Ministero della Salute 2013

Tempo libero.
Con un 12esimo posto, la Spezia e provincia brillano per tempo libero. Siamo decimi per strutture dedicate al turismo e 25esimi per quelle dedicate alo svago. Gli agriturismi sono nella media (7.7 ogni 100mila abitanti), gli alberghi numerosi (103 ogni 100mila abitanti). Tanti i ristoranti (noni), fitti i bar e caffetterie (terzi), non moltissime le palestre (65esimi). In buon numero le librerie (settimi), meno le associazioni culturali (50esimi).

Dati: Seat/Istat 2017

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