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Ultimo aggiornamento: Lunedì 21 Agosto - ore 00.20

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Puntualità nei pagamenti, imprese spezzine fanalino di coda in Liguria

Lo studio di Cribis, società specializzata nella business information, evidenzia ritardi che collocano La Spezia al 65esimo posto in Italia.

Puntualità nei pagamenti, imprese spezzine fanalino di coda in Liguria

La Spezia - Le imprese della provincia spezzina, dati aggiornati a fine marzo, si posizionano all’ultimo posto in Liguria e 65esime in Italia in tema di puntualità nei pagamenti commerciali. Il 30,4% infatti ha saldato puntualmente le fatture, mentre il 54,9% ha regolato i conti con un ritardo fino a 30 giorni dai termini concordati e il 14,7% oltre i 30 giorni. Una performance peggiore sia della media regionale (31,8% di pagamenti puntuali) sia di quella nazionale (35,6%). Si segnala inoltre il peggioramento dei ritardi gravi, passati in 7 anni dal 5% del 2010 al 12% attuale.

È quanto emerge dallo Studio Pagamenti realizzato da Cribis, la società del Gruppo Crif specializzata nelle business information, che ha analizzato i comportamenti di pagamento delle imprese Liguri nel primo trimestre 2017.

Le imprese della Liguria non brillano per puntualità nei pagamenti commerciali. Solo circa una impresa su tre, il 31,8% delle 137.100 imprese regionali ha infatti saldato alla scadenza le fatture ai fornitori, contro una media del Paese pari al 35,6%. Il 55,9% invece ha saldato invece entro il mese, il 12,3% oltre i trenta giorni di ritardo, contro la media italiana del 12%.
La buona notizia è che in un solo anno sono calati del 9,1% i ritardi gravi nei pagamenti, uno dei principali indicatori dello stato di salute delle imprese. Questo è quanto è emerso in sintesi dallo Studio Pagamenti, aggiornato a fine marzo 2017, realizzato da Cribis, la società del Gruppo CRIF specializzata nelle business information, che ha studiato i comportamenti di pagamento delle imprese liguri.

“Le imprese liguri, come evidenziano i nostri dati, hanno performance di pagamento inferiori alla media italiana. Ma ci sono segnali di miglioramento nei ritardi di pagamento, in un solo anno sono calati del 9,1% i pagamenti giunti con grave ritardo”, commenta Marco Preti, Amministratore delegato di Cribis. “Il calo dei pagamenti oltre il mese di ritardo va sicuramente interpretato come un indicatore del miglioramento dello stato di salute delle imprese del territorio. Anche i fallimenti, altro importante indicatore, mostrano infatti ormai da un paio d’anni una costante riduzione. Le stesse aziende però mettono in evidenza che in questi anni hanno dovuto fronteggiare una situazione difficile, caratterizzata da una riduzione del giro d’affari e una crescita dei ritardi nei pagamenti e degli insoluti. Tutto ciò è quindi la dimostrazione di come la gestione del credito commerciale sia diventata un fattore centrale della vita aziendale, insieme alla qualità dei prodotti e alle strategie commerciali” – continua Preti. “Come Cribis siamo un osservatorio privilegiato, essendo il partner delle aziende leader dei diversi settori e di oltre 15000 PMI italiane e per ciò possiamo affermare che le aziende che hanno ottenuto le migliori performance sono quelle che hanno utilizzato la gestione del credito come uno dei parametri di segmentazione della clientela, in sinergia con le esigenze e gli obiettivi commerciali. La puntualità dei pagamenti è quindi diventata uno degli elementi chiave per ottimizzare i flussi di cassa e individuare i clienti da fidelizzare e su cui investire.
Chi gestisce bene il credito commerciale, non solo incassa meglio, ha una migliore gestione del working capital e riduce l’indebitamento a breve, ma diventa a sua volta più virtuoso verso i propri fornitori, distribuendo quindi risorse liquide all’interno della propria filiera. Possiamo quindi affermare che nel prossimo futuro la gestione del credito diventerà un elemento strategico non solo per la singola azienda, ma un obiettivo più generale che tutto il sistema economico deve perseguire”, conclude Marco Preti.

Se si paragonano le performance attuali con quelle del 2010 lo scenario appare ancora preoccupante: i ritardi gravi delle imprese liguri sono aumentati del 202,3%, quelli alla scadenza hanno registrato una diminuzione del 12,4%.

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